Sospiro di sollievo per gli oltre 16 mila assegnisti di ricerca universitari. Solo per loro, però. Perché se la buona notizia è che il ministero dell'università ha appena firmato e inviato alla Corte dei conti il decreto sugli importi minimi degli assegni di ricerca, la cattiva è che i provvedimenti più significativi per mettere in moto la riforma (legge 240/2010) sono ancora sostanzialmente al palo. Basti pensare che il testo in cui sono contenute le regole per conseguire l'abilitazione nazionale è stato appena bloccato dal Consiglio di stato oppure che i nuovi cicli di dottorato non possono iniziare perché per avviarli serve un decreto ministeriale a sua volta predisposto a partire dall'Anvur, l'agenzia di valutazione. Ma tornando al dm sugli importi minimi il testo recita espressamente che il nuovo minimo, «determinato in una somma pari a 19.367 euro», ha validità per gli assegni banditi con la legge ideata dal ministro Mariastella Gelmini e quindi non comporta automaticamente il riallineamento al nuovo importo dei vecchi assegni, banditi con normativa precedente, per i quali continuano a valere gli importi dei bandi precedenti. Nel frattempo il Miur ha inviato ai rettori una nota per chiarire come interpretare la nuova legge per il rinnovo degli assegni banditi prima del 30 gennaio 2011, data di entrata in vigore della legge. Nella nota si specifica che, per i bandi pubblicati prima di quella data, vale in fase di contratto e per gli eventuali successivi rinnovi, la precedente normativa (legge 449/97). Gli assegni possono essere rinnovati se il rinnovo era espressamente previsto nel contratto originario.
Tornando alla riforma, finora, dei circa cinquanta provvedimenti di attuazione è stato firmato soltanto il decreto che istituisce l'abilitazione nazionale, sui cui i tecnici del ministero stanno correggendo i rilievi dal Consiglio di stato, mentre sono passati al vaglio del Consiglio universitario nazionale quello che ridefinisce i settori scientifico-disciplinari e quello che dovrebbe mettere ordine in materia di equipollenze dei titoli. Ma per il capitolo reclutamento manca il decreto con i parametri di produzione scientifica per presentarsi ai concorsi da ricercatore e gli indicatori di qualità per accedere ai ruoli della docenza. Un altro punto caldo è quello legato al cosiddetto blocco degli scatti sancito dalla manovra economica del governo.