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Energia: nuove frontiere di sviluppo del Sud

del 21/04/2011
di: La Redazione
Energia: nuove frontiere di sviluppo del Sud
L'Associazione studi e ricerche per il Mezzogiorno, nel suo filone di interesse istituzionale per infrastrutture e public utilities, ha elaborato una serie di ricerche per far emergere il patrimonio potenziale specifico di un'area del paese forte e reattiva, come l'ha definita Francesco Saverio Coppola, che del sodalizio associativo è oggi consigliere di amministrazione. Lo abbiamo sollecitato a un incontro per conoscere che cosa ne pensasse, dopo Fukushima, di energia e sviluppo economico nell'ambito di nuovi scenari infrastrutturali e di energia rinnovabile nell'Italia meridionale.

Coppola ha sottolineato che sarebbe errato ritenere questo pezzo del paese condizionato da punti di debolezza. Perché esso invece rappresenta, con le dovute trasversalità, un'ampia prospettiva di interessi pubblici e privati, per le imprese e per la realizzazione di infrastrutture con evidenti risvolti di carattere socio-economico e finanziario a livello nazionale e internazionale.

D'altra parte, ha aggiunto, «il sistema energetico è oggi a un crocevia: le attuali tendenze, nell'offerta e nei consumi, non sono più sostenibili in termini economici, sociali e ambientali». Per cui, il futuro dello sviluppo dipenderà in che misura i governi dell'Europa riusciranno ad affrontare le due sfide principali del cambiamento: da un lato un'offerta affidabile e accessibile economicamente, dall'altro un passaggio rapido a un sistema di produzione energetica a basso utilizzo di carbone.

Alla domanda relativa alle attuali condizioni del sistema energetico nazionale, secondo Coppola, «tale sistema richiede un'azione mirata di indirizzo tesa a eliminare le molte criticità esistenti. Nello stesso tempo, deve consentire un miglioramento competitivo e un ridimensionamento dell'impatto sull'ambiente». Per Coppola i fronti sui quali occorre lavorare sono quelli che hanno bisogno, specialmente al Sud, di consistenti investimenti imprenditoriali e infrastrutturali. Non foss'altro per le caratteristiche morfologiche, orografiche e climatiche ivi presenti, rispetto alle fonti rinnovabili in grado di essere un'arma vincente per lo sviluppo. Non a caso, le regioni del sud sono in testa rispetto al centro-nord, con punte di rilievo in Sicilia, Campania, Calabria e Puglia, anche se i tempi di attesa per realizzare gli impianti e le connessioni in rete sono molto lunghi.

Quanto infine alla semplificazione e all'omogeneizzazione delle procedure amministrative, secondo Coppola, fondamentale un «sano Federalismo energetico», poiché diventa legittima la voce degli enti territoriali e locali sulla ubicazione e la realizzazione di infrastrutture e impianti a fonti rinnovabili.

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