Part time. Intento dell'Agenzia è ridurre l'orario di lavoro a tempo parziale, in linea con le modifiche apportate dall'articolo 73, comma 1, della legge 133/2008 e l'articolo 16 della legge 183/2010. La prima norma ha modificato la disciplina del tempo parziale, riattribuendo alle amministrazioni pubbliche piena discrezionalità nell'accettare e denegare le richieste di trasformazione dell'orario lavorativo dei dipendenti. L'informativa sottolinea che i dirigenti sono tenuti a rigettare le istanze di part-time dalle quali possa derivare un semplice pregiudizio alle esigenze organizzative della struttura. L'articolo 16 della legge 183/2010 (il collegato-lavoro) ha ulteriormente stretto le maglie, prevedendo in capo alle amministrazioni il potere/dovere di rivedere tutti gli atti di concessione dei part-time, antecedenti l'entrata in vigore del dl 112/2008, entro il termine del 23 maggio 2011.
L'informativa dell'Agenzia specifica i criteri ai quali le sedi dovranno attenersi sia per la revisione dei part-time già concessi sia per adottare le decisioni conseguenti a nuove istanze. L'informativa segnala tre tipologie di part-time di per sé da considerare pregiudizievoli per l'organizzazione e l'erogazione dei servizi e, come tali, da rigettare o da rivedere, salvo dimostrare che non abbiano influssi negativi. Sono, dunque, da denegare in generale i part-time che consentano al dipendente di astenersi dal lavoro per due o tre giorni la settimana per più di quattro settimane, anche non consecutive; il part-time orizzontale che consenta di ridurre l'orario per più del 50% per oltre un mese all'anno; infine, tipologie di part-time misto, che combinino le precedenti due. Orario di servizio, di lavoro e di apertura al pubblico. Per omogeneizzare l'attività su tutto il territorio nazionale, si prevede un orario di servizio dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18,30, salve specifiche esigenze locali.
Per l'apertura al pubblico, l'Agenzia prevede un minimo di 26 ore la settimana, delle quali almeno sei pomeridiane. L'apertura degli sportelli al mattino deve essere di almeno quattro ore consecutive, dalle 8,30 alle 12,30 oppure dalle 9 alle 13. L'Agenzia, allo scopo di facilitare l'accesso del pubblico, prevede che singole strutture provinciali possano prevedere l'apertura di sportelli dedicati a professionisti in pomeriggi in cui non vi sia l'apertura al pubblico. Gli orari di apertura potranno essere maggiori nelle province di dimensioni superiori ai 300 mila abitanti: l'informativa prevede almeno 30 ore, con possibilità anche di orario continuato per almeno due giorni nella settimana. Nelle sedi di Milano, Torino, Roma e Napoli, l'orario al pubblico settimanale si spingerà fino alle 32 ore.
I dipendenti potranno articolare, secondo le esigenze di servizi, l'orario di lavoro in quattro diverse tipologie: la prima prevede 7,12 ore al giorno per cinque giorni; la seconda 7,30 ore per quattro giorni e sei ore nel restante giorno; ancora, saranno possibile otto ore lavorative per tre giorni e sei ore nei restanti due; infine, nove ore lavorative per due giorni e sei per i restanti tre. La modulazioni di questi orari individuali dovrò garantire ovviamente i servizi pomeridiani che l'Agenzia intende assicurare. E per concentrare maggiormente l'attività lavorativa, l'Agenzia intende ridurre la flessibilità oraria, cioè la possibilità di entrare dopo e uscire prima. La flessibilità in entrata sarà al massimo di 45 minuti, salvo particolari disagi logistici, che potrebbero consentire l'aumento della flessibilità a un'ora. I dipendenti potranno in generale anticipare l'uscita solo di 20 minuti. Tutte le disposizioni, sia quelle concernenti il part-time, sia quelle relative all'articolazione oraria, prevedono salvaguardie e garanzie specifiche per i dipendenti che abbiano particolari patologie che danno diritto a riduzioni della prestazione oraria o ad ampliamenti della flessibilità.
Per Vincenzo Patricelli segretario dei Flp finanze: «Il problema è che sia il personale degli uffici territoriali sia quello dei Cam è allo stremo. Abbiamo invitato l'Agenzia a trovare soluzioni concordate ma sinora non siamo stati ascoltati. Meglio che l'utenza sappia che un aumento di ore di apertura senza soluzioni organizzative idonee si tradurrà solo in maggiori disservizi. Non possiamo chiedere di più a lavoratori già stressati dai carichi di lavoro attuali».
