Gli ammortizzatori in deroga. L'accordo riguarda, dunque, il rifinanziamento dei principali sostegni al reddito (mobilità e cassa integrazione guadagni) le cui indennità possono essere erogate anche ai lavoratori dipendenti da aziende che, ordinariamente, non sono destinatarie dei trattamenti (perciò «in deroga», cioè in deroga alla normativa ordinaria). La cig è un intervento (appunto) di integrazione salariale e spetta, a determinate condizioni e a domanda dell'impresa interessata, a tutti i lavoratori subordinati, compresi apprendisti, ai lavoratori con contratto di somministrazione e ai lavoranti a domicilio, dipendenti da aziende che operino in determinati settori produttivi o specifiche aree regionali. La mobilità è parimenti un'indennità che garantisce ai lavoratori licenziati un reddito sostitutivo della retribuzione e possono beneficiarne: i lavoratori (tutti i lavoratori subordinati compresi apprendisti e quelli con contratto di somministrazione) licenziati da aziende non destinatarie della normativa sulla mobilità; e i lavoratori che hanno fruito della mobilità ordinaria e per i quali, sulla base di accordi regionali, è prevista una proroga del trattamento.
La proroga per il 2011/2012. L'accordo è stato sottoscritto sulla base delle previsioni della legge di stabilità per il 2011. Infatti, la legge n. 220/2010 ha rifinanziato, con la classica formula «in attesa di una riforma organica degli ammortizzatori sociali», gli ammortizzatori sociali in deroga già operativi per gli anni 2009 e 2010. In particolare, ha rifinanziato la possibilità che, con appositi accordi governativi, il ministero del lavoro possa disporre per periodi non superiori a 12 mesi, anche senza soluzione di continuità, la concessione in deroga dei trattamenti di cig (ordinaria e straordinaria), di mobilità e disoccupazione speciale. L'accordo, nel dettaglio, prevede la conferma da parte del governo dello stanziamento di 1 miliardo di euro, previsto dalla legge di stabilità, per gli interventi a sostegno del reddito a cui si aggiungono 600 milioni di residui del biennio 2009/2010. Le Regioni concorrono con la parte non utilizzata dello stanziamento di 2,2 miliardi di euro, fino al suo esaurimento. La proporzione di utilizzo delle risorse tra politiche passive e attive viene così modificata da 70-30 a 60-40. L'accordo prevede inoltre l'attribuzione di un ruolo precipuo ai servizi per l'impiego nei processi di riqualificazione e di ricollocazione dei lavoratori, il cui efficace funzionamento potrà rendere effettiva l'offerta di lavoro congruo e il relativo sistema sanzionatorio.
