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Dichiarazione Iva, sempre il visto

del 20/04/2011
di: di Roberto Rosati
Dichiarazione Iva, sempre il visto
La dichiarazione Iva correttiva senza il visto di conformità annulla quello apposto nella precedente, pregiudicando la possibilità di continuare a compensare il credito oltre l'importo di 15.000 euro. Questa una delle indicazioni che emergono dalla circolare n. 16 del 19 aprile 2011, con la quale l'agenzia delle entrate ha ufficializzato alcuni chiarimenti in materia di compensazioni dei crediti Iva forniti nella teleconferenza del 14 aprile (si veda ItaliaOggi di venerdì e sabato scorso). La circolare segnala anche la possibilità, per i contribuenti e i professionisti dotati di pec, di ottenere assistenza rivolgendosi alla casella email: dc.sac.compensazioni.ivaf24@pce.agenziaentrate.it

Crediti pregressi riconosciuti in sede di liquidazione. Può accadere che, in fase di liquidazione delle dichiarazioni, l'agenzia riscontri un credito superiore rispetto a quello dichiarato, dandone comunicazione al contribuente. Il maggior credito potrà essere chiesto a rimborso o utilizzato in compensazione, ma tale seconda possibilità è condizionata dalle disposizioni dell'art. 17 del dlgs n. 241/97, secondo cui la compensazione dei crediti risultanti dalla dichiarazione va effettuata entro la data di presentazione della dichiarazione successiva. Pertanto, il maggior credito riconosciuto, per esempio, per il 2008, non potrà essere utilizzato se nel frattempo sia già stata presentata la dichiarazione relativa al 2009. Per poter compensare tale credito, quindi, il contribuente dovrà inserirlo nella prima dichiarazione utile, per rigenerarlo come credito del corrispondente periodo. Di conseguenza, qualora abbia ancora presentato la dichiarazione per il 2010, il contribuente potrà, in alternativa: presentare una dichiarazione Iva integrativa a favore per l'anno 2009, includendo il maggior credito nel rigo VL8, per poi utilizzarlo con codice tributo 6099 e anno di riferimento 2009; inserire il maggior credito nella dichiarazione Iva relativa all'anno d'imposta 2010, nel rigo VL8, utilizzandolo in compensazione con codice tributo 6099 e anno di riferimento 2010. In entrambi i casi occorre rispettare le regole fissate dall'art. 10 del dl 78/2009.

Più dichiarazioni per la stessa annualità. È stato rappresentato il caso di un contribuente che, dopo avere presentato la dichiarazione Iva autonoma a febbraio con il visto di conformità, a settembre abbia trasmesso il modello Unico includendo erroneamente anche i dati Iva, senza il visto di conformità. La circolare osserva che la presentazione di una seconda dichiarazione fa presumere la volontà di correggere errori e omissioni commessi nella precedente, per cui, nel caso prospettato, la dichiarazione Iva presentata all'interno del modello Unico, priva del visto, viene considerata «correttiva nei termini», e dunque sostitutiva della precedente che recava invece il visto. La conseguenza è che eventuali deleghe di pagamento con compensazione del credito Iva per oltre 15.000 euro, presentate dopo l'invio della seconda dichiarazione, saranno scartate dalla procedura di controllo per assenza del visto di conformità (restano comunque impregiudicate le compensazioni effettuate precedentemente). Pertanto, qualora il contribuente intenda ripristinare la possibilità di compensare oltre 15.000 euro, potrà, in alternativa: annullare l'invio del modello Unico, confermando la dichiarazione Iva precedente, e ripresentare la dichiarazione dei redditi contenuta nel modello Unico annullato; non si applicheranno sanzioni se si procederà in tal senso entro il termine ordinario di presentazione della dichiarazione; presentare un'ulteriore dichiarazione Iva in forma autonoma, recante il visto di conformità, che verrà considerata sostitutiva della dichiarazione Iva compresa nel modello Unico. In entrambi i casi, la compensazione oltre 15.000 euro sarà effettuabile dal giorno 16 del mese successivo a quello di regolarizzazione.

Correzione o annullamento di modelli F24. Un contribuente, nel mese di marzo 2011, utilizza in compensazione il residuo credito del 2009 di 8.000 euro, ma per errore indica nel modello F24 l'anno di riferimento 2010. Accortosi dell'errore, nel mese di aprile chiede e ottiene dall'ufficio la correzione dell'anno di riferimento indicato nel modello F24. Viene chiesto di sapere se la correzione abbia l'effetto di ricostituire la possibilità di utilizzare in compensazione il credito relativo all'anno 2010, fino a 10.000 euro, senza l'obbligo della preventiva presentazione della dichiarazione. Premesso che gli uffici devono valutare con attenzione le richieste di correzione dei dati esposti nei modelli F24, con particolare riferimento agli utilizzi di crediti Iva, l'agenzia conferma che, nella fattispecie rappresentata, in seguito alla correzione operata dall'ufficio, la compensazione è stata imputata al 2009 ed è stato, conseguentemente, ricostituito il credito relativo all'anno 2010. Lo stesso discorso vale per l'annullamento di un modello F24 con utilizzo di credito Iva e saldo pari a zero: anche in questo caso, il plafond viene automaticamente ricostituito e torna disponibile per la compensazione entro il secondo giorno lavorativo successivo a quello di annullamento del modello F24.

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