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Cartelle a rate, paletti alle tecniche dilatorie dei debitori

del 20/04/2011
di: La Redazione
Cartelle a rate, paletti alle tecniche dilatorie dei debitori
Equitalia scende in campo contro il rischio di un utilizzo meramente dilatorio dell'istituto della rateazione. Sulle richieste di dilazione di importi consistenti presentate da debitori a maggiore rischio sarà infatti necessario fornire maggiori chiarimenti ai concessionari della riscossione. Si ampliano inoltre le casistiche sulla base delle quali è ora possibile revocare il beneficio della dilazione indipendentemente dal mancato pagamento della prima rata o di due successive.

È questo il senso delle nuove istruzioni operative che la società capogruppo della riscossione ha diffuso alle sue partecipate con la direttiva n.12/2011 del 15 aprile scorso. Tali istruzioni che si aggiungono a quelle per la rateazioni in proroga (si veda ItaliaOggi di ieri) riguardano, indistintamente, tutte le istanze di rateazione presentate d'ora in avanti presso gli sportelli dei concessionari.

I soggetti a maggiore rischio di inadempimento.

A tutela della riscossione dei crediti pubblici e al preciso fine di evitare un utilizzo meramente dilatorio delle istanze di rateazione le società della riscossione dovranno porre in essere una serie di «precauzioni‚ del tutto particolari in presenza di una serie di elementi di pericolo.

Uno di questi è costituito da valori dell'indice Alfa superiori a 100. In tali situazioni, raccomanda la direttiva in commento, se la richiesta di rateazione supera i 500 mila euro occorrerà richiedere al debitore chiarimenti tempestivi in ordine alla capacità di sostenere l'onere finanziario derivante dalla rateazione stessa. Se l'importo oggetto di rateazione è invece compreso fra 50 e 500 mila euro la rateazione potrà essere concessa ma occorrerà sottoporre il debitore a una procedura di monitoraggio che consenta un rapido intervento in caso di inadempimento.

Altro elemento di pericolo ai fini dell'adempimento della rateazione è costituito dal valore della produzione rettificato pari a zero che di fatto può essere considerato un indicatore della cessazione dell'attività. Anche in queste situazioni le società concessionarie si attiveranno con gli stessi strumenti sopra esaminati a seconda dell'importo del debito oggetto di dilazione.

I chiarimenti richiesti al debitore in relazione alla capacità di sostenere l'onere finanziario della rateazione potranno essere forniti attraverso apposita relazione previsionale redatta su base biennale/triennale, sottoscritta da un revisore contabile.

Revoca del beneficio della rateazione.

Le società concessionarie potranno revocare i benefici della dilazione anche in presenza di altre circostanze diverse dal mancato pagamento della prima rata o di due successive, anche non consecutive.

La direttiva individua fra queste ultime il decesso o l'assoggettamento del debitore a procedure concorsuali.

Nel caso del decesso del contribuente il beneficio della rateazione potrebbe tuttavia essere concesso all'erede o agli eredi qualora questi ultimi dimostrino di essere in condizione di temporanea difficoltà di adempiere.

La rateazione decade invece immediatamente nel caso in cui il debitore sia assoggettato a fallimento, presenti domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo, venga emesso nei suoi confronti un provvedimento di apertura della procedura di liquidazione coatta amministrativa o di amministrazione straordinaria ex lege n. 274/1998.

Attenzione inoltre al mancato pagamento da parte del debitore di ulteriori cartelle notificate dopo il beneficio della rateazione. Se queste non verranno regolarizzate o non verrà formulata ulteriore istanza di dilazione, il concessionario potrà procedere all'avvio delle azioni di riscossione coattiva per l'intero credito a ruolo non rateizzato.

Andrea Bongi

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