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Totalizzazione, via al cumulo

del 19/04/2011
di: di Gigi Leonardi
Totalizzazione, via al cumulo
Alla pensione liquidata in regime di totalizzazione si applica la stessa normativa prevista per le altre pensioni. Pertanto, se il titolare della stessa continua a lavorare ha diritto ad un supplemento del trattamento che già percepisce. Lo precisa l'Inps nel msg. 8959/2011, sulla base di una direttiva del Ministero del lavoro.

Di cosa parliamo. La cosiddetta «totalizzazione» (prevista dal dlgs n.42/2006, di attuazione della legge di riforma del 2004), costituisce una alternativa alla ricongiunzione onerosa. Attraverso questo meccanismo, infatti, il soggetto iscritto a due o più forme di assicurazione obbligatoria (comprese le Casse dei liberi professionisti e la Gestione Separata Inps) ha facoltà di utilizzare, sommandoli, i periodi assicurativi non coincidenti e di durata non inferiore a tre anni, al fine di perfezionare i requisiti richiesti per il conseguimento della pensione di vecchiaia, a condizione che abbia compiuto il 65° anno di età (sia uomini che donne) e che possa far valere complessivamente un minimo di 20 anni di contribuzione o di anzianità, a condizione che possa far valere un minimo di 40 anni di contribuzione, indipendentemente dall'età anagrafica. Il calcolo del trattamento pensionistico derivante dalla totalizzazione viene effettuato applicando esclusivamente il criterio contributivo. Le gestioni interessate, ciascuna per la parte di propria competenza, determinano il trattamento pro-quota in rapporto ai rispettivi periodi di iscrizione maturati secondo le regole di cui sopra. L'onere dei trattamenti è a carico delle singole gestioni, ciascuna in relazione alla propria quota. Il pagamento della pensione viene effettuato sempre dall'Inps (anche nel caso in cui non sia interessata contribuzione Inps), sulla base della stipula di apposite convenzioni con gli enti interessati.

Il supplemento. Visto che il suddetto decreto legislativo non dice nulla in proposito, indica la nota dell'Inps, si ritiene che la disciplina sul supplemento di pensione trovi applicazione anche per le pensioni in totalizzazione. Ne consegue che il pensionato il quale, dopo la liquidazione della pensione in totalizzazione, continua a lavorare e a versare contributi in una delle gestioni comprese nel cumulo dei periodi assicurativi può chiedere la liquidazione del supplemento sempre che detta gestione preveda nel proprio ordinamento l'istituto del supplemento. In tale caso il supplemento deve essere liquidato secondo le regole della gestione dove risultano accreditati i contributi successivi alla decorrenza della pensione in totalizzazione. Al contrario, la contribuzione accreditata dopo la liquidazione, in una gestione non compresa nel cumulo dei periodi assicurativi, non può dare luogo a supplemento, venendo a mancare qualsiasi collegamento tra la contribuzione accreditata successivamente alla liquidazione della pensione e una gestione compresa nella pensione in totalizzazione.

Co.co.pro. Il messaggio espone peraltro il caso concreto di un titolare di pensione che, dopo la liquidazione ottenuta totalizzando la contribuzione versata nel fondo lavoratori dipendenti e nella Gestione Separata, intende intraprendere un'attività di lavoro autonomo e versare contributi nella gestione speciale per i lavoratori autonomi (artigiano o commerciante). Al riguardo, chiarisce che anche in assenza del minimo dei tre anni di versamenti (indispensabili per la totalizzazione), l'interessato può comunque ottenere il supplemento in quanto alla contribuzione versata nella gestione dei lavoratori autonomi, può cumulare (come avviene di norma, in base all'art. 7 della legge n. 155/1981) l'anzianità fatta valere nel gestione dei dipendenti.

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