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Sei mld alla ricerca in due anni

del 19/04/2011
di: di Roberto Lenzi
Sei mld alla ricerca in due anni
Ammontano a 6 miliardi di euro i fondi a sostegno della ricerca che saranno resi disponibili tra il 2011 e il 2013. Una parte dei fondi del Programma operativo nazionale (Pon), su un totale di oltre due mld di fondi, sarà destinata a tutto il territorio nazionale, anziché alle sole regioni del Mezzogiorno. È prevista l'introduzione di un voucher a favore delle pmi per sostenere le attività di trasferimento tecnologico. Saranno privilegiati i progetti di rilevante importanza, capaci di avere una valenza che vada oltre l'interesse dei singoli proponenti, al fine di ottimizzare risorse, concentrandole per ridurre la frammentazione dei finanziamenti. Sono questa alcune delle note interessanti per le imprese che emergono dal Programma nazionale della ricerca 2011-2013, predisposto dal ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca con l'obiettivo di fornire una programmazione pluriennale alle azioni di sostegno alla ricerca. Il programma si pone l'obiettivo di colmare il notevole gap formatosi negli ultimi 15 anni nei confronti dell'Europa sull'indice relativo agli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione rispetto al pil nazionale. Per fare questo, la strategia prioritaria, secondo il Programma, è quella di ridurre la distanza esistente tra attori della Ricerca e mondo industriale e sopperire alla mancanza di una visione globale di sistema che possa sollecitare e aiutare l'incontro, la conoscenza e la collaborazione tra le due parti.

Voucher per favorire il trasferimento tecnologico. Le piccole e medie imprese potranno presto contare su un nuovo strumento di agevolazione per sostenere il trasferimento tecnologico. Le azioni interessate saranno la gestione della proprietà intellettuale, la gestione dei know how, lo scouting scientifico, l'organizzazione di uffici di technology transfer presso gli Organismi di Ricerca, il potenziamento degli incubatori di impresa. Il voucher garantirà la copertura dei costi di servizi necessari alla realizzazione e/o finalizzazione di un progetto di innovazione presentato dalle pmi, erogati da centri di Ricerca pubblici o privati precedentemente accreditati.

Nuovo impulso per le imprese «high-tech». Il gap tecnologico dell'Italia rispetto agli altri paesi europei è abbastanza consistente, in particolare nei settori high tech dove il livello di occupati risulta al di sotto della media europea. Per questo, uno dei punti cardine del sostegno alla ricerca riguarderà questo particolare settore. Sarà curato lo sviluppo di strumenti per l'incubazione di nuove imprese high-tech, da localizzare in modo particolare presso i distretti ad alta tecnologia o Centri di ricerca e sviluppo regionali con valenza internazionale.

Un quarto delle risorse a giovani ricercatori. Almeno il 25% delle risorse gestite dal Miur andranno a favore di progetti knowledge-driven a studiosi di età non superiore ai 40 anni. Si tratta di progetti consistenti in ricerca di base, finalizzati allo sviluppo di nuova conoscenza, con impatto sul lungo periodo.

Fondi Pon anche al centro nord. Sarà costituito un fondo pari ad almeno il 12% delle risorse del Pon da destinare a sviluppi particolari delle Grandi Agende Pon, da realizzare al di fuori delle quattro regioni Convergenza. Questa misura è volta a favorire la realizzazione di azioni di cooperazione fra Regioni Convergenza, altre regioni del Mezzogiorno e altre regioni del Centronord volte a favorire la integrazione ed il trasferimento di conoscenze tra aree ad alta intensità tecnologica e sistemi locali di sviluppo insediati nel Mezzogiorno. A margine, sarà studiato anche un particolare voucher per favorire la mobilità dei ricercatori tra le aree geografiche Nord e Sud.

Favorire la collaborazione internazionale. Continuerà lo sviluppo della partecipazione ai programmi ERA-NET e JTI. Le ERANET, in particolare, sono azioni di coordinamento e supporto del Programma Quadro di ricerca il cui obiettivo è favorire la cooperazione e il coordinamento di attività di ricerca su una determinata area tematica gestite a livello nazionale e regionale negli stati membri e associati, attraverso una rete di attività di ricerca. Esse mirano quindi a migliorare la sinergia tra programmi nazionali ed il programma quadro comunitario, favorendo l'internazionalizzazione delle attività di ricerca. L'iniziativa comunitaria JTI (Joint Technology Initiatives) è stata lanciata per la prima volta nel 2007 al fine di promuovere la partnership internazionale tra imprese e centri di ricerca pubblici e privati di lungo periodo.

Adottare un unico modello di valutazione. Uno degli obiettivi più ambiziosi del Programma è quello di favorire l'adozione un modello univoco di valutazione delle iniziative progettuali di Ricerca e Sviluppo tecnologico, nazionali e regionali. Il modello dovrà essere applicabile sia ai piccoli progetti che ai grandi progetti di ricerca e innovazione. Si prevede l'utilizzo coordinato di strumenti automatici, valutativi e negoziali. Anche a fronte di questa esigenza, il Pnr sottolinea nuovamente l'importanza dell'utilizzo dei voucher, che garantiscono la tempestività d'intervento, in connessione con un meccanismo di sigla di protocolli di qualità con centri di Ricerca pubblici e privati, che fissino i servizi e le relative caratteristiche qualitative al fine di assicurarne efficacia ed efficienza.

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