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Sicurezza fuori dal Patto

del 19/04/2011
di: di Francesco Cerisano
Sicurezza fuori dal Patto
Spese per la sicurezza fuori dal patto di stabilità e nuove ordinanze con cui i sindaci potranno tutelare l'ordine, non solo in situazioni di emergenza, ma anche e soprattutto in via ordinaria. Il ministro dell'interno Roberto Maroni non si arrende alla sentenza della Corte costituzionale (n.115 depositata il 7 aprile scorso, si veda ItaliaOggi dell'8/4/2011) che ha bocciato le norme sui sindaci sceriffi contenute nel decreto sicurezza 2008. E, parlando a Lecco, alla firma del locale protocollo per la sicurezza, lascia intravedere le possibili contromisure, da attuare d'intesa con l'Anci. Che proprio ieri ha diffuso una nota interpretativa della pronuncia della Corte per consigliare sul da farsi i primi cittadini che abbiano adottato ordinanze, prive del carattere di straordinarietà, ora travolte dalla Consulta. Il punto è proprio questo perché il fiore all'occhiello del dl sicurezza (n.92/2008) era rappresentato dalla possibilità per i comuni di adottare ordinanze in materia di incolumità e sicurezza pubblica «anche» contingibili e urgenti. Cosa fare per le ordinanze emanate prima della sentenza n.115? Se le ragioni di contingibilità e urgenza non sono venute meno, suggerisce l'Anci, i provvedimenti potranno essere riproposti. Diversamente si dovrà verificare se le ordinanze riguardano fattispecie già disciplinate dai regolamenti comunali perché in questo caso potranno essere riadattate utilizzando come base il regolamento. Se non ricorre nessuna di questa due condizioni, le ordinanze dovranno essere considerate nulle.

Ma i sindaci non ci stanno e propongono due soluzioni, tra loro alternative, per il futuro: distinguere chiaramente tra ordinanze urgenti (che troverebbero limiti solo nei principi generali dell'ordinamento) e ordinarie (limitate invece dalla legge) oppure riconoscere una volta per tutte che la sicurezza urbana è una funzione fondamentale dei sindaci (e non più loro assegnata in qualità di ufficiali di governo). In questo modo, secondo l'Associazione guidata da Sergio Chiamparino, il potere d'ordinanza sarebbe disciplinato con legge per quanto riguarda l'inquadramento generale, mentre la normativa di dettaglio sarebbe affidata ai regolamenti locali.

Quali che siano gli aggiustamenti al potere di ordinanza per rispettare i dettami della Corte, i sindaci potranno comunque fare poco se le spese per la sicurezza non saranno tenute fuori dal patto di stabilità. Maroni ha promesso che porterà il problema sul tavolo del prossimo consiglio dei ministri. Nella speranza di ottenere (Tremonti permettendo) un allentamento dei vincoli contabili per questo tipo di spese. «È giusto salvaguardare i conti pubblici», ha detto il numero uno del Viminale, «ma io credo che sia opportuno consentire ai sindaci di investire in sicurezza», anche perché, «i sindaci hanno soldi ma non li possono spendere».

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