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Fotovoltaico, l'Europa in pressing

del 19/04/2011
di: di Luigi Chiarello
Fotovoltaico, l'Europa in pressing
L'Italia non danneggi gli investimenti già avviati sul fronte energie rinnovabili e, soprattutto, per il futuro «non comprometta gli investimenti nel settore, con possibili ripercussioni sulla ripresa economica». Il monito al governo italiano giunge dall'Europa e ha per oggetto il nuovo decreto di incentivazione allo sviluppo delle fonti rinnovabili, che domani i tecnici dei ministri dello sviluppo economico e dell'ambiente presenteranno in Conferenza stato-regioni. Nelle stesse ore in cui i responsabili dei due dicasteri lavoravano al testo del quarto Conto energia, attuativo del dlgs 28/2011, varato dal governo il tre marzo scorso in attuazione della direttiva 2009/28/Ce, il commissario europeo all'energia, Gunther Oettinger, inviava una lettera al ministro dello sviluppo economico, Paolo Romani. Nella missiva si legge delle preoccupazioni degli operatori per «il decreto italiano attuativo della direttiva 2009/28/Ce», specie «in relazione agli incentivi per il solare fotovoltaico». Modifiche, avverte Oettinger, che «compromettono direttamente o indirettamente investimenti in corso» sollevando, oltre alle perplessità del commissario, anche «serie preoccupazioni tra gli investitori nazionali e internazionali». La commissione ricorda che «l'Italia è tenuta a raggiungere la quota del 17% dei consumi finali lordi di energia da fonti rinnovabili entro l'anno 2020». Il che, avverte Oettinger, implica «non solo un consistente aumento della produzione interna, ma anche un ricorso a importazioni dall'estero attraverso i meccanismi di cooperazione previsti dalla stessa direttiva» europea. Di conseguenza, Bruxelles ritiene «fondamentale che il governo italiano crei quanto prima un quadro interno d'incentivazione chiaro, stabile e prevedibile per garantire lo sviluppo delle rinnovabili, senza correre il rischio che i necessari investimenti privati siano rimandati e diventino più costosi, ostacolando cosi il raggiungimento del suddetto obiettivo». Sul finire, poi, la lettera di Oettinger diventa più incisiva: «le modifiche che alterano il ritorno finanziario dei progetti esistenti rischiano di violare principi generali di diritto nazionale e comunitario, ma soprattutto di compromettere la stabilità degli investimenti nel settore, con possibili ripercussioni sulla ripresa economica», avverte il commissario riferendosi al blocco degli investimenti scattato col dlgs di inizio marzo (supplemento ordinario n. 81 alla Gazzetta Ufficiale n. 71 del 28/3/2011). Quindi, Oettinger avverte Romani senza giri di parole: «Vorrei invitarLa», si legge nella missiva, «a intraprendere ogni sforzo per attuare la direttiva 2009/28/Ce in maniera stabile e prevedibile e di essere particolarmente cauto nel considerare misure che possano avere ripercussioni sugli investimenti già effettuati». Che tradotto vuol dire: la direttiva doveva servire a potenziare gli aiuti al rinnovabile, invece l'Italia ha fatto il contrario, mettendo a rischio gli investimenti avviati. Dallo Sviluppo economico nessuna risposta.

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