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La famiglia fa bene al fisco

del 16/04/2011
di: di Pamela Giufrè
La famiglia fa bene al fisco
Investire sulla famiglia si può. Con una manovra da 16,9 miliardi di euro, possono infatti tornarne ben 2,5 attraverso il recupero dell'Iva sugli acquisti; 12,7 miliardi grazie alla crescita dei consumi locali; e 3,8 miliardi dai maggiori introiti fiscali generati dall'aumento dei consumi. È quanto hanno dimostrato i tributaristi della Lapet. Nel corso dell'ultimo convegno nazionale dell'associazione, all'hotel Columbus di Roma, su: «Se hai dei figli devi pagare meno - il fattore famiglia strumento di equità fiscale e di rilancio dell'economia», giovedì 14 aprile 2011, in collaborazione con il Forum delle associazioni familiari rappresentato da Francesco Belletti, e con l'università Unitelma-Sapienza di Roma, attraverso il coordinamento tecnico del professor Pasquale Sarnacchiaro, ricercatore in Statistica, sono infatti stati illustrati i dati della ricerca sul Fattore famiglia.

Relatori, oltre a Roberto Falcone, Belletti e Sarnacchiaro, il referente del centro studi Lapet, Giancarlo Puddu. A chiudere i lavori il segretario nazionale dell'associazione, Giovanna Restucci.

Al convegno sono intervenuti anche Rocco Buttiglione, presidente dell'Unione democratici e cristiani e Democratici di centro, e Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri. L'iniziativa, nata per dare continuità alla proposta di detassare i nuclei familiari con figli, elaborata dal Forum delle associazioni familiari e condivisa dalla Lapet, ha permesso appunto di avvalorare il Fattore Famiglia. Indiscussi i suoi vantaggi dal punto di vista economico. Notevoli anche quelli attinenti gli aspetti sociali. «Chi paga meno tasse», ha spiegato il referente del centro studi Lapet, che ha condotto la ricerca insieme al professor Sarnacchiaro, «ha più risorse da ridistribuire sul territorio. E più consumi significa un ritorno di introiti nelle casse dello Stato, ma anche più crescita occupazionale e meno povertà».

Un'equazione importantissima in questi ultimi mesi. I dati Istat confermano infatti che in un anno il risparmio familiare ha perso un punto e mezzo e che persino la spesa per i beni necessari è in picchiata. «La famiglia», ha sottolineato il presidente Falcone, «che è il vero volano dell'economia italiana, sta cominciando a mostrare segni di cedimento. È per questo necessario e urgente mettere in campo degli interventi di sostegno alle famiglie ed in particolare di quelle con figli per il bene delle famiglie stesse e dell'intera società».

La ricerca Lapet-Unitelma Sapienza stima che si ridurrebbe di 1 milione il numero di famiglie sotto la soglia della povertà se si detassassero i nuclei con figli. E gli effetti maggiori si avrebbero soprattutto nelle città del Sud Italia. «Abbiamo preso in considerazione le diverse aree geografiche che potrebbero beneficiare della detassazione», ha precisato il professor Pasquale Sarnacchiaro, «inquadrando le famiglie nel loro territorio e considerando la diversa composizione dei nuclei, a seconda del numero di figli».

La detassazione sarebbe così distribuita: il Sud disporrebbe del 43,5% di risorse in più; le Isole del 26,4%; il Centro del 16,2% e il Nord del 13,8%.

«E di certo», ha commentato il presidente Belletti, «le somme stanziate non andrebbero a finire né sui conti svizzeri né in Ferrari, ma sarebbero immediatamente reinvestite nel sistema economico. Il Fattore Famiglia è infatti equo, di semplice applicazione e conveniente per l'intera economia. È lecito dunque aspettarsi che già nella prossima Finanziaria ci siano novità in questo senso. Una riforma del Fisco che non vede la famiglia sarebbe autolesionista nei confronti del Paese. Basti pensare che per mantenere un figlio sono necessari da 308 fino a 1800 euro, a seconda del reddito familiare». La risposta agli onorevoli Buttiglione e Giovanardi, che condividono ampiamente la proposta sul Fattore Famiglia. «Oggi la famiglia», ha detto Buttiglione, «è profondamente cambiata. Un tempo tutte le famiglie avevano figli. Il che vuol dire che il costo di riproduzione era distribuito in maniera uniforme tra tutte le famiglie italiane. Ora non è più così. Solo l'1% delle famiglie ha 4 figli e contribuisce in modo più forte ai costi di riproduzione».

«La famiglia con figli», ha aggiunto Giovanardi, «va rilanciata perché è la forza del nostro futuro. Le politiche familiari sono assolutamente necessarie ed indispensabili». E ha promesso: «A breve il riconoscimento politico per integrare il fondo delle politiche familiari. Poi una campagna a 360 gradi riguardo le famiglie, finalizzata a un serio rilancio delle stesse. Quando nasce una famiglia e qualcuno si sacrifica e mette al mondo dei figli, non lavora solo per se stesso ma anche le imprese italiane e per chi figli non ha. Deve per questo esserci l'impegno di tutti in tale direzione».

L'indagine Lapet-Unitelma Sapienza focalizza infatti l'attenzione sul cosiddetto paniere dei consumi, al quale sarebbero destinate le maggiori risorse delle famiglie. Nell'elenco rientrano le spese relative alle abitazioni e alle utenze connesse, per un buon 44,4%, a seguire i costi per i generi alimentari, quelli per trasporti e comunicazione, abbigliamento e spese personali, sanità, istruzione e tempo libero.

«Dei 16,9 miliardi necessari per il Fattore Famiglia», ha detto Sarnacchiaro, «1,6 sarebbero destinati al risparmio privato e 15,3 miliardi verrebbero impiegati nei consumi». «Insomma», ha precisato Giancarlo Puddu, «è evidente anche da questi dati che crescendo i consumi locali riprenderebbe a girare l'economia, aumenterebbe anche l'occupazione, considerando che nel 2011, fino al primo novembre, la cassa integrazione è costata 4,3miliardi di euro, coinvolgendo 600mila lavoratori».

E nelle sue conclusioni, il segretario Restucci ha dichiarato: «La famiglia rappresenta il presente in un'ottica di prospettiva futura. Meno si sostiene economicamente la famiglia e meno la famiglia sarà in grado di sostenere l'economia. Il legislatore non può essere miope. Il bonus bebè, per quanto giusto, è statico e non basta più. Mentre il nostro studio offre un aiuto dinamico alla famiglia e, attraverso di essa, all'intera economia».

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