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La revisione trova i nuovi alleati

del 16/04/2011
di: di Vittorio Marotta
La revisione trova i nuovi alleati
«La nuova revisione legale può contribuire a rilanciare il sistema-Paese, ma affinché possa realizzare a pieno la propria efficacia è necessario un maggiore dialogo che porti a soluzioni condivise per la redazione dei regolamenti attuativi. La strada maestra deve essere quella della aggregazione, non quella della divisione». Raffaele Marcello, presidente dell'Unione Nazionale commercialisti ed esperti contabili, in occasione del Congresso nazionale del sindacato traccia le linee guida sulla revisione legale alla luce dei regolamenti da emanare.

«È necessario un dialogo costante tra commercialisti e istituzioni: per questo motivo abbiamo intenzione di dare il via ad un tavolo concertato dal quale possano nascere orientamenti comuni per la categoria. La professione tenga alto il livello di attenzione in vista dei decreti emanandi: un timore che l'intera categoria avverte, con le mutazioni in atto, è proprio quello che i commercialisti possano perdere opportunità non per salvaguardare le rendite, ma allo scopo di tramutare al meglio la funzione del revisore legale guardando soprattutto alle piccole e medie imprese».

In questo contesto, sottolinea ancora Marcello, «l'Unagraco si conferma quindi tra i soggetti in grado di avanzare proposte concrete per il paese. I traguardi futuri da raggiungere sono di notevole importanza: la professione si proietti in una dimensione moderna e all'avanguardia».

Sul tavolo anche le sfide future della professione: «È chiaro che nelle attività programmatiche andremo a privilegiare come interlocutori i ragionieri professionisti, una figura dalla quale non possiamo prescindere».

Secondo Paolo Saltarelli, presidente della Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri, «i revisori legali rivestono un ruolo fondamentale per garantire la legittimità dei conti nei fondi pensione e negli istituti di previdenza privatizzati». La nuova revisione, infatti, «può offrire prospettive considerevoli per i giovani professionisti, garantendo speranze concrete per un più immediato inserimento nel mondo del lavoro. In questo contesto, il contributo della categoria e dei ragionieri commercialisti sarà sicuramente fondamentale, grazie all'approccio scientifico ai problemi contabili-amministrativi e gestionali, che caratterizzano da oltre 150 anni la nostra professione».

Il decreto legislativo, ha ammonito però il numero uno dell'Istituto previdenziale, «pone l'intera categoria di fronte ad alcune problematiche di fondo sulle quali è opportuno operare una profonda riflessione».

Un aspetto sul quale si è soffermato anche Claudio Siciliotti, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili: «Non bisogna mancare la possibilità di una crescita della società civile all'insegna della trasparenza e della sostenibilità dei conti finanziari». In particolare, «le piccole e medie imprese affrontino con consapevolezza il tema della revisione legale».

A fare gli onori di casa è stato Giuseppe Diretto, presidente dell'Unagraco di Bari. «Il nostro sguardo deve dirigersi con attenzione e responsabilità al futuro dell'intera categoria e alle prospettive dei giovani professionisti che hanno risposto a questo importante momento di riflessione. Il capoluogo pugliese si conferma come principale piazza da cui veicolare nuove proposte sul futuro della categoria».

Secondo Massimo Ivone, vicepresidente Unagraco nazionale e consigliere di amministrazione della Cassa Ragionieri, «la nuova disciplina va a rafforzare il concetto della separazione delle funzioni di controllo. Si tratta di una rivoluzione tanto culturale quanto operativa per i professionisti che coprono incarichi in collegi sindacali cui è affidata la revisione legale».

«Ora servono certezze fiscali e sui controlli», ha rimarcato Nicolò La Barbera, vicepresidente dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Palermo. «Le aziende e l'amministrazione finanziaria possono infatti trarre vantaggi importanti per quanto concerne rispettivamente la certificazione e il controllo dei bilanci».

Perché ciò sia possibile, ha evidenziato Alberto Tron, docente dell'Università di Pisa e Consigliere Andaf, «è necessario comprendere pienamente le regole di base della revisione legale e attraverso quali modalità svolgere l'attività, in attesa dei regolamenti che dovranno essere emanati».

«Le nuove sfide per la revisione legale», ha sottolineato infine Mario Boella, presidente Assirevi, «si devono interfacciare necessariamente con l'alto numero di professionisti che compongono la categoria: se infatti gli altri paesi europei contano in media 12 mila revisori e il Regno Unito circa ventimila, in Italia si superano i 140 mila. Sono cifre che quindi vanno a riflettersi sui due aspetti principali con i quali la professione deve relazionarsi: il controllo qualità e la formazione».

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