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Ricerca e sviluppo, via ai benefici

del 16/04/2011
di: di Roberto Lenzi
Ricerca e sviluppo, via ai benefici
Ricerca e sviluppo, via libera ai fondi per il credito di imposta. Che arriva in ritardo, ma è utilizzabile da subito. Possono beneficiare del bonus pari al 47,53% di quanto richiesto inizialmente, le imprese che nel periodo dal 6 maggio 2009 al 5 giugno 2009 hanno presentato domanda per ottenere il credito d'imposta a sostegno di attività di ricerca e sviluppo di cui all'articolo 1, commi da 280 a 283, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni. Il dipartimento delle finanze ha reso noto ieri il decreto interministeriale 4 marzo 2011, la cui pubblicazione in G.U. è attesa per lunedì prossimo, che ripartisce 350 milioni e che si rivolge a tutti i soggetti che hanno avviato gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo anteriormente al 29 novembre 2008 e che non hanno ricevuto il nulla-osta per la fruizione del credito d'imposta, per esaurimento delle risorse disponibili. Il decreto aggiunge quindi un nuovo capitolo alla lunga odissea delle imprese che hanno fatto ricerca negli anni 2007, 2008 e 2009. Si ricorda che, fino all'entrata in vigore del decreto legge n. 185 del 2008, il credito d'imposta per la ricerca era fruibile in modalità automatica, senza necessità di presentare un'istanza preventiva di prenotazione dei fondi. Poi, il decreto aveva stabilito un tetto massimo di fondi a disposizione, aprendo la strada al click day del 6 maggio 2009, che aveva lasciato moltissime imprese con un palmo di naso. Le imprese deluse avevano immediatamente provveduto a presentare dei ricorsi alla Ctp Pescara contro la procedura adottata, fino a che la concertazione con le associazioni di categoria ha portato a stanziare ulteriori risorse per accontentare, anche se parzialmente, tutte le imprese rimaste a bocca asciutta. Vediamo come si sviluppa la procedura e gli adempimenti richiesti.

Utilizzo in F24. La prima operazione da fare è calcolare l'esatto valore del credito d'imposta spettante, applicando la percentuale del 47,53% al credito d'imposta che era stato richiesto in sede di domanda iniziale. L'utilizzo del credito di imposta avviene tramite modello F24.

Documentazione da tenere agli atti. Il regolamento del credito d'imposta prevedeva che le imprese tenessero aggiornata una serie di documenti utili in caso di eventuali controlli. La documentazione di cui sopra, secondo il decreto, doveva essere predisposta annualmente entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi e controfirmata da un revisore dei conti o da un professionista iscritto nell'albo dei revisori dei conti, dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali o in quello dei consulenti del lavoro, ovvero dal responsabile del centro di assistenza fiscale.

Ok al cumulo con la deduzione Irap. Le imprese che hanno già sfruttato la deduzione Irap per le spese di personale dedicato alla ricerca non devono preoccuparsi in quanto le due agevolazioni sono cumulabili. Addirittura, l'importo delle spese di personale su cui calcolare il credito d'imposta è considerato al lordo dell'eventuale deduzione applicata alla base imponibile Irap.

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