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Nuova revisione tutta da scrivere

del 15/04/2011
di: di Marco Caiazzo
Nuova revisione tutta da scrivere
Controllo di qualità, concetto di indipendenza, novità per gli enti di interesse pubblico, responsabilità e sanzioni: il decreto legislativo n. 39 del 27 gennaio 2010 ha dettato le regole per una nuova figura di revisore legale dei conti. «L'Unagraco ritiene doveroso che i commercialisti contribuiscano alla redazione dei regolamenti con i quali verranno definite le direttive della professione, e per questo motivo intende lanciare una discussione concreta in occasione del Congresso nazionale». Da Bari, Raffaele Marcello chiama a raccolta i professionisti di tutta Italia: materia del dibattito, il quadro attuale e le prospettive future della nuova revisione legale alla luce degli emanandi regolamenti. «L'obiettivo è consolidare una linea comune in tempi brevi», spiega. «Le decisioni che verranno prese nel corso del Congresso pugliese si riveleranno fondamentali quando saremo chiamati ad esprimere la nostra opinione. Inoltre, è nostra intenzione stimolare i professionisti a migliorare la qualità delle prestazioni e ridisegnare il concetto di indipendenza». Unagraco, però, non ha intenzione di sostituirsi agli organismi interministeriali: «Anzi, a loro chiediamo di indicarci le aree di intervento dei commercialisti», è il pensiero di Marcello, che si dice anche convinto dell'esistenza di un ampio margine di dialogo con le istituzioni: «Siamo pronti ad esprimere le nostre idee e portarle sino in fondo, nella speranza che dall'altra parte arrivino risposte altrettanto concilianti».

Sul taccuino del presidente ci sono tutte le novità che riguardano i nuovi revisori legali dei conti: «Un utilizzo delle procedure e dei controlli tale da identificare i rischi di errori in bilancio ed individuare gli opportuni criteri adeguati alla valutazione degli stessi; un diverso approccio, che interessi le società non quotate o gli enti di interesse pubblico (banche, assicurazioni e società emittenti strumenti finanziari). Ancora, la nomina e la revoca sul controllo di qualità, che costringe il professionista a sottoporsi periodicamente a una verifica. E infine le sanzioni amministrative o penali. La nostra convinzione», spiega Marcello, «è che questa nuova figura possa contribuire a rilanciare il sistema-Paese, ma è fuori discussione che senza dialogo non si arriva lontano». Per questo, al Congresso nazionale Unagraco - al quale parteciperà anche Francesco Distefano, il vicepresidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, punto di riferimento della componente relativa agli ex ragionieri - prenderanno parte i rappresentanti della categoria, della Consob e dei ministeri vigilanti: «Puntiamo a mettere sul tavolo le diverse esperienze e giungere a una soluzione comune». Spazio anche per i focus con gli esponenti del mondo accademico e professionale per analizzare le prospettive future: «Ovviamente discuteremo anche e soprattutto di ciò che accadrà nei prossimi anni all'interno della professione. La nostra intenzione», evidenzia ancora il numero uno del sindacato, «è partire come organismo unico, ma è chiaro che nelle attività programmatiche andremo a privilegiare come interlocutori i ragionieri professionisti, una figura dalla quale non possiamo prescindere».

Secondo il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Claudio Siciliotti, il limite del decreto in materia di revisione non risiede tanto in ciò che dispone, ma in ciò che trascura. L'opinione di Marcello è che «la scelta di rendere applicabili i principi internazionali di revisione anche nelle piccole realtà, se non temperata nella successiva fase regolamentare da procedure semplificate, può determinare aggravi nell'attività di controllo per le piccole e medie imprese. Allo stesso tempo, come ha giustamente scritto in passato Siciliotti, rendere applicabili i principi internazionali di revisione e introdurre criteri più stringenti di controllo sull'operato di chi fa revisione legale può rivelarsi un'opportunità soltanto parziale». Insomma, serve un regolamento definitivo: «Prendersi cura del Paese facendo sistema tra pubblico e privato è un obbligo. Ma occorre anche un cambiamento di mentalità che preveda un maggiore coinvolgimento delle generazioni più giovani».

Secondo Giuseppe Diretto, presidente Unagraco Bari e tesoriere nazionale del sindacato, il decreto legge ha contribuito al miglioramento e alla razionalizzazione della disciplina della nuova figura. «Tra i numerosi aspetti positivi, spicca la ridefinizione dell'attività professionale che fa cadere quelle contraddizioni normative che in passato avevano influenzato il lavoro dei professionisti e dei titolari delle aziende». Diretto, «padrone di casa» per l'occasione, sottolinea come quella barese si sia confermata una piazza particolarmente vivace per la categoria: «Ospiteremo il Congresso nazionale dei commercialisti: è una città, la nostra, che ha un elevato numero di giovani iscritti sui quali puntare per i prossimi anni. Non resta che portarli sulla giusta strada e approfondire con loro tutti gli aspetti legati alla professione».

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