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Il lavoro non taglia l'assegno Inps

del 15/04/2011
di: di Gigi Leonardi
Il lavoro non taglia l'assegno Inps
Non sempre lo svolgimento di una attività lavorativa è incompatibile con l'indennità di mobilità. Per esempio, nel caso di lavoro autonomo per il quale nessuna norma specifica prevede la sospensione o la decadenza. Lo ribadisce l'Inps nella circolare n. 67/20011, nella quale fornisce alcune precisazioni in materia, anche alla luce della rilevanza attribuita dalla normativa più recente alla rioccupazione dei lavoratori beneficiari di prestazioni a sostegno del reddito.

Lavoro autonomo. In materia di lavoro autonomo nessuna norma specifica prevede gli istituti della sospensione e della decadenza. La normativa prevede invece la facoltà per il lavoratore in mobilità di ottenere, qualora ne faccia richiesta, la corresponsione anticipata della prestazione in un'unica soluzione per intraprendere un'attività autonoma, escluse le mensilità eventualmente già godute. Il lavoratore che esercita tale facoltà viene cancellato dalla lista di mobilità. L'indennità anticipata deve essere restituita, nel caso in cui, entro 24 mesi dalla data di corresponsione dell'importo, il lavoratore instauri un rapporto subordinato, con l'obbligo di dare comunicazione scritta dell'avvenuta assunzione alla sede dell'Inps entro dieci giorni dall'inizio dell'attività. L'indennità di mobilità, tuttavia, come tutte le prestazioni che traggono origine e compensano la perdita involontaria di un posto di lavoro, è intrinsecamente legata alla condizione di disoccupazione involontaria. Pertanto, laddove la legge non disponga diversamente, si deve ritenere che essa venga meno qualora cessi lo stato di disoccupazione involontaria. L'art. 1 del dlgs n. 181/2000 per «stato di disoccupazione» intende «… la condizione del soggetto privo di lavoro che sia immediatamente disponibile allo svolgimento e alla ricerca di un'attività lavorativa secondo le modalità definite con i servizi competenti». L'art. 4 del citato decreto prevede inoltre la conservazione dello stato di disoccupazione a seguito di svolgimento di attività lavorativa tale da assicurare un reddito annuale non superiore al reddito minimo personale escluso da imposizione. In virtù del meccanismo delle detrazioni (art. 13 del Tuir) tale limite di reddito è pari, per il lavoro autonomo, a euro 4.800 annui, mentre per le collaborazioni coordinate e continuative il medesimo limite di reddito è fissato in euro 8 mila annui I limiti suddetti sono da intendersi al netto delle ritenute previdenziali e prima del prelievo fiscale. Ne deriva che l'attività di lavoro autonomo è compatibile con la percezione dell'indennità di mobilità quando i redditi che ne derivino siano tali da non comportare la perdita dello stato di disoccupazione; tali redditi, in vigenza dell'attuale normativa in materia di imposte sui redditi, sono quantificati in 4.800 euro nell'anno solare per l'attività di lavoro autonomo e 8 mila euro per le collaborazioni coordinate e continuative. Qualora entrambi i tipi di attività suddette si alternino o sovrappongano nell'anno solare, si applicherà il limite superiore. In caso di superamento del suddetto limite, si produrrà cancellazione dalle liste di mobilità e la decadenza dall'indennità per perdita dello stato di disoccupazione, dal momento dell'inizio dell'attività lavorativa. Nei casi di compatibilità tra indennità di mobilità e remunerazione da attività lavorativa, da circoscrivere ai soli casi di svolgimento di un'attività di lavoro autonomo con remunerazione inferiore alle suddette soglie (4.800 euro nell'anno solare in caso di lavoro autonomo e 8 mila euro per le collaborazioni), la remunerazione può cumularsi con l'indennità.

Incentivi alla cooperativa. Anche il lavoratore che voglia rioccuparsi associandosi in cooperativa può chiedere la corresponsione anticipata della prestazione di mobilità in un'unica soluzione. L'instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato con la cooperativa nei 24 mesi successivi, costituendo semplice attuazione degli impegni assunti con la cooperativa stessa, non comporta la restituzione dell'anticipazione. Nel caso invece il lavoratore aderisca alla cooperativa senza richiedere l'anticipazione, la cooperativa medesima potrà fruire degli incentivi previsti per le imprese che impiegano lavoratori iscritti nelle liste di mobilità.

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