Consulenza o Preventivo Gratuito

Iva, controllo delle compensazioni con canale dedicato

del 15/04/2011
di: di Cristina Bartelli
Iva, controllo delle compensazioni con canale dedicato
Un canale dedicato telematico sul controllo preventivo delle compensazioni Iva. Gli intermediari in possesso di Pec segnalando nell'oggetto il codice fiscale del contribuente e allegando la ricevuta di scarto con le motivazioni del diniego della compensazione. L'indirizzo è: dc.sac.compensazioni.ivaf24@pce.agenziaentrate.it.

Inoltre occhi puntati sul centro operativo di Venezia che avrà il compito di controllare e avviare i recuperi per i crediti presentati, dallo stesso contribuente, non attraverso Entratel e Fisco online su più canali di homebanking. Intanto le compensazioni Iva arrivano a quota 13 mld. E di questi 10 miliardi sono state tracciate con il visto di conformità dal lavoro degli intermediari. A ieri risultano presentate 326.437 dichiarazioni Iva relative all'anno 2010; 71.999 di queste hanno il visto di conformità e raccolgono 10 miliardi della somma complessiva. Al 16 marzo, invece risultavano inviate 385.282 deleghe di queste 9.343 risultavano vittime di scarti del sistema. Sono questi i risultati del monitoraggio effettuato dall'Agenzia delle entrate e snocciolato durante una video conferenza ieri per fare il punto sulle novità entrate a regime nel 2010. L'operazione massiccia del controllo preventivo, introdotta con l'articolo 10 del dl 78/2009, è entrata a regime nel 2010, primo anno di applicazione, Ora dunque l'amministrazione si trova a dover gestire più plafond in contemporanea e a verificare che siano utilizzati coerentemente: quelli che matureranno a partire dal 1° gennaio 2011, il credito Iva 2010, i crediti trimestrali 2011, e i residui anno precedente. Quindi il controllo si muove su due binari la gestione di più plafond in contemporanea nella stessa annualità e più sofisticate procedure di monitoraggio.

I dati

Alla data di ieri, secondo i numeri snocciolati, dalla direzione centrale servizi ai contribuenti, risultano presentate, relative all'anno 2010. 326.437 dichiarazioni Iva. Nella dichiarazione è stato esposto un credito Iva pari a un valore di 13.266.000.000 di euro, cifre considerate dall'Agenzia delle entrate, rilevanti. Delle 326 mila dichiarazioni, poco più 71 mila hanno il visto di conformità, e rappresentano il 22%. Il motivo è che, spiegano dall'Agenzia, le altre istanze che non recano il visto presentano sia importi compresi nella soglia tra i 10 mila e i 15 mila euro o inferiori ai 15 mila.

Da quest'anno, poi ricordano dall'Agenzia, per semplificare gli adempimenti è ammessa la possibilità di presentare la dichiarazione a debito per evitare l'ulteriore onere di presentare la dichiarazione Iva.

Sugli importi ben più di 10 miliardi di euro sono stati già sottoposti a un controllo di qualità in quanto sono transitati nelle 71 mila dichiarazioni presentate con il visto di conformità.

Nel credito annuale 2010 restano i crediti emergenti dalle dichiarazioni 2009 e ancora non interamente spesi oltre ai crediti trimestrali.

Importi considerevoli su cui poggiano quattro plafond:

- residuo credito annuale 2009;

- nuovo credito 2010 per chi presenta la dichiarazione;

- residui di crediti trimestrali relativi all'anno 2010;

ovvero a partire con la presentazione del modello VR relativamente credito trimestrale anche 2011.

«Tutte queste situazioni», osservano dalle Entrate, «combinate insieme potrebbero determinare una non corretta modalità di spesa del credito con l'eventualità di determinati scarti da parte del sistema centralizzato pensato per mettere in ordine la disponibilità dei crediti»

Al 16 marzo 2011, dunque, sono state presentate 385.282 deleghe nelle quali sono stati indicati dei crediti Iva in compensazione, una cifra analoga a quello dell'anno precedente dove le deleghe erano pari a 345.406. Dalle deleghe sono stati prodotti 9.343 scarti che, anche se in percentuale l'Agenzia non li considera un numero elevato, allo stesso tempo punta a ridurlo, soprattutto dove il sistema va a vedere che l'errore è nella mancata modalità di utilizzo dei sistemi telematici. Dall'analisi effettuata dagli scarti al 16 marzo in realtà le situazioni ricorrenti più diffuse sono legate al periodo non congruente utilizzato del credito Iva con la situazione del contribuente ovvero il credito non disponibile.

Asseverazione. La comunicazione dell'asseverazione va fatta una volta sola. L'adempimento non deve essere ripetuto a meno che non si assista a delle variazioni dei requisiti dei soggetti che la richiedono. Ma un requisito per dottori commercialisti, consulenti del lavoro e iscritti alle camere di commercio è quello di essere in possesso di una assicurazione con determinate caratteristiche. Assicurazione che ha una scadenza sia pluriannuali sia annuale. Nel primo caso anche se la scadenza è su più anni ci sono comunque le scadenze delle rate dei premi da pagare. E dunque legata ai rinnovi o ai pagamenti dell'assicurazione c'è un implicito rinnovo di comunicazione alle Entrate di questi dati. Il rischio è che in mancanza del rinnovo, e dunque con un servizio scoperto il credito potrà essere considerato non buono dal sistema e rigettato. Non solo dopo l'avviso formale di irregolarità da parte dell'Agenzia scatterà la cancellazione dall'elenco di chi è abilitato a emettere il visto.

vota