Il tema della riforma fiscale e previdenziale è stato ampiamente trattato dalla Cisal che, su tali argomenti, ha formulato precise proposte, prosegue il segretario. «Oggi i problemi li hanno di certo le famiglie veramente meno abbienti, ma li hanno anche quelle che prima erano ascrivibili al famoso ceto medio, in quanto le difficoltà ad arrivare a fine mese sono una realtà concreta per la maggior parte dei cittadini. Se ne accorge finalmente anche chi ha un occhio attento al mercato interno, che è di primaria importanza per le aziende italiane. Occorre garantire la solidarietà, ma per far ciò c'è bisogno di risorse e se non si stana l'evasione fiscale e contributiva passi avanti non se ne fanno. Ecco perché occorre intervenire in modo coraggioso e non solo con l'inasprimento delle sanzioni, o la creazione di un mostruoso Grande fratello che assembli una massa di dati per andare a scovare gli evasori. Molto più efficace può essere, invece, l'adozione di un sistema di contrapposizione di interessi, che dia a tutti i cittadini la possibilità di non veder tassati i redditi, che vengono utilizzati per spese che comunque fanno muovere l'economia».
È, quindi, necessario un dibattito molto ampio e una convergenza delle forze sociali su obiettivi precisi. Occorre pertanto che si crei tale occasione? Cavallaro precisa: «Sì e senza perdere tempo e se gli imprenditori si lamentano di essere lasciati soli, sappiano che da tempo lavoratori e pensionati si trovano nella medesima condizione. Sono maturi i tempi affinché le forze sociali sviluppino una decisa azione propositiva volta a dare davvero una svolta al paese. I tagli alla spesa, il blocco dei contratti, gli interventi sul sistema previdenziale, l'austerità più predicata che praticata, hanno raggiunto livelli intollerabili e sono diventati un boomerang per la nostra economia. Occorre fare in fretta e bene e restituire ai giovani, ai lavoratori e ai pensionati, la fiducia nel futuro, cosa che oggi è diventata davvero merce rara!»
C'è, dunque, la disponibilità della Cisal a un ampio confronto sia con le forze sociali che con l'esecutivo e Cavallaro in merito precisa: «Non solo siamo disponibili al confronto auspicando che cominci sollecitamente, ma anche pronti ad assumere le nostre responsabilità, come del resto abbiamo sempre fatto nel corso della nostra lunga storia».
