Consulenza o Preventivo Gratuito

Il bonus Ppc si conserva se l'iscrizione all'Inps dura 5 anni

del 13/04/2011
di: Fabrizio G. Poggiani
Il bonus Ppc si conserva se l'iscrizione all'Inps dura 5 anni
Per evitare la decadenza dell'agevolazione destinata all'acquisto dei fondi rustici («piccola proprietà contadina»), ancorché il legislatore non abbia richiesto all'imprenditore agricolo professionale (Iap) o al coltivatore diretto la permanenza nel tempo dell'iscrizione previdenziale, si rende necessario mantenere detta iscrizione per almeno un quinquennio.

Così la pensa il centro studi tributari del Consiglio nazionale del notariato che, con il recente studio 20-2011/T, ha affrontato le nuove disposizioni, in vigore dal 2011, per la proprietà coltivatrice, di cui al comma 4-bis, dell'art. 2, dl 30/12/2009 n. 194, convertito con modificazioni dalla legge 26/02/2010 n. 25.

Preliminarmente, però, il centro studi ricorda che il comma 41, dell'art. 1, della legge 13/12/2010 n. 220 (legge di stabilità 2011) ha eliminato la «provvisorietà» dell'agevolazione, mettendo a regime la disciplina di favore destinata ai trasferimenti onerosi dei fondi rustici e relative pertinenze a favore di coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali (Iap), almeno fino all'1/1/2014, data di entrata in vigore del federalismo fiscale, per effetto del quale determinati tributi indiretti saranno devoluti (e determinati) ai comuni (sul punto, a rischio questa agevolazione e quella sul compendio unico).

Il documento ricorda che l'agevolazione, dopo una prima mancata riproposizione con la legge di bilancio, che ha rischiato di farla sparire per sempre, è stata reintrodotta ma con effetto differito (dal 28/02/2010), con un buco applicativo nel corso del periodo dall'1/1/2010 al 27/02/2010, e che la nuova disciplina non ha alcuna continuità con la precedente legge n. 604 del 1954 (studio 49-2010/T e Agenzia delle entrate, risoluzione 17/05/2010 n. 17/E).

Fatta questa ampia premessa, il documento ricorda la possibile coesistenza di questa misura con altre agevolazioni, cosa debba intendersi sulla qualificazione agricola del terreno e quale sia l'ambito soggettivo di applicazione, stante la presenza dello Iap, del coltivatore diretto e delle società di coltivazione.

Peraltro, è su questo ultimo punto che il documento fornisce ulteriori indicazioni con particolare riferimento al requisito essenziale dell'iscrizione nella relativa gestione previdenziale ed assistenziale.

In effetti, il trattamento di favore spetta, come detto, ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli professionali (Iap) iscritti nella relativa gestione previdenziale e assistenziale (Inps, circolare 24/03/2006 n. 48), purché i detti soggetti non alienino o cessino di coltivare «direttamente» il fondo prima del trascorso di cinque anni dalla stipula dell'atto di compravendita.

Il legislatore, come oculatamente osservato, niente ha disposto circa la perdita del requisito soggettivo di coltivatore diretto o Iap e niente ha detto circa la perdita del requisito previdenziale, con un apparente rispetto delle condizioni meramente «istantanee» al momento dell'acquisto; requisito previdenziale richiesto, però, per le società di coltivazione diretta, ai sensi del comma 4-bis, art. 2, dlgs 99/2004.

Come indicato, in via del tutto apparente, sembra che per il coltivatore diretto il requisito previdenziale e assistenziale debba essere presente solo al momento del rogito relativo all'acquisto del terreno agricolo, senza che sia rilevante il mantenimento della stessa iscrizione nel tempo, mentre per lo stesso periodo deve essere mantenuta la qualifica «professionale» che si estrinseca nella coltivazione (diretta) del fondo per almeno cinque anni; sembrerebbe non sussistere una decadenza dei benefici da parte di un coltivatore diretto (per esempio, di un agricoltore esonerato, di cui al comma 6, art. 34, dpr n. 633/1972) che si sia cancellato dall'Inps il giorno successivo all'acquisto del fondo rustico, anche in relazione al fatto che al coltivatore diretto non si possono applicare, per rinvio, le disposizioni di cui al comma 4, dell'art. 1 e al comma 4, dell'art. 2, dlgs n. 99/2004 destinate, in particolare, alle società di coltivazione.

Ma il centro studi, ancorché la nuova disciplina non preveda un'espressa decadenza per la mancata permanenza nel tempo dell'inquadramento previdenziale dello Iap e del coltivatore diretto, come disposto per le società agricole, per ragioni di ordine sistematico e di portata generale ritiene, al contrario, che la prescritta iscrizione previdenziale e assistenziale debba sicuramente permanere, si aggiunge per almeno un quinquennio, alla stessa stregua del mantenimento del requisito professionale.

vota