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Conferimenti, strada obbligata

del 13/04/2011
di: di Fabrizio G. Poggiani
Conferimenti, strada obbligata
Per ogni cespite conferito, ai fini della corretta valutazione dei conferimenti in natura o dei crediti nelle società per azioni, si rende necessario utilizzare il criterio del fair value come indicato nel bilancio dell'esercizio precedente, redatto secondo i principi contabili internazionali, e revisionato senza alcun rilievo. Con due massime, la n. 120 e la n. 121 del 5 aprile scorso, la commissione società del Consiglio notarile di Milano ha fornito le proprie indicazioni in tema di conferimenti in natura nelle spa, ex lett. a), comma 2, dell'art. 2343-ter c.c. e di applicazione del regime alternativo per la valutazione dei medesimi conferimenti in natura, in presenza di aumento di capitale delegato all'organo amministrativo. Preliminarmente, la commissione ha preso atto delle modifiche introdotte dal dlgs 224/2010, correttivo del dlgs n. 142/2008, in attuazione delle disposizioni introdotte dalla seconda Direttiva Ce sul tema del regime alternativo della valutazione dei conferimenti in natura e dei crediti, di cui agli artt. 2343-ter e 2343-quater c.c. e ha comunicato il superamento delle precedenti massime nn. 104 e 107 del 27/01/2009. Per quanto concerne l'indicazione indicata dalla novellata lett. a), comma 2, art. 2343-ter c.c., la commissione ha precisato che si deve far riferimento al fair value del singolo cespite e al bilancio relativo all'esercizio precedente a quello in cui viene perfezionato l'atto costitutivo ovvero dell'esercizio precedente a quello in cui viene eseguito il conferimento riferito all'aumento di capitale e che detto bilancio deve risultare assoggettato a revisione, ai sensi degli articoli 2409-bis e s.s. e degli articoli 155 e s.s. del testo unico della finanza (Tuf), senza che il revisore abbia espresso rilievi in ordine alla valutazione dei beni oggetto del conferimento, giudizi negativi sul bilancio o non abbia rilasciato un'attestazione di impossibilità a fornire un giudizio. In effetti, grazie all'intervento del dlgs n. 224/2010, le disposizioni vigenti dispongono che in luogo della perizia giurata, di cui all'art. 2343 c.c. è possibile effettuare, al di fuori del conferimento di valori mobiliari o di strumenti finanziari, un conferimento in natura senza redigere apposita perizia, qualora il valore attribuito ai beni in natura o crediti conferiti risulti pari o inferiore «… al fair value iscritto al bilancio dell'esercizio precedente …»; ai fini della determinazione di detto valore, l'ultimo comma dell'art. 2343-ter c.c. dispone che per la relativa definizione si deve far riferimento ai principi contabili internazionali adottati nell'Ue. Con la massima n. 121, invece, la commissione è intervenuta sui medesimi conferimenti ma in presenza di un aumento di capitale «delegato» all'organo amministrativo, di cui all'art. 2443 c.c., confermando l'applicazione in estensione del regime alternativo di valutazione e la validità dell'operazione in assenza di una richiesta di applicazione del regime peritale (ordinario), effettuata da almeno il 5% del capitale entro 30 giorni dall'iscrizione della delibera di aumento del capitale; il perfezionamento può avvenire anche prima del decorso dei 30 giorni o per la presenza di un consenso totalitario o purché l'effettuazione resti subordinata alla condizione sospensiva e al congelamento della vendita delle azioni emesse, sino all'iscrizione nel registro delle imprese delle attestazioni, di cui agli articoli 2444 e 2343-quater c.c.
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