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Nuova small business act

del 09/04/2011
di: di Pamela Giufrè
Nuova small business act
Lo Small Business act alla resa dei conti. È stata infatti presentata a Roma un mese e mezzo fa dal vicepresidente della commissione europea, nonché commissario per l'Industria e per l'impresa, Antonio Tajani, la revisione dello Sba, che definisce le linee dell'azione che l'Unione europea intende condurre a favore delle Pmi perché possano svilupparsi e creare occupazione. Un aggiornamento che convince la Lapet perché va nella direzione di allineare sempre più lo Sba alle priorità della strategia «Europa 2020». «Le circa 23 milioni di pmi che esistono in Europa», spiega il presidente della Lapet Roberto Falcone, «occupano ben il 67% della forza lavoro del settore privato. In particolare le Pmi rappresentano più del 99% delle imprese in generale e impiegano 90 milioni di persone. Vanno perciò, non soltanto incoraggiate per fare di più e meglio, ma anche agevolate per riuscire a portare a termine i loro investimenti, perché, come a giusta ragione sostiene il vicepresidente Tajani, rappresentano il motore dell'economia europea».

Già tra il 2008 ed il 2010 la Commissione e gli Stati membri hanno messo in atto, secondo gli indirizzi dello Sba, iniziative dirette a ridurre gli oneri amministrativi, a facilitare l'accesso delle pmi al credito e a favorire il loro inserimento nei nuovi mercati. Ma, anche se la maggior parte delle iniziative previste dallo Sba sono ormai in fase di attuazione, la Commissione europea ritiene indispensabile fare di più per sostenere le pmi. Una necessità imminente anche per la Lapet. L'associazione ritiene infatti che dare il giusto slancio allo Small Business Act possa contribuire ad accelerare l'uscita dalla crisi finanziaria internazionale che non ha risparmiato nessuno Stato membro, a partire dall'Italia.

«Il riesame proposto per lo Sba in queste ultime settimane», spiega Falcone, «ci trova perfettamente d'accordo proprio perché prevede ulteriori interventi in alcuni settori prioritari sulla scia delle misure già introdotte, quali quella di migliorare l'accesso al credito e la normativa europea in materia di pmi, sfruttare tutte le possibilità offerte dal mercato unico e agevolare le imprese alle prese con la globalizzazione e tutti i grandi cambiamenti. Per questo è importante dare piena attuazione e subito allo Small business act».

Nello specifico, i tributaristi della Lapet sostengono soprattutto l'importanza di facilitare l'accesso al credito per consentire alle imprese europee, ed in particolare a quelle italiane, di investire e di crescere. «Rafforzare il sistema di garanzia per le imprese che ricorrono a mutui e prestiti per poter investire nel loro settore», ribadisce Falcone, «è fondamentale in questo periodo di crisi economica generale. I sistemi bancari nazionali, infatti, soprattutto il nostro, hanno stretto troppo il cordone del credito negli ultimi anni, costringendo numerosi imprenditori italiani a cessare l'attività o, peggio, a ricorrere a forme alternative, finendo spesso nella rete dell'usura». Tra l'altro, questo intervento convince la Lapet perché comprende anche l'accesso ai mercati dei capitali a rischio e prevede misure dirette ad informare gli investitori delle opportunità offerte dalle pmi. Oltre al fatto che l'accesso al credito risulta essere semplificato anche grazie alla possibilità di ricorrere ad un mediatore creditizio e a sportelli unici negli Stati membri.

Ma è importante per la Lapet anche la proposta di prevedere una «regolamentazione intelligente», come il vicepresidente Tajani definisce il miglioramento della normativa europea, che consenta alle pmi di concentrarsi sulle proprie attività principali. «Il miglioramento», spiega Falcone, «passa attraverso un riesame di tutte le proposte legislative in materia; tramite l'applicazione da parte delle amministrazioni dei singoli Stati membri del famoso principio “solo una volta”, in base al quale le aziende devono fornire una volta soltanto le informazioni richieste; e per mezzo di obiettivi quantificati per limitare la pratica degli Stati membri di introdurre norme aggiuntive nella legislazione di recepimento delle direttive europee».

Infine, altro traguardo significativo, quello di continuare a sfruttare tutte le possibilità offerte dal mercato unico, vale a dire la proposta di una base imponibile consolidata comune per le società, una nuova strategia Iva intesa in particolare a ridurre gli ostacoli fiscali, misure per facilitare il recupero transfrontaliero dei crediti, la proposta di uno strumento di diritto contrattuale europeo, e una più generale revisione del sistema di normazione europea per rendere le norme più favorevoli alle pmi e facilmente accessibili, e l'incoraggiamento alle imprese affinché applichino le regole sull'etichettatura di origine.

Interessanti per la Lapet anche le forme di ausilio alle Pmi affinché possano far fronte alle sfide della globalizzazione. «Siamo per i libero scambio», conclude Falcone, «purché opportunamente disciplinato da regole, proprio quanto siamo a favore della libera circolazione dei servizi professionali. Solo così l'economia europea può decollare a tutti gli effetti e diventare competitiva».

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