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Ue, tutto da rifare sugli appalti pubblici

del 09/04/2011
di: di Andrea Mascolini
Ue, tutto da rifare sugli appalti pubblici
Entro fine anno sarà pronta la proposta di nuova direttiva sugli appalti pubblici, sostitutiva delle direttive 2004/17 e 18, che potrebbe essere approvata in via definitiva entro fine 2013, con norme di semplificazione e snellimento delle procedure, per dare maggiore efficienza alla spesa pubblica. È quanto ha annunciato ieri a Roma Bertrand Carsin, direttore della politica degli appalti pubblici della direzione generale mercato interno della Commissione europea, nel corso del Seminario organizzato dall'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici per esaminare i diversi profili del Libro verde sugli appalti pubblici, oggetto di una consultazione pubblica che si chiuderà il 18 aprile. Dopo una breve introduzione del presidente dell'Authority, Giuseppe Brienza, Carsin ha illustrato i punti fondamentali del Libro verde, documento che si pone l'obiettivo di modernizzare la disciplina comunitaria in materia di appalti. Tre le sfide principali che la Commissione intende affrontare: in primo luogo semplificare e snellire le procedure di affidamento, con le dovute garanzie di trasparenza, in maniera che siano adattate alle diverse esigenze delle stazioni appaltanti, rese meno costose (anche e soprattutto per le piccole e medie imprese) e tali da garantire un più efficiente impiego di fondi pubblici. In secondo luogo, garantire più opportunità alle imprese europee nell'ambito degli appalti dei paesi terzi (In Europa si apre alle imprese extra Ue, ma nei paesi terzi questo accade con minore frequenza). In terzo luogo, Carsin ha evidenziato come vi sia anche la necessità di dettare delle regole omogenee per l'affidamento delle concessioni di servizi: «se ne parla da venti anni, adesso il momento è arrivato», ha detto Carsin. Il dirigente della Commissione europea ha tracciato anche una road map della complessa operazione di riforma: il 30 giugno a Bruxelles saranno resi noti i risultati della consultazione; a fine 2011, massimo ad inizio 2012, la Commissione predisporrà una proposta di nuova direttiva, nell'auspicio che entro il 2013 sia approvata. In sostanza fra tre anni l'Italia si potrebbe trovare a dovere di nuovo recepire una direttiva sugli appalti pubblici, con l'ennesimo correttivo al Codice degli appalti pubblici, anche se modifiche al Codice molto più imminenti sono state annunciate da Giuseppe Grillo, presidente della Commissione lavori pubblici del senato: «occorrerà riformare il Codice dei contratti pubblici, anticipando l'Europa, tenendo presente il Libro verde, con l'obiettivo di snellire e semplificare le procedure e definire norme ad hoc per piccole e medie imprese, settore in cui opera l'86% della forza lavoro». Condivide l'esigenza di correttivi al Codice dei contratti anche Paolo Buzzetti, presidente dell'Ance, che, dopo avere plaudito all'iniziativa della Commissione europea, ha posto l'accento, fra le altre cose, sull'esigenza che si trovino soluzioni per rivedere i tagli degli appalti (i grandi lavori sono passati dal 18 al 32 per cento), per garantire alle medie imprese un ruolo maggiore nell'esecuzione dei grandi lavori e per ridurre l'applicazione del massimo ribasso, elemento «fortemente deleterio» per il settore. Pietro Ciucci, presidente Anas, dopo avere candidato l'Anas a centrale di committenza e a validatore di progetti per le amministrazioni pubbliche, ha condiviso infine l'approccio del libro verde soprattutto sulle ipotesi di semplificazione delle procedure e di affidamento di maggiore discrezionalità affidata alle stazioni appaltanti e ha proposto anche di affidare gli appalti con un terzo criterio: prezzo fisso, determinato dalla stazione appaltante, e valutazione dei soli profili tecnici.

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