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Controllo dei conti nelle regioni

del 08/04/2011
di: La Redazione
Controllo dei conti nelle regioni
Piena condivisione di intenti tra revisori legali e commercialisti per vincere la battaglia sulla obbligatorietà per legge della presenza del revisore legale nelle regioni che gestiscono un patrimonio di oltre 400 miliardi di euro e sul controllo di qualità nell'attività di revisione. L'hanno manifestata il presidente dell'Istituto nazionale revisori legali, Virgilio Baresi, e il presidente dell'ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili, Claudio Siciliotti, nel corso del seminario nazionale svoltosi a Cassino, che ha avuto per tema «La responsabilità penale del revisore e dell'amministratore». Una giornata di studio promossa dall'Inrl in stretta collaborazione con il Cosilam (Consorzio per lo sviluppo industriale del Lazio Meridionale) e la Ficei (Federazione italiana consorzi ed enti industriali).

Oltre alla folta affluenza di oltre 400 professionisti, questo incontro verrà ricordato come il punto di svolta nei rapporti tra l'Istituto e l'Ordine dei dottori commercialisti, perché dopo un lungo periodo di incomprensioni e dissidi con una forte risonanza mediatica, sono stati individuati dei campi d'azione dove poter agire congiuntamente e raccogliere così insieme le sfide per la crescita professionale dei revisori. Un clima di costruttiva unitarietà di intenti che ha trovato un positivo riscontro nel presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mario Abbruzzese: «quella del revisore è una figura chiave del sistema economico, soprattutto nell'ottica del federalismo fiscale, con il quale tutta la politica dovrà fare un passo in avanti, perché innesca una responsabilità diretta verso i cittadini, con la tracciabilità delle imposte da pagare dove il ruolo del revisore diventerà cruciale. Con l'inventario di fine mandato a firma del revisore, infatti, l'amministrazione locale avrà la responsabilità nei confronti dei cittadini, e questo sancirà il suo successo o il suo fallimento».

Legittima la soddisfazione del presidente Inrl, Virgilio Baresi: «C'è un Dna comune tra revisori e commercialisti e la presenza di Siciliotti rappresenta una apertura al dialogo ben dichiarata che conferma una forte somiglianza professionale. Sono convinto che insieme possiamo dare il meglio per far crescere davvero questa società attraverso la corretta gestione delle aziende. Revisori e commercialisti possono raccogliere insieme sfide decisive per il nostro sistema economico, richiamando costantemente il rispetto delle regole, come nel caso di quelle 8 mila aziende che avendo l'obbligo di un controllo contabile, non hanno mai nominato un collegio dei sindaci, generando perplessità circa la qualità dei loro bilanci. Ma per far questo dobbiamo uscire da una sorta di “limbo” poiché alle 21 norme licenziate dal decreto legislativo 39/2010 al Mef e alla Consob non sono seguiti i decreti attuativi. E la stessa Ue ha sollecitato una urgente soluzione».

E sulla possibile condivisione di obiettivi, il presidente del Cndcec Claudio Siciliotti è stato molto esplicito: «Oggi noi dobbiamo affrontare le sfide nuove con uno spirito di concordia e unione, con la volontà di trovare le soluzioni insieme, perché questo è un paese che deve darsi un progetto collettivo, trasformando la individualità nella capacità di avere una visione futura. Sul tema della revisione ci sono molte cose che ci uniscono ed essa è un patrimonio di questo paese di alta valenza sociale perché legata alla trasparenza dei conti delle società. Credo che revisori e commercialisti possano condurre insieme due battaglie fondamentali: il controllo contabile obbligatorio per tutte le regioni e la premialità per quelle aziende che presentano conti sani. Una azienda con i conti ben revisionati potrebbe fruire di prerogative dal punto di vista finanziario e fiscale. Ad esempio un accesso al credito facilitato e alcuni benefit riconosciuti dal fisco».

Altre richieste propositive sono giunte dal presidente dell'ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Cassino, Giuseppe Tedesco, per il quale «l'indipendenza dei sindaci e dei revisori è un impegno ormai sancito per legge e dobbiamo adoperarci tutti affinché i soggetti che nominano i collegi sindacali siano realmente indipendenti».

Mentre per il presidente dell'Ordine degli avvocati di Cassino, Giuseppe Di Mascio, «occorre seguire con attenzione le novità introdotte dal dlgs 39/2010 soprattutto per quanto attiene le modifiche al codice civile in materia di bilanci consolidati e nell'intermediazione bancaria. Siamo di fronte a una riforma che recepisce standard europei e questo, insieme al controllo sulla qualità della revisione, impone a tutti la massima serietà professionale».

Di particolare rilievo anche l'intervento del presidente della Cassa ragionieri, Paolo Saltarelli, che ha fornito a una attentissima platea, un esaustivo aggiornamento sulle prospettive previdenziali. «Stiamo dialogando con i revisori per verificare possibili percorsi comuni: quello previdenziale è un mondo che attualmente soffre i problemi della disoccupazione intellettuale. Ora ci sono due disegni di legge che propongono la Cassa unica. Si tratta di una grande sfida che non significa perdere identità, ma un contributo alla riduzione dei costi, mettendo così a disposizione degli iscritti nuove opportunità di servizi. Ad esempio abbiamo lanciato l'idea di una Cassa di assistenza sanitaria interprofessionale che riguarda 2 milioni di professionisti; anche in questo caso potrebbe diventare una impegnativa ma affascinante scommessa per tutti».

Piena adesione ai concetti del mondo professionale, espressa dal presidente F.F. del Cosilam, Consorzio per lo sviluppo industriale del Lazio Meridionale, Antonio Gargano, che ha evidenziato come «la mission dei consorzi industriali non è solo quella di assicurare servizi e infrastrutture, vedi come esempio il polo della logistica realizzato con gli sforzi del Cosilam, ma di condividere iniziative come questo seminario dei revisori legali, per dare un contributo di idee a favore di un giusto equilibro del sistema economico del paese».

E dal presidente Ficei (Federazione italiana consorzi enti industriali) Andrea Ferroni: «La nostra federazione intende difendere i consorzi industriali, ben consci di come devono cambiare pelle, passando dall'essere semplici amministratori di condominio, a promotori dello sviluppo e centri di competenza. Ed essere presenti qui significa che Ficei vuole fornire, condividendo le istanze dei revisori legali, un servizio alle imprese e al paese».

Nella seconda parte del seminario, le brillanti e dotte relazioni tecniche su alcuni aspetti del dlgs 39/2010,come l'annotazione di Nicola Pisani, docente di diritto penale commerciale alla facoltà di giurisprudenza dell'università di Teramo, per il quale «il nuovo decreto vede tramontare la distinzione tra revisione contabile (società che fanno ricorso a capitale di rischio) e controllo contabile (tutte le altre società). Il nuovo decreto cerca di risolvere i problemi di coordinamento tra queste varie regole, con una unica funzione che è la revisione legale dei conti annuali e/o consolidati».

Mentre per Pier Paolo Dell'Anno, docente di diritto processuale penale alla facoltà di giurisprudenza dell'università di Cassino, «nella nuova revisione legale diventa indispensabile dotarsi di un protocollo di comportamento che, anche se non risolutivo, impone comunque una condotta virtuosa».

In chiusura Gianrico Ranaldi, docente di diritto dell'esecuzione penale alla facoltà di giurisprudenza dell'università di Cassino pone l'accento sulla novità introdotta dal decreto «e riguarda l'istituto del commissariamento della società, in modo da evitare la sospensione di attività e relazioni della società nei confronti di altri partner o della pubblica amministrazione. In questa ottica diventa importante “deflazionare” lo strumento cautelare, permettendo a quelle aziende o enti che, condannate, pagano il loro debito con la giustizia e devono poter tornare nel circuito produttivo ed economico».

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