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L'Epap chiude con il passato, basta investimenti rischiosi

del 08/04/2011
di: Ignazio Marino
L'Epap chiude con il passato, basta investimenti rischiosi
L'ente di previdenza di dottori agronomi e forestali, chimici, geologi e attuari chiude i conti con il passato e sceglie la massima prudenza nella gestione del patrimonio. Dopo le pesanti perdite subite con la crisi dei mercati finanziari e la svalutazione del portafoglio, l'Epap ha deciso di puntare solo investimenti a basso rischio. Arcangelo Pirrello, presidente di Epap, nel rassicurare gli iscritti che le perdite di questi anni non hanno messo in alcun modo a rischio le pensioni, racconta a ItaliaOggi gli anni difficili della crisi e delle necessarie scelte per uscire dalla tempesta.

Domanda. Presidente, la Bicamerale di controllo ha recentemente letto i vostri bilanci e messo in luce un disavanzo di 38 mln nel 2008 a causa della differenza negativa tra i ricavi (euro 64.529.749) e i costi (euro 102.864.526). Conferma?

Risposta. Innanzitutto è necessario sottolineare l'importante scelta di fondo effettuata da Epap in controtendenza rispetto ad altri enti: fra i costi del 2008 sono compresi accantonamenti al fondo svalutazione titoli per euro 35.845.049 che l'Epap ha contabilizzato nel bilancio, decidendo di non avvalersi della facoltà prevista dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, concernente la deroga agli ordinari criteri di valutazione dei titoli, che avrebbe consentito di congelare il valore dei propri investimenti al 31 dicembre 2007. Nel giugno del 2009 l'ente ha poi attuato una nuova strategia di investimenti, che ha comportato la liquidazione della quasi totalità dei fondi e delle gestioni presenti in portafoglio. Rispetto alle svalutazioni titoli accantonate nel 2008, l'ente ha recuperato nel 2009 circa 7 milioni di euro contabilizzati come riprese di valore e, a valori di mercato, ha realizzato per il 2009 un rendimento netto pari al 3,39%. Il trend positivo della gestione finanziaria è proseguito nel 2010 come sarà possibile evincere dal bilancio consuntivo 2010 che è in fase di elaborazione e nel quale si prevede un congruo avanzo di gestione. Complessivamente, le perdite effettive sulla gestione titoli, al netto degli interessi e proventi finanziari, ammontano, in realtà, a 21,8 milioni di euro nel triennio 2007-2008-2009, come è stato riconosciuto nella determinazione della Corte dei conti sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria per gli esercizi 2007-2009. Tale perdita, che è stata riassorbita dalle riserve, non ha avuto alcuna influenza negativa sulle pensioni, né sui contributi (che in occasione della crisi sono stati alleggeriti nelle anticipazioni), né sui servizi (che nel 2008 sono considerevolmente aumentati) né nell'assistenza, che è stata incrementata con l'assicurazione sanitaria gratuita a tutti gli iscritti (Emapi) e con l'assistenza ai colleghi dell'Aquila.

Domanda. Sempre la Bicamerale ha rilevato la necessità di adottare ogni provvedimento idoneo a garantire l'equilibrio della gestione previdenziale nel mediolungo periodo. Come è andata con l'ultimo bilancio tecnico al 31/12/2009? L'Epap è sostenibile almeno fino al 2039 come richiesto dalla legge?

Risposta. Dal bilancio tecnico dell'Epap approvato a fine 2010 è emerso che nei prossimi 50 anni il saldo tra le entrate e le uscite previdenziali risulta sempre positivo, il saldo tra le entrate e le uscite totali annuali risulta sempre positivo, il patrimonio della gestione previdenziale dell'ente è sempre in aumento. Inoltre, nei prossimi 50 anni, l'avanzo tecnico di gestione attualizzato ad oggi, risulta di circa 800 milioni di euro. Epap gode dunque di ottima salute: l'ente è sostenibile ben oltre il 2039 e le pensioni sono assicurate almeno fino al 2060, senza alcun aumento di contribuzione o diminuzione di servizi ed assistenza.

Domanda. Nelle ultime settimane la miniriforma Lo Presti ha ripreso il suo iter. Secondo l'Epap, l'aumento del contributo integrativo dal 2 al 5% migliorerà i futuri assegni pensionistici dei professionisti che fanno i conti con il poco generoso sistema di calcolo contributivo?

Risposta. L'aumento del contributo integrativo è certamente un primo correttivo importante per migliorare l'adeguatezza delle pensioni. Altre risorse potrebbero essere liberate per essere destinate ai montanti intervenendo sulla cosiddetta doppia tassazione.

Domanda. La crisi di questi ultimi anni ha riportato in evidenza la necessità di un nuovo welfare professionale. Che cosa ne pensa? Quali riforme in campo?

Risposta. Io credo che la necessità di un nuovo Welfare, forse dovrei dire di un Welfare, per i professionisti sia un'esigenza, indipendentemente dalla crisi. Qualcosa facciamo già noi enti con le risorse che abbiamo, soprattutto per la maternità, ma bisogna sempre ricordare che la mission degli enti continua a essere soprattutto la pensione; occorre quindi un sistema di assistenza integrato.

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