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Ingegneri, congelato il Cni

del 08/04/2011
di: di Benedetta Pacelli Ha collaborato Ignazio Marino
Ingegneri, congelato il Cni
Il Consiglio nazionale degli ingegneri continua a non trovare pace. Dal 2005 ad oggi sono stati sei i presidenti che si sono alternati alla guida della categoria. E le elezioni del 7 aprile dovevano servire a chiudere con il passato. Invece a poche ore dalle operazioni di voto è arrivata un'ordinanza (R.G. 15193/11) del Tribunale di Roma che rimanda di un anno (ovvero al 4/4/2012) l'atteso cambio di poltrone. La vicenda risale al 2005 (si veda tabella), all'indomani dell'elezioni del Consiglio nazionale di categoria, quando fu impugnata la legittimità delle votazioni perché erano stati ritenuti validi voti espressi da consiglieri provinciali che non avrebbero potuto. La questione era andata avanti per anni tra pronunce del Tribunale amministrativo e provvedimenti del ministero (quattro) che di volta in volta cambiavano i vertici. Quindi, non appena è stata fissata la data del 7 aprile 2011 per le votazioni, alcuni avevano maturato la data della carica di cinque anni, come previsto dalla legge, mentre altri solo quattro. Ed è proprio uno dei consiglieri esclusi dalla prima proclamazione a proporre il ricorso, poi accolto dal Tribunale ordinario di Roma. Questo ha disposto la sospensione delle operazioni di voto del Consiglio nazionale degli ingegneri e confermato il diritto del consigliere ricorrente di rimanere in carica fino alla scadenza naturale del mandato e cioè «fino al 4/04/2012». Secondo il giudice capitolino infatti, la data a cui può essere fatta risalire la legittima proclamazione degli eletti è quella del 4/04/07 «essendo questa l'unica valida e legittima ed avendo riguardato tutti i componenti del Cni nella sua intera composizione». Una doccia fredda per gli aspiranti candidati ma non per il presidente del Cni Gianni Rolando che confida in questo anno in più di mandato per portare a compimento alcune iniziative già avviate. «A questo punto», aggiunge, «considerato il tempo a disposizione, è opportuno concentrarsi sulle questioni che stanno più a cuore alla categoria, come quello della revisione del dpr 169/05 relativo al riordino del sistema elettorale e della composizione degli organi di ordini professionali ma soprattutto osserveremo con attenzione cosa succederà sul capitolo della riforma delle professioni indispensabile per le professioni tecniche».

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