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Fisco, tutte le risposte che servono

del 07/04/2011
di: di Fabio Giordano
Fisco, tutte le risposte che servono
Nei giorni 10 e 11 dello scorso mese marzo si è tenuto, presso lo Star Hotel Excelsior di Bologna, il tradizionale Convegno di formazione professionale per le case di software organizzato da Assosoftware dal titolo «Redditometro e spesometro, fatturazione elettronica, studi di settore e dichiarazioni fiscali 2011, decontribuzione e detassazione dei premi legati alla produttività e nuova gestione CIG». Proseguiamo la sintesi dell'incontro (la prima parte è stata pubblicata il 23/3/2011, a pagina 41) con le novità che interessano la Comunicazione Telematica delle operazioni di importo superiore a 3.000 euro. Ricordiamo e ringraziamo nuovamente, per l'Agenzia delle entrate, la dott.ssa Maria Pia Protano che ha fatto il grande sforzo di provare a fornire risposta, seppur ancora ufficiosa, ai numerosissimi quesiti posti dalle software house, ipotizzando le soluzioni interpretative che verranno presumibilmente assunte dall'Agenzia. Va detto, comunque, che l'attività di disamina - da parte dell'Agenzia delle entrate - delle problematiche sollevate è apparsa ancora non sufficientemente consolidata e la posizione che sembra stia per assumere su alcune problematiche ha lasciato dubbiosi gli auditori della platea. Di seguito elenchiamo i quesiti più significativi posti dalle software house, le risposte ricevute, ed alcune considerazioni su di esse del Comitato tecnico Assosoftware.

Quesito 1

Al paragrafo 2.1 del Provvedimento di attuazione dell'art.21 del dl 78/2010 firmato dal direttore dell'Agenzia delle entrate il 22/12/2010 (prot. n. 2010/184182) è riportato: «Per le operazioni rilevanti ai fini dell'imposta sul valore aggiunto per le quali non ricorre l'obbligo di emissione della fattura il predetto limite è elevato a euro 3.600 al lordo dell'imposta sul valore aggiunto applicata».

Nel caso venga emessa fattura, pur non obbligatoria, il limite è sempre di 3.600 euro (al lordo dell'imposta) oppure di 3.000 euro?

Risposta. In caso di emissione della fattura (ancorché per facoltà e non per obbligo) il limite è di 3.000 euro in riferimento all'imponibile.

Assosoftware. La risposta non trova tutti concordi in quanto dall'interpretazione letterale della norma sembra invece che il limite sia sempre di 3.600 euro quando non vi è obbligo di emissione della fattura (indipendentemente dall'emissione stessa o meno).

Diverso è il caso di fattura emessa da un medico, che ha l'obbligo di emissione della fattura anche nei confronti dei privati, nel qual caso il limite è di 3.000 euro in quanto la certificazione con fattura non una facoltà.

Quesito 2

Tra i dati richiesti nel record di testa per il soggetto obbligato, vi è il codice attività. Se un soggetto svolge più attività Iva separate, deve presentare la comunicazione distintamente per ciascuna attività esercitata (compilando, più record 0, ..., 9) oppure deve presentare un'unica comunicazione indicando il codice dell'attività prevalente?

Risposta. Occorre inviare una distinta comunicazione per ogni attività con diverso codice attività. La problematica potrebbe interessare – peraltro – non solo le multiattività, ma anche la variazione del codice attività intervenuta nell'anno.

Assosoftware. La risposta non convince del tutto in quanto l'impresa è unica. Inoltre la compilazione del modello diventerebbe non semplice. Di conseguenza, è necessario che la risposta sia ufficializzata.

Quesito 3

Nel file della comunicazione telematica possono essere presenti le comunicazioni relative a più soggetti, quindi è ammessa la presenza di più record 0-9?

Risposta. Il tracciato è mono-azienda, dunque occorre predisporre un file per ciascun soggetto obbligato.

Assosoftware. Riteniamo che il problema possa essere facilmente superato, in passato per gli elenchi clienti e fornitori, con i quali il nuovo adempimento condivide la tipologia di tracciato, la soluzione era stata l'accodamento dei record 0-9. La problematica è di rilievo in quanto risulta impensabile che i commercialisti o le associazioni di categoria che prestano assistenza fiscale inviino un file alla volta per ciascun soggetto obbligato.

Quesito 4

Nelle specifiche tecniche è presente il campo «Data dell'operazione» in cui occorre indicare la data di registrazione ovvero la data di cui all'art. 6 dpr 633/1972. Se nella stessa data vengono registrate più operazioni relative al medesimo cliente/fornitore, le stesse devono essere comunque indicate distintamente o vanno sommate a parità di data e cliente/fornitore?

Risposta. Ogni documento va esposto distintamente.

Quesito 5

Se la medesima fattura contiene più righe di dettaglio, con diversa «tipologia imponibile» o con diversa «tipologia dell'operazione» (cessione imponibile e cessione esente, cessione di beni e prestazioni di servizi resi), occorre verificare il superamento del limite considerando la somma degli imponibili, compilando però due elementi ancorché di valore unitario inferiore al limite?

Risposta. Il limite va verificato sulla somma degli imponibili tenendo conto dei soli importi interessati alla normativa Iva (titolo Iva: imponibile, n/imponibile, esente, imponibile con Iva non esposta in fattura), senza tener conto degli importi estranei alla normativa Iva (titolo Iva: escluso, fuori campo, anticipazioni in nome e per conto ecc…). Una volta determinato il limite, va compilato un distinto record sulla base del titolo Iva imponibile, n/imponibile, esente, imponibile con Iva non esposta in fattura, tenendo conto anche della distinzione tra acquisiti/cessioni di beni, prestazioni di servizi ricevute/rese.

Assosoftware. Come si può facilmente intuire, le modalità di compilazione risultano estremamente complesse ed è richiesta una elaborazione dei documenti molto puntuale. Si deve peraltro tener conto che non tutti gli operatori, in fase di registrazione dei documenti, analizzano e suddividono gli imponibili tra beni e servizi, non avendo tale suddivisione alcuna utilità se non per le operazioni fuori da territorio nazionale.

Quesito 6

In caso di più contratti collegati, o di contratti di appalto, fornitura, somministrazione, come deve essere verificato il superamento del limite qualora le fatture siano state registrate in anni diversi?

Risposta. Va fatta la seguente distinzione:

  • contratti periodici: il limite va verificato per anno solare (par. 2.2.)

  • contratti collegati: il limite va verificato anche in riferimento a più anni solari (par. 2.1.)

    Ad esempio in presenza di un'operazione di 24.000 euro registrata nel 2010, collegata ad operazione di 2.000 euro registrata nel 2011:

  • nel 2010 (se non si conosce ancora l'importo del 2011) non si trasmette nulla, in quanto il limite è di 25.000 euro;

  • nel 2011 si trasmettono sia la fattura del 2010 di 24.000, che quella del 2011 di 2.000 euro, in quanto superato il limite del 2010 di 25.000 euro (peraltro è superato anche quello del 2011 di 3.000 euro).

    Assosoftware. Le indicazioni fornite lasciano perplessi, in particolare in riferimento al sorgere dell'obbligo di comunicazione di informazioni relative ad annualità «passate», per le quali potrebbe essere già stata effettuata la comunicazione telematica.

    La classificazione dei documenti, ancorché effettuata tramite un'elaborazione automatica delle procedure software, diventa assai complessa in quanto deve coinvolgere i documenti di più annualità e occorre anche preoccuparsi di inviare anche documenti di annualità precedenti, non già trasmessi.

    Quesito 7

    Le operazioni per le quali non è previsto un corrispettivo (omaggi, autoconsumo, passaggi interni ecc…) sono escluse dalla comunicazione?

    Risposta. Gli omaggi sono esclusi se non rientrano nell'attività dell'impresa, l'autoconsumo ed i passaggi interno sono sempre esclusi.

    Quesito 8

    Il Provvedimento esclude dalla comunicazione le esportazioni di cui all'art. 8, comma 1, lettere a) e b), del dpr 633/1972. Si chiede conferma che debbano invece essere comunicate le vendite in sospensione e le operazioni di cui agli artt. 8-bis, 9, 72, del medesimo dpr 633/1972.

    Risposta. Non è stata fornita risposta, in attesa di una presa di posizione ufficiale dell'Agenzia delle entrate.

    Quesito 9

    In caso di compresenza di scontrini «parlanti» e di unica fattura riepilogativa degli stessi, nella comunicazione vanno indicati gli scontrini o la fattura?

    Risposta. Non è stata fornita risposta, in attesa di una presa di posizione ufficiale dell'Agenzia delle entrate.

    Quesito 10

    Quali tipi di operazione devono essere comprese nelle varie tipologie di imponibile specificate con particolare riguardo alla tipologia 2 (non imponibile) e 4 (imponibile con Iva non esposta in fattura)? Valgono le stesse regole adottate, a suo tempo, per gli elenchi clienti/fornitori?

    Risposta. Non è stata fornita risposta, in attesa di una presa di posizione ufficiale dell'Agenzia delle entrate.

    Quesito 11

    Come devono essere trattate le note di variazione? In particolare il valore dell'operazione, da confrontare con il limite dei 3.000 euro, deve essere considerato al netto di eventuali note di variazione?

    Risposta. Il limite va verificato al netto delle note di variazione in relazione ai documenti non ancora trasmessi. Qualora invece il documento sia stato trasmesso in un periodo precedente, la presenza di una nota di variazione non rileva e non deve essere fatto alcun tipo di comunicazione.

    Esempio 1 (nota di variazione in diminuzione).

    Fattura emessa e registrata a gennaio 2011 di importo (imponibile) pari a 4.000 euro, Nota di variazione emessa e registrata a febbraio 2011 di importo (imponibile) pari a meno 1.500 euro.

    Poiché il valore dell'operazione al netto della nota di variazione scende al di sotto dei 3.000 euro, nella comunicazione non devono essere incluse né la fattura, né la relativa nota di variazione.

    Esempio 2 (nota di variazione in aumento).

    Fattura emessa e registrata a gennaio 2011 di importo (imponibile) pari a 2.000 euro, Nota di variazione emessa e registrata a febbraio 2011 di importo (imponibile) pari a più 1.500 euro.

    Poiché il valore dell'operazione comprensivo della nota di variazione sale al di sopra dei 3.000 euro, nell'elenco devono essere incluse sia la fattura sia la relativa nota di variazione.

    Esempio 3 (nota di variazione in aumento).

    Fattura emessa e registrata a gennaio 2011 di importo (imponibile) pari a 4.000 euro, Nota di variazione emessa e registrata a febbraio 2011 di importo (imponibile) pari a più 1.500 euro.

    Se la nota di variazione è registrata nell'anno successivo e della stessa non si è a conoscenza al momento della trasmissione relativa all'anno in corso, si trasmettono i dati della sola fattura e si ignora la nota di variazione registrata nell'anno successivo.

    Conclusioni

    La norma istitutiva lasciava prevedere un adempimento tutto sommato semplice, che invece si sta complicando parecchio aprendo la porta a molteplici dubbi e a conseguenti diverse interpretazioni possibili.

    Provocatoriamente si potrebbe sostenere che sarebbe di minor impatto consentire (come facoltà) la trasmissione tutte le fatture (e non solo quelle di importo superiore a 3.000 euro) in modo da non costringere i soggetti obbligati a complesse catalogazioni ed elaborazioni. È evidente la necessità che l'Agenzia delle entrate ufficializzi in via interpretativa la propria posizione nel caso desideri un'uniformità di comportamento che, prima ancora che da parte dei soggetti obbligati, deve essere tale tra i diversi software gestionali.

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