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Caro-polizza, continua il pressing

del 07/04/2011
di: di Alessandra Schofield
Caro-polizza, continua il pressing
Ania e Isvap: i piccoli grandi assenti

La consegna al sottosegretario alla Presidenza del consiglio Giovanardi del simbolico assegno contenente le 500 mila firme alla petizione popolare, è una testimonianza importante.

Il vero obiettivo che lo Sna si era posto è stato raggiunto. E non ci si riferisce al mero ottenimento (e superamento, invero) del numero di firme prefissatosi agli inizi del dicembre 2010. Questa è infatti solo la concretizzazione, la parte «visibile» del coinvolgimento effettivo dei cittadini in una iniziativa promossa dagli agenti e appoggiata dalle associazioni dei consumatori.

Il vero obiettivo colto dal Sindacato, è l'aver saputo trasmettere il concetto che una strada per la riduzione delle tariffe rc auto e la tutela del consumatore c'è, è percorribile, ed è una strada che passa per una autentica concorrenzialità del settore, per un contrasto alle truffe che non sia solo di facciata, per una burocrazia più snella e trasparente, per una politica di presidio dei territori e dei clienti opposta a quella di abbandono praticata ormai su larga scala dalle compagnie d'assicurazione.

Questi i temi oggetto della tavola rotonda organizzata dallo Sna il 23 marzo. Al confronto erano stati coerentemente invitati Ania ed Isvap. Coerentemente, poiché – secondo gli agenti – al dibattito avrebbero dovuto partecipare esponenti del mondo politico, dei consumatori, delle imprese assicurative e delle Authorities; erano insomma stati invitati alla tavola rotonda tutti quei soggetti che a vario titolo sono connessi al settore assicurativo; tutti quei soggetti che dovrebbero avere a cuore, sopra ogni altra cosa, la tutela dei diritti dei cittadini, degli utenti, dei consumatori.

Mentre può essere accettabile anche se non comprensibile né condivisibile l'assenza dell'Ania, piuttosto ingiustificabile si presenta quella dell'Isvap, il cui precipuo compito è di vigilare su compagnie e intermediari, e quindi tanto più sorprendente e inatteso ne appare il diniego. L'Ania ha forse usato il rifiuto per accentuare il conflitto tra imprese e intermediari? E l'Isvap, perché non ha ritenuto opportuno partecipare a un dibattito pubblico di grande attualità promosso dagli agenti? In realtà, il rigetto dell'invito ha solo insinuato un ragionevole dubbio: che non tutti gli interlocutori intendano confrontarsi in un dibattito esteso, maturo e responsabile per la soluzione dei problemi della collettività.

Calabrò: vi è un vero interesse nella lotta alle frodi?

Giovanni Calabrò, direttore generale per la concorrenza in seno all'Agcm, intervenendo alla tavola rotonda, ha riconfermato la forte concentrazione del settore assicurativo italiano gestito – nonostante l'esistenza sulla carta di numerose imprese – da pochi gruppi. Pochi, e scarsamente portati ad una reale concorrenza anche per via degli intrecci partecipativi intercorrenti. Qualsiasi nuovo ingresso sul mercato è controllato. Secondo l'Antitrust, vi è il fondato timore che le tariffe non siano affatto destinate a calare nei prossimi mesi, e neppure nei prossimi anni. Anzi. Il significativo incremento dei prezzi che va costantemente registrandosi è stato via via giustificato con motivazioni diverse. Ma il sospetto è che la Rc auto sia considerata una sorta di «rubinetto di liquidità», destinato a compensare i risultati delle molte attività praticate e delle molte partecipazioni acquisite dai gruppi che non sempre vanno bene, con ripercussioni evidenti sulla capacità di capitalizzazione delle imprese e quindi dei margini. Vi sono, certo, delle ragioni dietro gli aumenti. E naturalmente il problema delle frodi esiste. Tuttavia, Giovanni Calabrò si chiede se a monte vi siano una vera volontà ed un vero interesse nella lotta alle truffe assicurative; e la «pericolosità» di alcuni territori non può essere addotta dall'Ania a giustificazione dell'abbandono di intere aree del Paese. Quanto viene accantonato, per i sinistri? Quanto viene riservato? E quanto poi viene effettivamente risarcito? Insomma, verificando nel dettaglio le stime per gli accantonamenti, si potrebbero trarre dati importanti anche ai fini della ricerca di una soluzione. Perché il risarcimento diretto o il plurimandato (del quale il direttore generale ha auspicato una maggiore diffusione) non stanno dando gli effetti auspicati? Ebbene, negli interessi delle compagnie – ipotizza l'Autorità garante per la concorrenza e il mercato – potrebbe essere la risposta.

Fluvi: chi altro è costretto a dichiarare quanto guadagna?

Secondo Alberto Fluvi (Pd) delle liberalizzazioni Bersani è rimasta quasi solo la forma. Il mercato assicurativo italiano è oligopolista; per introdurvi una vera concorrenza, il plurimandato resta la via di svolta in quanto costringerebbe le imprese a competere sulla qualità del prodotto. Ma la sensazione è che in un contesto ove il 70% del mercato è controllato da cinque gruppi assicurativi sia molto meglio mettersi d'accordo, costruendo le tariffe delle polizze rca per l'anno successivo in fase di chiusura di bilancio, utilizzandole come mezzo di compensazione per eventuali negatività nei profitti. Tuttavia, secondo l'on. Fluvi, questo non è un mercato responsabile. Così come responsabile non è giustificare gli incrementi tariffari con motivazioni di anno in anno differenti. L'Ania denuncia in Italia una percentuale di sinistrosità intorno all'8%, già molto alta rispetto agli altri paesi europei e che supera il 15% in determinate aree. Che sono però proprio le aree dove sono stati eliminati gli uffici sinistri, gli uffici liquidazione e dove si stanno chiudendo le agenzie; c'è dunque una corrispondenza diretta fra presenza sul territorio e costo del sinistro. La domanda di fondo resta se le compagnie abbiano davvero interesse in un serio contrasto alle frodi. Alberto Fluvi ha concluso così «sfido chiunque a trovare un'altra categoria obbligata a dichiarare quanto guadagna».

Trefiletti: le posizioni di agenti e consumatori convergono da anni

Secondo Rosario Trafiletti, segretario di Federconsumatori, le posizioni di consumatori e agenti da anni convergono su molti temi. Anche perché appare impossibile non condividere obiettivi quali l'avvio di un serio processo di liberalizzazione, il raggiungimento di un mercato chiaro, trasparente, con servizi di qualità, alle minor tariffe possibili. Le proposte di Federconsumatori, quindi, vertono sull'ampliamento del plurimandato e un vero contrasto alle frodi. Poiché l'impressione è che le truffe assicurative vengano addotte dalle imprese a giustificazione per le politiche tariffarie delle compagnie, senza che vi siano su questo verifiche e controlli. «Chi è all'interno di una categoria che rispetta il prossimo e paga le tasse», ha concluso Rosario Trefiletti, «ha il diritto di alzare la voce».

Barbato: Agenzia Antifrode, iter superveloce per una legge trasversale

Franco Barbato (IdV) considera l'Agenzia Antifrode un modo per «eliminare l'ultimo alibi delle compagnie». Se è vero che le frodi costituiscono un costo improprio a carico delle imprese e che questo costo si ripercuote sulle tariffe Rca, è necessario contrastarle tramite una struttura efficace, operativa, grazie alla quale si riescano ad incrociare tutti i dati raccolti (dall'Inail, dalla motorizzazione ecc.) per individuare i comportamenti illegittimi. È stato altresì proposto l'obbligo per le compagnie di denunciare le frodi, mutuando la posizione assunta da Confindustria che penalizza chi non denuncia le richieste estorsive. La legge sull'Agenzia Antifrode è trasversale – sia in termini di posizioni politiche che di categorie, perché deve servire al sistema – e sta seguendo un iter preferenziale per essere inviata in Senato in tempi velocissimi. Infine – poiché il presidio del territorio è fondamentale tanto per ostacolare le frodi quanto per offrire il miglior servizio ai cittadini – l'on. Barbato propone l'obbligo per le imprese di porre a disposizione, in ogni regione, un certo numero di agenzie fisiche per regione rapportate alla grandezza e al portafoglio delle imprese e alla densità di popolazione del territorio.

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