Perché Matera? Perché l'Unione è da sempre vicino alla base e se la base ha la voglia e l'entusiasmo di provarci è giusto che le sia dia la possibilità di farlo. E anche questa volta non ci siamo sbagliati, la cornice è stupenda, l'evento è da ricordare.
Siamo al penultimo congresso del mio mandato e sta per iniziare il periodo in cui occorre iniziare a fare il bilancio di un'esperienza di vita e professionale che ti lascia il segno per il resto della vita.
Ma il mondo va avanti, le problematiche della categoria vanno avanti. Il bello del famoso «spirito unione» è anche questo.
E prima che il nostro viaggio termini Ormai si sa già anche dove Nella splendida cornice della città di Parma in ottobre, ci sono ancora tante cose in pentola. Tante problematiche, tante opportunità per i giovani, e tanta battaglie che ci vedranno sempre in prima linea.
A fianco della categoria e a tutela dei giovani dottori commercialisti ed esperti contabili.
In questi giorni assistiamo a una sentenza della Cassazione che fa risvegliare l'ormai sopito animo che alimenta quella favola sempre sognata che si chiama ESCLUSIVA. Noi come giovani abbiamo iniziato la nostra amata professione nel mare aperto della concorrenza senza riserve di alcun tipo. Pensare solo per un attimo che la consulenza tributaria sia riservata solo ai commercialisti sembra quasi un miraggio.
Poi di contro vediamo che qualcuno afferma che noi dottori commercialisti non possiamo assolutamente assistere i nostri clienti anche per la consulenza del lavoro. Siamo sempre noi: gli stessi che hanno conseguito un titolo di studio tecnico aziendalistico che ricomprende tra l'altro anche le materie giuslavoristiche. Ma invece no. Non è possibile perche è riservato ad altri che fino a pochi anni fa davano l'accesso all'albo anche con il solo diploma, a prescindere da quale esso sia.
Chi di esclusiva ferisce di esclusiva perisce. Ma noi giovani crediamo nella competenza e non abbiamo bisogno di alcuna esclusiva per sopravvivere sul mercato. Siamo formati, siamo innovativi e geniali. Penso che il mercato ne abbia bisogno di dette esclusive per evitare episodi spiacevoli che vede le imprese assistite in modo poco professionale e ritrovarsi in situazioni ancor più pesanti di quelle che una crisi importante può causare. Le nostre imprese queste cose non le devono capire, ma non ci dobbiamo lamentare se a volte ci vedono come lacci alla stregua dell'amministrazione finanziaria che per raggiungere il budget applica alla lettera delle norme di sapore medioevale.
Sì perche occorre dire che chi siede alle scrivanie dell'Agenzia entrate altro non fa se non applicare le norme che vengono fatte da chi siede in Parlamento.
Il problema è che quelle norme sarebbero perfette per il medioevo e non per un Paese come il nostro che deve uscire da una crisi importante e necessita di un rilancio strutturale e non di manovre di piccolo cabotaggio.
Occorre cambiare le regole del gioco. Il vero modo, a nostro parere è quello di fare squadra, evitando sterili critiche ma, al contrario, invitando i colleghi di buona volontà a farsi avanti, non solo portando in evidenza problematiche, ma proponendo soluzioni o idee per costruire qualcosa a beneficio di tutti, seppure con l'obiettivo primario di tutelare i giovani, i quali rappresentano il futuro. Senza l'Unione, tutti i temi di cui stiamo parlando semplicemente non esisterebbero, come se non fossero un problema: non dobbiamo mai dimenticare che l'Unione è l'anima di questa categoria.
Non sempre l'anima ha la meglio sul corpo, ma essa non è mai irrilevante e, soprattutto, sopravvive alla morte del corpo.
Questo è il vero punto di partenza di oggi, l'Unione deve poter sempre dimostrare a se stessa e a tutti che è l'anima dei dottori commercialisti. È questa l'eredità che come giunta abbiamo sentito di portare avanti e che vorremmo lasciare a chi ci succederà.
Venendo brevemente al tema del congresso, anche questo è in linea con il nostro essere giovani. A dire il vero già dal congresso di Firenze del 2008 noi parliamo della mediazione. Abbiamo concluso quel congresso con una mozione che chiedeva che la mediazione diventasse obbligatoria
L'Unione è stata ancora una volta lungimirante!
La mediazione rappresenta una grande opportunità per i professionisti e una occasione imperdibile per il nostro Paese.
La mediazione fa bene alla Giustizia ma anche all'Economia del nostro Paese.
Essa va vista quindi nell'ottica di una liberalizzazione, semplificazione e riduzione dei costi della gestione imprenditoriale e quale strumento per garantire maggiore efficacia e competitività al sistema produttivo italiano.
Il problema dei tempi della giustizia in Italia ormai non è più rinviabile. La mole dei processi pendenti (oltre 5,6 milioni) dilatano sempre più i tempi che il cittadino deve attendere per vedere tutelati i propri diritti.
Nella classifica generale dei paesi in cui è più vantaggioso investire l'Italia è all'80° posto dopo la Zambia, Ghana, Ruanda. Eppure, paradossalmente, scopriamo che l'Italia ha il primato europeo nella spesa della giustizia, giustizia che è diventata un freno all'economia, un costo aggiuntivo per le imprese, insomma una «tassa occulta».
I giovani dottori commercialisti, per la loro naturale inclinazione alla soluzione stragiudiziale delle controversie, accolgono con entusiasmo e soddisfazione le novità introdotte e si impegnano a dare il loro valido contributo all'attuazione ed al successo della riforma.
Oggi più che mai, infatti, la nostra categoria è impegnata a supportare le imprese in operazioni di acquisizioni, ristrutturazioni aziendali, trattative con gli istituti di credito e soci finanziatori con lo scopo preciso di salvare e rilanciare rami di aziende attraverso mediazioni continue e con più parti in gioco.
Per questo sono sicuro che la nostra categoria avrà necessariamente un ruolo di protagonista in questa nuova sfida professionale.
Benvenuti al 49° Congresso nazionale dell'Ungdc!
