Conoscere per deliberare. Pagherà una sanzione di 115 mila euro, più 8 mila euro di spese di giudizio, l'azienda responsabile della pubblicità maliziosa. Le modalità di promozione del servizio risultano illegittime perché puntano a confondere il potenziale utente: le informazioni più utili sono poste in secondo piano, sia in rete sia sulla carta, mentre la raffigurazione sul web di un cellulare con la stringa per consentire al cliente di inserire il numero di cellulare costituisce una modalità particolarmente accattivante di attivazione del servizio. E il fatto che si riceva un sms contenente la password da inserire nella stringa di attivazione dimostra unicamente che il procedimento non si perfeziona immediatamente: non serve invece a provare che l'attivazione avverrebbe comunque sotto la supervisione dei genitori, che di certo non possono controllare tutti i messaggini in arrivo sui telefonini dei figli. Insomma: il consumatore non è in condizioni di compiere una scelta consapevole.
Occhio al claim. Inutile per la società multata lamentare la sproporzione della sanzione pecuniaria comminata dall'Antitrust. L'autorità ha ampia discrezionalità e stavolta non ha esagerato: il claim ingannevole del sito web raggiunge un gran numero di adolescenti ed è in grado di falsare il comportamento economico dei consumatori.
