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Parcelle calcolate in base all'affare

del 07/04/2011
di: Debora Alberici
Parcelle calcolate in base all'affare
La parcella del commercialista che svolge attività di consulenza per l'erogazione di un finanziamento va calcolata sulla base del capitale effettivamente mutuato o erogato. Il parere dell'Ordine non è vincolante.

Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza numero 7882 depositata ieri, ha respinto i primi tre motivi presentati da un professionista che aveva assistito un comune per fargli ottenere un finanziamento Ce. Per questa attività aveva chiesto una parcella salata e svincolata dal capitale effettivamente percepito dall'ente locale. In più aveva ottenuto il parere favorevole dell'Ordine di Teramo sull'onorario.

Il comune di Pescopennataro era stato condannato dal giudice adito dal consulente a versare un parcella di 21mila euro. Contro questa decisione l'amministrazione ha fatto ricorso ottenendo, in secondo grado, una forte riduzione, poco più di 3mila euro.

D'altronde, ha sancito la seconda sezione civile, «in materia di consulenza contrattuale per i contratti di mutuo, compresi i finanziamenti ed i contributi a fondo perduto, individua il valore della pratica con riferimento al capitale mutuato o erogato». In questo caso «l' utilitas è costituita dal fatto che il progetto redatto dal commercialista era necessario per richiedere il finanziamento in parola». Fra l'altro, ha ricordato il Collegio di legittimità, «ai fini dell'azione di arricchimento senza causa ai sensi dell'art. 2041 cod. civ., proposta nei confronti della P.A., non rileva l'utilità che l'ente pubblico confidava di realizzare, bensì quella che ha in effetti conseguito e che, quando la prestazione eseguita in suo favore sia di carattere professionale, può consistere anche nell'avere evitato un esborso o una diversa diminuzione patrimoniale cui, invece, sarebbe stato necessario far fronte ove fosse mancata la possibilità di disporre del risultato della prestazione medesima. Pertanto, qualora il progetto di un'opera pubblica, fornito da un professionista a un ente pubblico senza un valido conferimento di incarico, sia stato utilizzato per chiedere il finanziamento dell'opera progettata, l'ente medesimo è tenuto a indennizzare l'autore dell'elaborato nei limiti del vantaggio conseguito attraverso l'utilizzazione concretamente fatta dello stesso, mentre è irrilevante il fatto che il finanziamento non sia stato accordato e l'opera pubblica non sia stata realizzata».

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