Consulenza o Preventivo Gratuito

Dipendenti, dominus e praticanti

del 06/04/2011
di: La Redazione
Dipendenti, dominus e praticanti
Anche ai commercialisti che svolgono attività da lavoro dipendente è consentito fare da dominus ai tirocinanti di studio. Mentre, il lavoratore dipendente non ancora abilitato alla professione potrà far valere le ore passate in azienda ai fini del completamento della pratica. A precisarlo è il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili che con l'informativa (23/11) scioglie alcuni nodi sul tema del tirocinio sia per la posizione dei giovani professionisti dipendenti che per quella dei dottori commercialisti che svolgono un'attività a tempo pieno, sempre in qualità di dipendenti. Un chiarimento reso necessario dai numerosi quesiti arrivati dai vari ordini territoriali e che rappresenta in qualche modo «un'inversione di tendenza rispetto alle indicazioni date in precedenza». Se infatti, fino ad ora, la posizione dell'ordine guidato da Claudio Siciliotti vietava che i professionisti dipendenti potessero avere di tirocinanti portando come motivazione il fatto che il tirocinio è per sua natura, legato all'attività in un studio professionale, per il futuro le cose cambieranno. E anche il commercialista dipendente, per esempio di una società di revisione ma iscritto all'albo, potrà avere il suo praticante. E non solo, perché la nota affronta anche l'altra faccia del mondo dei dipendenti, quella dei giovani praticanti. Anche in questo caso, fino ad ora, il tirocinio non poteva convivere con un rapporto di lavoro dipendente, a meno che questo non fosse a tempo parziale e quindi consentisse al praticante di svolgere il tirocinio per un determinato numero di ore. D'ora in poi le ore di lavoro «prestate dal tirocinante nell'ambito di un rapporto di lavoro dipendente instaurato con il dominus, ovvero con l'ente presso il quale il dominus svolge la propria attività professionale come dipendente, possano essere considerate valide ai fini dello svolgimento del tirocinio». In questo modo, spiega il consigliere segretario del Cndcec Giorgio Sganga «andiamo incontro alle esigenze dei giovani professionisti che lavorano come dipendenti per necessità spesso di natura economica. A questi d'ora in poi saranno considerate valide ai fini del praticantato quelle ore di lavoro nel momento in cui viene certificato che sono state utilizzate per svolgere attività tipiche della professione posta in essere dal dominus».

vota