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Ok all'integrativo al 5%

del 06/04/2011
di: Pagina a cura di Ignazio Marino e Benedetta Pacelli
Ok all'integrativo al 5%
La miniriforma della previdenza dei professionisti è stata approvata ieri all'unanimità (un solo voto contrario, quelllo di Elio Lannutti) dall'aula del senato. Dopo la relazione di Tomaso Zanoletti (Pdl), alla discussione generale hanno partecipato Giuliana Carlino (Idv) e Rita Ghedini (Pd), che hanno lamentato l'assenza di interventi organici nella materia, e Armando Valli (Lnp). Hanno poi svolto le dichiarazioni di voto finali a favore del provvedimento i senatori Pasquale Viespoli (CN), Giuliana Carlino (Idv), Achille Serra (Udc), Armando Valli (Lnp), Paolo Nerozzi (Pd) e Maurizio Castro (PdL). Il ddl 2177, che dà la possibilità alle casse di aumentare il contributo integrativo (a carico del cliente) dal 2 al 5% e di destinarlo in parte al miglioramento delle pensioni, passa ora alla camera in terza lettura. Per commercialisti, ragionieri, psicologi, periti industriali, infermieri, periti agrari, agrotecnici, agronomi e forestali, chimici, biologi e attuari si avvicina così la possibilità di fare affidamento su prestazioni più adeguate. Il provvedimento, primo firmatario Antonino Lo Presti (Pdl), interviene sulla manovrabilità del contributo integrativo. Nel senso che a oggi le casse di previdenza più giovani nate con il dlgs 103/96 su questa entrata (il professionista lo riscuote o lo riversa per intero presso il suo ente) hanno avuto le mani legate. Sia per quanto riguarda l'aliquota, bloccata al 2%, che sull'utilizzabilità della risorsa. Il provvedimento in questione introduce nell'ordinamento due novità importanti. La prima. Intanto mette sullo stesso piano tutti gli istituti, giovani e meno giovani, dando loro la possibilità di far salire l'aliquota fino al 5%. La seconda. Con il restyling normativo, e questa è la novità che promette di aumentare le pensioni anche fino al raddoppio, si inserisce nell'ordinamento un principio importante che riconosce agli enti dei professionisti la facoltà di destinare parte del contributo integrativo all'incremento dei montanti individuali, previa delibera degli organismi competenti e secondo le procedure stabilite dalla legislazione vigente e dai rispettivi statuti e regolamenti. Esulta per il risultato ottenuto Antonio Pastore, componente dell'Aidc (il sindacato dei dottori commercialisti), che segue ormai da anni l'iter della riforma ideata da Lo Presti.

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