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Per la cig indebita paga l'azienda

del 06/04/2011
di: di Daniele Cirioli
Per la cig indebita paga l'azienda
L'azienda è tenuta a restituire all'Inps le somme indebitamente percepite per cigs in deroga erogate ai lavoratori, qualora sia revocato l'autorizzazione regionale per motivazioni imputabili all'azienda (accertamento ispettivo). Lo precisa l'Inps nel messaggio n. 7674/2011. Inoltre, nel messaggio n. 7401/2011, l'istituto spiega che i lavoratori in mobilità, qualora assunti con contratto intermittente, conservano il diritto all'indennità (di mobilità) solo se il rapporto non prevede l'obbligo di risposta alla chiamata.

Ripetibilità della cig in deroga. La precisazione sulla ripetibilità delle somme indebitamente erogate dall'Inps per cig in deroga è stata sollecitata da apposito quesito delle sedi territoriali dell'istituto. La normativa in merito, spiega l'Inps, disciplina la ripetizione di somme indebitamente erogate esclusivamente per una particolare ipotesi (articolo 7-ter, comma 3, legge n. 33/2009), laddove prevede che in attesa dell'emanazione dei provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti di integrazione salariale in deroga con richiesta di pagamento diretto, l'Inps è autorizzato ad anticipare i relativi trattamenti sulla base della domanda corredata dagli accordi conclusi dalle parti sociali e dell'elenco dei beneficiari, conformi agli accordi quadro regionali e comunque entro gli specifici limiti di spesa previsti, «con riserva di ripetizione nei confronti del datore di lavoro delle somme indebitamente erogate ai lavoratori». In merito alla cigs, strumento di sostegno al reddito erogato anch'esso sulla base di autorizzazione, aggiunge l'Inps, la normativa prevede (articolo 1-bis legge n. 172/2002) che «in caso di concessione del trattamento di integrazione salariale, successivamente oggetto di revoca con decreto del ministero del lavoro e delle politiche sociali per motivi non derivanti da comportamenti illegittimi dei lavoratori beneficiari, questi ultimi non sono tenuti alla restituzione dell'indennità ricevuta anche se corrisposta in forma diretta da parte dell'Inps. Per tali periodi i lavoratori hanno diritto al riconoscimento da parte dell'Inps della contribuzione previdenziale figurativa e alla corresponsione di eventuali prestazioni accessorie. Il recupero dei crediti relativi alle prestazioni erogate a favore dei lavoratori, di cui al comma 1, è effettuato dall'Inps direttamente nei confronti dell'impresa». In questa ipotesi, qualora da ulteriori accertamenti risultino non sussistenti i requisiti necessari alla concessione della cigs, per motivi non derivanti da comportamenti illegittimi dei lavoratori beneficiari, si procede pertanto alla revoca dei trattamenti già autorizzati con decreto del ministero del lavoro. Di conseguenza, nel momento in cui perviene il provvedimento di revoca, l'Inps è tenuto a procedere al recupero delle prestazioni erogate direttamente nei confronti dell'impresa.

Nelle predette previsioni normative, spiega l'Inps, è accolto il principio per cui la ripetizione per prestazioni indebite non derivanti da comportamenti illegittimi dei lavoratori sia esercitata nei soli confronti del datore di lavoro e non dei beneficiari della prestazione stessa, ancorché i pagamenti di integrazione salariale siano stati direttamente erogati dall'istituto al lavoratore. In definitiva, l'Inps ritiene che il principio possa essere applicato anche in altre ipotesi. Pertanto, nel momento in cui sia revocato dalla Regione il provvedimento di autorizzazione della cig in deroga, l'istituto è tenuto a procedere alla ripetizione delle somme erogate nei confronti dell'azienda e non dei lavoratori che le abbiano percepite a titolo di integrazione salariale.

Mobilità e intermittente. Nel messaggio n. 7401/2011 l'Inps risponde ad altri quesiti che chiedono di sapere se, nei confronti dei percettori d'indennità di mobilità rioccupati con lavoro intermittente, sia possibile o meno riconoscere la prestazione (mobilità) nei periodi di non lavoro tra una chiamata e l'altra. La risposta è affermativa nel solo caso in cui il contratto di lavoro non prevede l'obbligo della risposta alla chiamata (si veda tabella).

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