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Chi promuove un editore è agente

del 05/04/2011
di: di Marco Mastracci *
Chi promuove un editore è agente
Da molti anni è prassi nel mondo dell'editoria italiana che l'editore incarichi una società di promozione al fine di promuovere la vendita dei propri libri direttamente al dettaglio, presso le librerie, o la grande distribuzione. Detto rapporto, sinora, per prassi, veniva sempre considerato un mero rapporto di fornitura di servizi, escludendo così eventuali ulteriori obblighi per l'editore (iscrizione all'Enasarco, riconoscimento dell'indennità di fine rapporto ecc). Infatti, non era opinione maggioritaria che il rapporto in questione potesse configurare un vero e proprio contratto di agenzia, con tutte le conseguenze economiche. È accaduto, nel luglio del 2007, che una nota società di promozione, che si era vista risolvere il contratto dal proprio editore, senza alcuna giusta causa, lo citasse in giudizio avanti il Tribunale di Roma, al fine di: accertare e qualificare il rapporto contrattuale come un rapporto di agenzia, ex art. 1742 c.c. e per l'effetto condannare l'editore al pagamento dell'indennità di fine rapporto, ex art. 1751 c.c. Il Tribunale di Roma, con sentenza n. 2116 del 24/1/2011, accertava e dichiarava che il contratto concluso tra la società di promozione e l'editore era un contratto di agenzia regolato dagli artt. 1742 e segg, del c.c. Più specificamente, il Tribunale di Roma, mediante un procedimento logico-giuridico ineccepibile, motivava la decisione affermando: «Il contratto di agenzia si ha quando una parte assume stabilmente l'incarico di promuovere, per conto dell'altra e dietro compenso, la conclusione di contratti in un'area territoriale individuata. L'agente non è però un mandatario perché non svolge attività giuridica, ma attività materiale di promozione di affari (sent. Cass. n. 925/1990), salvo che gli sia stata conferita all'uopo rappresentanza e, in tal caso, le due figure convivono. L'agente non è un lavoratore dipendente, collabora con il preponente ma non è un suo subordinato: la sua autonomia non è però assoluta e in questo si differenzia con il procacciatore di affari, il quale non ha l'obbligo di promuovere la conclusione dei contratti e non gode di alcuna stabilità ma anzi svolge un'attività di regola saltuaria se non occasionale ( Cass. n. 13629/2005 ).

…omissis… Per quanto concerne la remunerazione, quella dell'agente non consiste in un salario ma in una provvigione, certa ossia non modificabile unilateralmente dal preponente ma comunque aleatoria, poiché dipendente dall'andamento degli affari del preponente con riferimento ai contratti stipulati con l'intervento dell'agente. …omissis… In particolare, con riguardo alla natura delle prestazioni dedotte nel contratto, ossia la promozione delle opere edite dall'Editore presso librai, grossisti in un ambito territoriale individuato nell'intero territorio nazionale, le stesse sono certamente prestazioni di natura tale da essere dedotte in un contratto di agenzia. Tale attività promozionale aveva ovviamente come obiettivo la conclusione di contratti di vendita presso i distributori …omissis…». Alla luce dell'innovativa sentenza emessa dal Tribunale di Roma, la quale per la prima volta ha sancito la qualificazione del rapporto di agenzia tra società di promozione ed editore, è evidente che occorre riconsiderare con attenzione l'intero settore e, anche in chiave di contrattazione collettiva, valutare l'opportunità di una regolamentazione ad hoc di alcuni aspetti di questa attività che presenta caratteristiche del tutto peculiari.

* www.mpmlegal.it

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