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Meno tasse per le famiglie

del 02/04/2011
di: di Pamela Giufrè
Meno tasse per le famiglie
Meno tasse per le famiglie, un vantaggio per tutti. È questo il risultato di una ricerca realizzata dal centro studi Lapet in collaborazione con l'Università Unitelma-Sapienza di Roma. L'indagine sarà illustrata nella sala Quadri dell'hotel Columbus di Roma, in via della Conciliazione 33, a partire dalle ore 9 del prossimo 14 aprile 2011 nel corso del convegno nazionale: «Se hai dei figli devi pagare meno – Il fattore famiglia: strumento di equità fiscale e di rilancio dell'economia», promosso dall'associazione nazionale dei tributaristi presieduta da Roberto Falcone e dal Forum delle associazioni familiari rappresentato da Francesco Belletti, con il contributo dell'Università Unitelma-Sapienza dietro il coordinamento tecnico del professor Pasquale Sarnacchiaro, docente di Statistica. Attraverso questa ricerca, tributaristi e docenti universitari hanno approfondito la proposta sul «fattore famiglia» già elaborata dal Forum delle associazioni familiari. «Partiamo dal presupposto che è necessario in Italia garantire una maggiore perequazione fiscale», annuncia Falcone, «che tenga più conto dei carichi delle famiglie per incentivare le nascite e arginare la crisi dei consumi. Questo, a nostro parere è possibile attraverso interventi fiscali a sostegno di chi ha figli, a cominciare da un'adeguata detassazione». Dopo i saluti e una breve introduzione di Falcone, e dopo la presentazione della proposta del Forum da parte di Belletti, il responsabile del centro studi Lapet, Giancarlo Puddu, e il professor Sarnacchiaro si soffermeranno sugli esiti della ricerca descrivendo la reale opportunità del «fattore famiglia». «Se è vero che la proposta del Forum delle associazioni familiari di far pagare meno tasse a chi ha dei figli potrebbe costare allo Stato 16,9 miliardi di euro», avverte Sarnacchiaro, «pesando quindi troppo in Finanziaria e diventando perciò difficile da accettare dal punto di vista economico, è anche vero che questa somma ritornerebbe tutta nelle casse dello Stato».

«Le famiglie», spiega Puddu, «pagando meno tasse, avrebbero più risorse da destinare ai consumi, con il risultato che tra Iva e aumento del pil, il prodotto interno lordo, con la diretta conseguenza di un incremento occupazionale, non soltanto si potrebbero recuperare i fondi destinati alla detassazione, ma l'economia italiana potrebbe anche riprendere a girare con maggiore velocità dopo l'inevitabile rallentamento provocato dalla crisi economica». Per approdare a questo risultato, la ricerca Lapet-Unitelma Sapienza ha esaminato i possibili effetti pratici della proposta sul «fattore famiglia» nei diversi contesti sociali e territoriali, valutando con attenzione le aree geografiche dove la politica della detassazione attecchirebbe di più. «Abbiamo preso in considerazione tre macrozone italiane del Nord, del Centro e del Sud», sottolinea Pasquale Sarnacchiaro, «individuando in quest'ultima il terreno più fertile per il “fattore famiglia”. Poi abbiamo anche osservato la composizione dei diversi nuclei familiari, classificandoli in base ai figli, da uno a più di tre, ed il relativo reddito. La nostra indagine è stata chiaramente supportata dai dati dell'Istat grazie ai quali abbiamo potuto ricalcolare la proporzione della distribuzione delle risorse aggiuntive stabilendo in che misura queste ultime sarebbero destinate ai beni alimentari e di prima necessità ed in che misura a quelli durevoli e non durevoli e calcolando la percentuale di risparmio e l'aumento del giro di affari. Dunque, abbiamo dimostrato in cifre in che maniera i 16,9 miliardi di euro previsti avrebbero un rientro immediato per lo Stato». «Praticamente», commenta Falcone, «si tratterebbe di una sorta di anticipazione di cassa da parte dello Stato con rientro garantito in termini di imposte indirette, dirette ed aumento occupazionale, come i nostri esperti specificheranno nella ricerca, attraverso la quale hanno tracciato un vero e proprio bilancio sociale di questa operazione». A concludere i lavori del convegno del 14 aprile, moderato dal giornalista Rai, Francesco Giorgino, sarà il segretario nazionale della Lapet, Giovanna Restucci. «Abbiamo deciso di dedicare questo convegno alla famiglia», anticipa il segretario Restucci, «perché, soprattutto dopo la proposta del Forum delle associazioni familiari, e alla luce dei risultati della nostra ricerca, vogliamo riscoprirla non tanto e non solo per la sua importanza quale patrimonio umano da non disperdere, quanto, soprattutto, come risorsa economica da valorizzare per il rilancio del Paese». All'evento hanno già confermato la loro partecipazione autorità politiche, religiose ed istituzionali, rappresentanti del Governo e degli enti economici nazionali, ai quali sarà consegnata – e affidata – la ricerca sui vantaggi pratici del «fattore famiglia».

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