«Si tratta di un tema di estrema importanza per Prévira Invest Sim», ha spiegato Mandolesi, che è nel cda della Cnpr. «Il rapporto di reciprocità avviato con Scm Sgr si sta rivelando decisamente proficuo per entrambi i contraenti. Abbiamo voluto portare l'investimento finanziario al centro dell'attenzione sia delle società interessate che delle Casse di Previdenza italiane attraverso un confronto diretto ed uno scambio di idee fattivo. È fuori discussione che l'Ente dei ragionieri guardi con particolare attenzione a questo tema, essendo coinvolto in prima linea insieme alla Sim».
Il dibattito si è sviluppato su un doppio binario: il primo ha riguardato il modello di Asset liability management che è diventato prioritario per la Sim; il secondo, più tecnico, è servito ad approfondire il tema insieme a esponenti del mondo accademico e agli iscritti. «Nella parte finale», prosegue l'amministratore delegato, «abbiamo invece dato la parola alle diverse gestioni».
Il convegno di Roma ha rappresentato anche l'occasione per fare un bilancio delle attività di Prévira: «Abbiamo illustrato lo “stato di salute” della Sim, che possiamo definire più che positivo: contiamo 230 clienti privati alla data del 31 dicembre 2010. Per conto loro gestiamo, come consulenza, un patrimonio di circa 15 milioni e mezzo di euro. Cinque anni fa i clienti erano 37: la nostra crescita è stata costante. Certo, il patrimonio affidatoci in consulenza risente anche delle quotazioni di mercato, ma l'aumento del numero di clienti ci permette di guardare con sempre maggiore fiducia al futuro».
Un futuro che vede larghi margini di crescita «soprattutto sotto il profilo del retail, tenendo conto che lo scorso anno hanno preso il via le attività nel campo assicurativo, che ci permetteranno di consolidare ulteriormente i rapporti con i clienti. E potranno essere coinvolti non soltanto i colleghi, ma anche i loro utenti».
Prévira Invest Sim festeggia dunque nel migliore dei modi i suoi primi dieci anni di vita: «I risultati hanno soddisfatto le aspettative, ma il successo non è solo nei numeri, perché nel progetto industriale deliberato abbiamo avviato anche un'attività di servizi a favore della categoria dei colleghi e rivitalizzato tutta la parte istituzionale», conclude Mandolesi.
A fargli eco è Alberto Ciaperoni, amministratore delegato di Scm Sgr spa. «L'intesa tra Prévira e Scm è uno degli esperimenti più innovativi sul mercato italiano.
Si vanno ad affiancare le competenze di una Sim (che è di derivazione di un Istituto previdenziale e che quindi gestisce nell'ottica di un investimento da parte del socio di riferimento) e di una Sgr come Scm, che ha un know how di mercato forte soprattutto nella selezione di diversi gestori».
«Negli scenari economici attuali è sempre più rischioso e complicato navigare a vista in termini di investimenti senza avere una chiara idea di quali siano le correlazioni tra i diversi indicatori macro economici. La vera svolta che emerge col connubio di Prévira e Scm è l'utilizzo e la condivisione di un modello di investimento che tiene conto di queste correlazioni, che sono sia qualitative che quantitative. Ci sarà un confronto sempre più serrato sulle condizioni macro economiche sul breve, medio e lungo periodo. In definitiva, da una parte c'è un modello quantitativo che dà segnali importanti sulla base di correlazioni che riguardano diverse variabili, dall'altra l'idea di utilizzare tutti i segnali e valutarli in maniera asettica, considerando quelle che sono le condizioni del momento». La Scm nasce dalla fusione di due Sgr che sono state acquisite dal gruppo tra il 2006 e il 2007 che operavano nel mondo degli hedge funds, una come operatore diretto e l'altra con prodotti legati ai fondi alternativi. «Inevitabile che ci fosse sin dal primo giorno molta attenzione sul controllo dei rischi, anche a livello di know how interno, perché si operava da subito in un contesto delicato, che necessita di particolari attenzioni. Successivamente abbiamo deciso di evolvere la nostra offerta, allargando la gamma dei prodotti soprattutto in un momento in cui il mondo degli hedge ha subito una crisi «esistenziale», a fine 2008».
«Oggi», spiega Ciaperoni, «gestiamo un patrimonio di circa 350 milioni di euro. Il nostro obiettivo è crescere ancora, e contiamo di farlo insieme ad un'altra società in forte espansione come Prévira Invest Sim. L'unione fa la forza, e tra le possibilità in esame c'è la creazione di prodotti ad hoc che possano interessare gli investitori istituzionali italiani».
Al convegno, moderato da Massimiliano Stampacchia, sono intervenuti anche Luca Bagato, Chiara Verderio, Fabio Ambrosio e Giuseppe Caminiti. Alla giornata di lavori ha presenziato Andrea Camporese, presidente Adepp e Inpgi.
