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I conti delle Casse non tornano

del 01/04/2011
di: di Ignazio Marino
I conti delle Casse non tornano
Si accendono i riflettori sui danni causati ad alcune casse di previdenza dei professionisti dalla recente crisi dei mercati finanziari. L'utile di esercizio dell'ente dei consulenti del lavoro ha, infatti, subito una forte contrazione fra il 2007 e il 2008 passando da circa 41 milioni di euro a circa 16 milioni di euro. Più pesanti i danni all'Epap (agronomi e forestali, geologi, chimici e attuali). L'utile di esercizio della cassa pluricategoriale passa da un avanzo di 6 milioni di euro nel 2007 a un disavanzo di oltre 38 milioni di euro nel 2008 a causa della differenza negativa tra i ricavi (euro 64.529.749) e i costi (euro 102.864.526). È quanto ha messo a fuoco la Bicamerale di controllo sugli enti gestori presieduta da Giorgio Jannone che l'altro ieri ha passato a setaccio i bilanci consuntivi 2007-2008, i bilanci preventivi 2008-2009 e il bilancio tecnico attuariale al 31/12/2006 dei due enti. Dalla commissione un solo invito: evitare per il futuro investimenti strutturati e puntare su titoli a basso rischio.

I conti dell'Enpacl. L'ente dei consulenti nel triennio 2006-2008 registra una crescita del numero degli iscritti del 2,8% circa che ha portato, nel biennio 2007-2008, a un incremento dei contributi pari al 5,9%. «Alla limitata crescita dei contributi», fanno però notare i commissari, «corrisponde, tuttavia, un aumento ben più consistente degli oneri per pensioni, pari, nel biennio 2007-2008, a circa il 13%. Non si può non rilevare che, se questa crescita dovesse risultare stabilmente maggiore della voce “contributi”, a lungo termine, potrebbe essere compromesso il sistema a ripartizione adottato dall'ente, che implica il finanziamento delle prestazioni erogate tramite i contributi incassati». Ma se questo è un rischio lontano nel tempo è sui danni causati dalla crisi finanziaria che la Bicamerale non ha dubbi. La redditività del patrimonio mobiliare dell'ente, si fa notare, è stata pari al 3,45% nel 2006, al 3,74% nel 2007 e pari a -2,27% nel 2008. Dall'indagine conoscitiva svolta dalla Commissione sugli investimenti finanziari a rischio è emerso infatti che l'ente già nel bilancio 2008 aveva una esposizione diretta in obbligazioni verso Lehman pari a 5 mln di euro; ed un'esposizione indiretta in obbligazioni strutturate con un valore nominale pari a 53 mln di euro. Con la conseguenza che l'utile d'esercizio dell'Enpacl registra un incremento nel 2007 (2,41%), per poi subire una forte contrazione pari nel 2008 a -60,96%. E non è tutto. «Considerato che dall'ultimo bilancio tecnico è emerso un saldo previdenziale positivo fino al 2017 ed un progressivo deterioramento del patrimonio netto fino al suo annullamento nel 2039», la Commissione invita la cassa a «valutare se le riforme statutarie approvate siano effettivamente idonee ad assicurare in futuro un saldo previdenziale positivo».

I conti dell'Epap. L'ente di previdenza e assistenza pluricategoriale sul fronte patrimoniale, nel triennio 2006-2008 regista un aumenta delle «attività» e delle «passività». Ma è nel 2008 che l'ente matura un consistente disavanzo, a causa della differenza negativa tra ricavi e costi. In particolare, la crescita dei costi complessivi è ascrivibile all'aumento dell'accantonamento al Fondo svalutazione titoli, per effetto dell'aumento delle differenze di valore tra i costi d'acquisto dei titoli in portafoglio e i valori di mercato degli stessi. Per quanto riguarda la gestione mobiliare, infatti, mentre l'esercizio 2007 registra rendimenti netti positivi (3,57%) in quello successivo emergono rendimenti negativi relativamente agli investimenti in fondi e in gestioni patrimoniali (-14,96%). «L'ente», ricordano i commissari, «risulta essere uno di quelli maggiormente esposti in modo diretto verso il gruppo Lehman con due titoli, per un valore nominale pari a 15,7 mln di euro, che rappresenta il 3,84 per cento del patrimonio mobiliare, con una perdita complessiva pari al 15 per cento». Va meglio la gestione previdenziale: fra il 2006 e il 2007 si registra un aumento del numero degli iscritti (+0,39%) che continua anche nel 2008 (+2,57%). Crescita che migliora di conseguenza le entrate contributive. La relazione si conclude con una valutazione sulla tenuta del sistema: «Considerate le previsioni contenute nel bilancio tecnico che indicano nel 2039 l'anno in cui le prestazioni previdenziali supereranno le entrate contributive, si rileva la necessità di adottare ogni provvedimento idoneo a garantire l'equilibrio della gestione previdenziale nel mediolungo periodo».

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