I conti dell'Enpacl. L'ente dei consulenti nel triennio 2006-2008 registra una crescita del numero degli iscritti del 2,8% circa che ha portato, nel biennio 2007-2008, a un incremento dei contributi pari al 5,9%. «Alla limitata crescita dei contributi», fanno però notare i commissari, «corrisponde, tuttavia, un aumento ben più consistente degli oneri per pensioni, pari, nel biennio 2007-2008, a circa il 13%. Non si può non rilevare che, se questa crescita dovesse risultare stabilmente maggiore della voce “contributi”, a lungo termine, potrebbe essere compromesso il sistema a ripartizione adottato dall'ente, che implica il finanziamento delle prestazioni erogate tramite i contributi incassati». Ma se questo è un rischio lontano nel tempo è sui danni causati dalla crisi finanziaria che la Bicamerale non ha dubbi. La redditività del patrimonio mobiliare dell'ente, si fa notare, è stata pari al 3,45% nel 2006, al 3,74% nel 2007 e pari a -2,27% nel 2008. Dall'indagine conoscitiva svolta dalla Commissione sugli investimenti finanziari a rischio è emerso infatti che l'ente già nel bilancio 2008 aveva una esposizione diretta in obbligazioni verso Lehman pari a 5 mln di euro; ed un'esposizione indiretta in obbligazioni strutturate con un valore nominale pari a 53 mln di euro. Con la conseguenza che l'utile d'esercizio dell'Enpacl registra un incremento nel 2007 (2,41%), per poi subire una forte contrazione pari nel 2008 a -60,96%. E non è tutto. «Considerato che dall'ultimo bilancio tecnico è emerso un saldo previdenziale positivo fino al 2017 ed un progressivo deterioramento del patrimonio netto fino al suo annullamento nel 2039», la Commissione invita la cassa a «valutare se le riforme statutarie approvate siano effettivamente idonee ad assicurare in futuro un saldo previdenziale positivo».
I conti dell'Epap. L'ente di previdenza e assistenza pluricategoriale sul fronte patrimoniale, nel triennio 2006-2008 regista un aumenta delle «attività» e delle «passività». Ma è nel 2008 che l'ente matura un consistente disavanzo, a causa della differenza negativa tra ricavi e costi. In particolare, la crescita dei costi complessivi è ascrivibile all'aumento dell'accantonamento al Fondo svalutazione titoli, per effetto dell'aumento delle differenze di valore tra i costi d'acquisto dei titoli in portafoglio e i valori di mercato degli stessi. Per quanto riguarda la gestione mobiliare, infatti, mentre l'esercizio 2007 registra rendimenti netti positivi (3,57%) in quello successivo emergono rendimenti negativi relativamente agli investimenti in fondi e in gestioni patrimoniali (-14,96%). «L'ente», ricordano i commissari, «risulta essere uno di quelli maggiormente esposti in modo diretto verso il gruppo Lehman con due titoli, per un valore nominale pari a 15,7 mln di euro, che rappresenta il 3,84 per cento del patrimonio mobiliare, con una perdita complessiva pari al 15 per cento». Va meglio la gestione previdenziale: fra il 2006 e il 2007 si registra un aumento del numero degli iscritti (+0,39%) che continua anche nel 2008 (+2,57%). Crescita che migliora di conseguenza le entrate contributive. La relazione si conclude con una valutazione sulla tenuta del sistema: «Considerate le previsioni contenute nel bilancio tecnico che indicano nel 2039 l'anno in cui le prestazioni previdenziali supereranno le entrate contributive, si rileva la necessità di adottare ogni provvedimento idoneo a garantire l'equilibrio della gestione previdenziale nel mediolungo periodo».
