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Beni e servizi, i costi nei correttivi

del 01/04/2011
di: di Andrea Bongi
Beni e servizi, i costi nei correttivi
La dinamica dei costi variabili di beni e servizi e del personale dipendente guiderà la costruzione dei nuovi correttivi anticrisi per gli studi di settore dell'annualità 2010. Si tratta di una ulteriore misura che dovrà essere affiancata alle variazioni dei margini di profitto e alle rigidità delle strutture produttive nella costruzione dei nuovi correttivi necessari per adeguare gli studi di settore alla particolare congiuntura economica. E su questa nuova misura sarà avviato, successivamente un riscontro sui casi consegnati per i test da parte delle associazioni di categoria con le medesime organizzazioni. È questa la proposta accolta dalla commissione degli esperti nella riunione tenutasi ieri a Roma presso la sede della Sose. Prima di entrare nel merito dei nuovi correttivi la commissione presieduta da Giampietro Brunello, ha potuto esaminare i risultati delle dichiarazioni Unico 2010 relative all'esercizio 2009 (si veda altro articolo a pagina 22). Anche la commissione degli esperti ha potuto constatare come nonostante le difficoltà economiche che hanno caratterizzato tale annualità, i correttivi anticrisi si sono dimostrati capaci di cogliere in modo corretto e diversificato le peculiarità di tale contesto economico consentendo agli studi di settore di svolgere appieno la loro funzione.

Passando all'esame della situazione che ha caratterizzato l'esercizio 2010 la commissione ha evidenziato come in tale anno vi sia stata una diversa manifestazione in termini di complessità e gravità dei fenomeni congiunturali in atto. L'impatto della crisi in tale anno ha agito in maniera selettiva e differenziata pur in presenza di una generalizzata situazione di turbolenza diffusa.

È per questo che anche per l'anno 2010 la commissione propone di introdurre una serie di correttivi congiunturali ad hoc, finalizzati ad adeguare alle particolari condizioni congiunturali gli studi di settore. Lo schema proposto ricalca sostanzialmente quello già utilizzato, con successo, per le due annualità precedenti. Si tratta cioè di introdurre una serie di correttivi in grado di agire sia a livello di indicatori di normalità economica sia di settore che individuali. Per il settore delle professioni continua ad essere necessario, secondo la commissione degli esperti, uno specifico intervento in grado di superare le rigidità dei modelli basati essenzialmente sul numero delle prestazioni rese dal professionista nel corso dell'anno. Gli interventi suggeriti dovranno dunque cogliere adeguatamente i fenomeni dei ritardati o mancati pagamenti da parte dei clienti sia le eventuali riduzioni delle tariffe applicate sulle prestazioni eseguite nel 2010 dal professionista.

Per poter adeguatamente testare i correttivi congiunturali la commissione raccomanda alle associazioni di categoria e ai professionisti di segnalare con tempestività, anche per il tramite degli osservatori regionali istituiti presso le Dre, «situazioni particolari e frequenti in grado di alterare la corretta rappresentazione della realtà economica di riferimento degli studi e che si ritiene non essere state adeguatamente colte attraverso i proposti interventi correttivi».

Fondamentale per la buona riuscita dell'operazione correttivi anticrisi 2010 sarà comunque la segnalazione da parte dei contribuenti, all'interno dell'apposito quadro annotazioni dello studio di settore, delle motivazioni che possono giustificare un risultato inferiore rispetto a quello proposto dallo studio integrato con gli interventi correttivi. Campo annotazioni che come risulta dai dati recentemente diffusi dalla Sose continua a essere sempre più utilizzato dai contribuenti e dai loro intermediari avendo raggiunto nell'anno 2009 il livello record di 277.000 utilizzi.

L'operazione correttivi congiunturali 2010 è dunque avviata. La commissione, dopo aver confermato la necessità anche per il 2010 dell'intervento proposto su più livelli, auspica, come avvenuto nel recente passato, «un'attenta valutazione sulla concreta capacità che gli studi di settore adeguati avranno di rappresentare la realtà a cui si riferiscono». Il che sta a significare che il loro utilizzo nella fase dell'accertamento dovrà essere ancor più attento e mirato proprio in considerazione della particolare fase congiunturale che gli studi stessi sono chiamati a rappresentare.

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