Consulenza o Preventivo Gratuito

Previdenza, si apra il confronto

del 31/03/2011
di: di Fulvio De Gregorio* * segretario Confederale
Previdenza, si apra il confronto
La Cisal non ha mai fatto una opposizione di principio alla gestione della Fondazione Enasarco, ma ha solo preteso trasparenza da parte di chi, grazie a un sistema verticistico e autoreferenziale, è stato designato al governo dell'Ente. In questo contesto la Confederazione ha anche sollecitato un esercizio effettivo ed efficace del controllo sulla legittimità e sulla correttezza amministrativa degli atti della Fondazione da parte dei ministeri vigilanti. Ciò, senza dubbio, rientra nel ruolo del sindacato che ha il diritto, e il presidente Boco dovrebbe saperlo, di conoscere nel dettaglio il progetto di salvataggio dell'Ente e che non intende abdicare a tale ruolo, essendo pronto a rinviare al mittente eventuali intimidazioni o discriminazioni che si volessero porre in essere contro propri rappresentanti. Le denunce della Cisal, è bene sottolinearlo, sono state poi certificate dal commissario Giovanni Pollastrini che, nel 2007, evidenziò come l'Ente venisse governato senza il rispetto delle più elementari regole delle buona amministrazione. Né gli studi tecnici attuariali e le risultanze della commissione parlamentare di controllo inducono all'ottimismo circa il futuro degli iscritti alla Fondazione. La Cisal non crede che la dismissione del patrimonio immobiliare (ricomprendendovi assurdamente quello di pregio), possa cambiare le carte in tavola. Per fare ciò occorreranno ben altri interventi! E, dopo tre pesanti riforme che ne hanno più che dimezzato le pensioni, la categoria vuole conoscere con chiarezza le proposte e, soprattutto, quanto dovrà pagare di più a titolo di contributi (obbligatori), di quanto si vedrà ridotte le già modestissime pensioni e quale, al termine del percorso «virtuoso», sarà l'età pensionabile. Ciò premesso, le battute del presidente Boco su un presunto conflitto di interessi che albergherebbe nell'ambito delle associazioni aderenti alla Cisal, appaiono palesemente strumentali e certo non ingannano le persone avvedute, come dimostra la valanga di proteste per la pochezza delle pensioni e delle prestazioni assistenziali e per la vendita degli immobili. La Cisal, che ospita al suo interno, come del resto la Uil di cui Boco fa parte, associazioni di agenti, di dipendenti e di inquilini, ha da sempre un'unica chiara e condivisa posizione.

La Fondazione Enasarco deve essere accorpata nell'Inps, essendo ciò reso possibile dall'allineamento al metodo contributivo dei due sistemi previdenziali obbligatori dell'Inps e dell'Enasarco, in quanto la previdenza integrativa deve essere volontaria. Certamente ci guadagnerebbe la categoria, certamente i dipendenti e, in ultima analisi, gli inquilini, qualora poi si decidesse di vendere il patrimonio immobiliare in ambito pubblico.

Ben altri sono i conflitti di interesse e ci meraviglia che sia proprio Boco a denunciarli, visto quanto riportato dai principali giornali nazionali sull'assegnazione degli appartamenti messi in vendita e l'evidente anomalia di alcune associazioni di categoria presenti nel cda Enasarco che, addirittura, aderiscono alle Confederazioni delle ditte mandanti con cui stipulano gli Accordi economici collettivi. La Cisal ha ora come principale obiettivo l'avvio di un confronto serio sul progetto di risanamento e intende verificare nel dettaglio come si ritenga di fare fronte al dettato legislativo che impone una copertura trentennale del fondo pensionistico. Su questo tema la Confederazione è aperta a un confronto pubblico con il presidente Boco, premesso che la «cupio dissolvi» di cui siamo stati accusati non è certamente nel nostro Dna, ma piuttosto in chi opera con i soldi degli altri e si sottrae al loro giudizio impedendo che l'elezione degli amministratori dell'Enasarco avvenga tramite elezione diretta da parte degli agenti e rappresentanti di commercio.

vota