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Pensioni, allarme nuove generazioni

del 31/03/2011
di: di Simona D'Alessio
Pensioni, allarme nuove generazioni
Il 25% dei contribuenti non versa contributi previdenziali. E un ulteriore 50% arriva a stento a rilasciare fra i 3mila ed i 6mila euro l'anno. Numeri del tutto insufficienti a garantire una pensione dignitosa. Il campanello d'allarme riguarda soprattutto le giovani generazioni, a rischio di dover lavorare in età avanzata per mantenersi, le quali, però, possono ricorrere alla previdenza complementare per assicurarsi una vecchiaia serena. Di questo e di altro si parlerà il 4-5 maggio durante la giornata nazionale della previdenza, la cui prima edizione si svolgerà a Milano, in piazza Affari, su impulso di Itinerari previdenziali, in collaborazione con Borsa italiana e Prometeia, e con il sostegno dell'Adepp (l'associazione che raggruppa gli enti pensionistici privatizzati). Dedicato prevalentemente a ragazzi diplomati, universitari e laureati, giovani con incarichi flessibili iscritti alla gestione separata dell'Inps, dipendenti interessati agli strumenti di previdenza integrativa e liberi professionisti iscritti agli albi, l'evento si articolerà in incontri, convegni e workshop con esperti in grado di fornire le informazioni utili per operare scelte consapevoli. Alberto Brambilla, presidente di Itinerari previdenziali, nel corso della conferenza di presentazione dell'appuntamento, ieri a Roma, ha sottolineato l'importanza di un'alfabetizzazione del sistema, poiché il nostro Paese, come molti altri, adotta il meccanismo a ripartizione fondato su un forte patto intergenerazionale; la diretta conseguenza è che i lavoratori di oggi, con i loro contributi, stanno pagando le pensioni dei loro padri e dei loro nonni. Un'anomalia della quale, fra l'altro, non beneficeranno a loro volta, poiché le prestazioni generose concesse ai loro predecessori, calcolate sulla base delle ultime retribuzioni, non potranno più essere raggiunte (a loro verrà, infatti, applicato il metodo contributivo, basato sugli anni e sulla consistenza dei versamenti). Inoltre, come ha spiegato Brambilla, «l'Italia non ha neanche fatto grandi passi in avanti sul long term care» (l'assistenza di lunga durata per i non autosufficienti, ndr), i cui costi ricadranno su un sistema pubblico già oberato di spese. Gli organizzatori della giornata della previdenza hanno, infine, firmato un protocollo di collaborazione con le principali organizzazioni imprenditoriali, fra cui Confindustria, Rete imprese Italia e Ania.
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