Consulenza o Preventivo Gratuito

Cfc, interpelli entro il 1° giugno

del 31/03/2011
di: di Duilio Liburdi
Cfc, interpelli entro il 1° giugno
Interpello obbligatorio per le Cfc da proporre entro il prossimo 1° giugno in modo tale da rispettare la scadenza dei 120 giorni antecedenti la presentazione del modello Unico: la mancata presentazione dello stesso sarà sanzionata ma il contribuente potrà far valere eventuali esimenti anche in sede di controllo. In arrivo, inoltre, una nuova circolare in materia di tassazione delle controllate estere che, molto probabilmente, sarà impostata sullo schema delle domande e delle risposte a casistica concreta. Sono questi alcuni degli spunti emersi in occasione dell'incontro svoltosi ieri a Milano nella sede di Assolombarda e al quale ha partecipato l'Agenzia delle entrate rappresentata dal direttore centrale normativa e contenzioso Arturo Betunio e che ha visto anche la presenza dell'amministrazione finanziaria locale.

Le regole sulle Cfc. Per effetto della manovra del 2009 (decreto legge n. 78)il meccanismo di applicazione delle norme di tassazione per trasparenza delle controllate estere è stato ampliato e reso applicabile anche in relazione alle controllate non situate in stati o territori a fiscalità privilegiata. Di fatto, al ricorrere di alcuni presupposti (il possesso di cosiddetti passive income e un tax rate ridotto rispetto a quello nazionale), la tassazione per trasparenza sarà applicabile anche sulle partecipate in stati che non sono a fiscalità privilegiata. Un ruolo centrale per ottenere la non applicazione della disciplina Cfc è rappresentato dunque dall'istanza di interpello la cui disciplina è stata dapprima illustrata nella circolare n. 32 del 2010 e successivamente ripresa nel documento di prassi che, specificamente, ha approfondito il tema delle Cfc.

In linea di principio, va osservato come la disposizione di cui al comma 5 dell'articolo 167 del Tuir espressamente faccia riferimento alla necessità di presentazione di una istanza di interpello al fine, appunto, di uscire dalla applicazione del principio delineato dalla norma. Il punto è se tale istanza, la cui natura è riconducibile a quella delle istanze disapplicative anche se con i termini e gli effetti dell'interpello ordinario, sia da considerarsi come obbligatoria alla luce del fatto che la norma in tal senso sembrerebbe disporre. Nell'ambito del convegno, Carla Galassi della direzione centrale normativa e contenzioso ha ribadito tale concetto e cioè che l'istanza di interpello rappresenta un adempimento che obbligatoriamente deve essere attivato dal contribuente che è interessato a non applicare la disciplina Cfc. La mancata presentazione dell'istanza di specie, in considerazione del fatto che la stessa viene considerata un obbligo, è sanzionata con la previsione di cui all'articolo 11 del decreto legislativo n. 471 del 1997. È stato però osservato come il contribuente potrà comunque fornire dimostrazione dell'esistenza delle esimenti specificatamente previste dalla norma (e illustrate dalla circolare n. 51 del 2010) anche in occasione di controlli che potranno ovviamente essere attivati da parte dell'amministrazione finanziaria. Appare evidente come la lettura combinata di queste due indicazioni potrebbe condurre alla ipotesi in cui il contribuente, sapendo comunque di poter fornire le esimenti in sede di controllo, decida di non presentare affatto una istanza preventiva di interpello rispetto all'adempimento dichiarativo. Laddove le esimenti dovessero essere considerate come sussistenti da parte dell'amministrazione finanziaria, infatti, la sanzione sarebbe correlata all'inadempimento rispetto alla presentazione dell'istanza. È dunque questo un tema delicato anche in relazione alle scadenze da osservate. È stato infatti precisato che l'istanza di interpello deve essere predisposta e presentata, a pena di inammissibilità, entro il prossimo 1° giugno in considerazione del fatto che il termine di 120 giorni deve essere valutato in relazione alla scadenza dichiarativa che, nel caso di periodo di imposta coincidente con l'anno solare, è il 30 settembre 2011.

Nuove indicazioni. In chiusura del convegno è stata anche annunciata l'emanazione di una nuova circolare in materia di Cfc che, probabilmente, avrà la struttura domanda - risposta in considerazione del fatto che questo nuovo documento prenderà in esame casistiche concrete dopo che la precedente circolare n. 51 del 2010 ha delineato i principi del nuovo sistema introdotto dal decreto legge n. 78 del 2009. Ma, oltre alla circolare in materia di Cfc sono stati annunciati altri interventi interpretativi in materia di Iva e di imposte indirette. Come osservato da Arturo Betunio, infatti, proprio in materia di imposte indirette quali l'imposta di registro, l'emanazione di molte indicazioni su singole problematiche ha comportato la necessità di racchiudere in un documento l'analisi dei principi generali in modo sistematico. Peraltro, proprio sul fronte dell'esame delle problematiche in materia di imposta di registro è avviata la collaborazione tra l'amministrazione finanziaria e i notai anch'essi rappresentati nell'ambito dell'incontro di ieri.

vota