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Geometri, competenze in chiaro

del 30/03/2011
di: La Redazione
Geometri, competenze in chiaro
I geometri non restano senza cemento armato. In riferimento ad una recente sentenza della Cassazione è doveroso esprimere alcune precisazioni, per evitare che la impropria considerazione del contenuto della sentenza possa avere ripercussioni generalizzate sull' operato dei professionisti geometri e procurare ingiusti danni ai cittadini. Per quanto autorevole, la sentenza della Corte di cassazione decide sulle questioni di legittimità del caso giudicato e fa stato solo tra le parti. Infatti, la materia del contendere decisa con sentenza 6402/2011 riguardava il diritto o meno di un solo geometra ad ottenere il pagamento di onorari a fronte di una prestazione che ha portato al completamento dell'opera progettata ed alla sua regolare agibilità. La questione delle competenze è sorta, in sede di causa, solo in via incidentale a sostegno del rifiuto del committente di pagare gli onorari richiesti. La Corte di cassazione ha inteso definire il contenzioso confermando un orientamento già noto, utilizzando l'atavico problema del limite delle competenze per liquidare la questione, esaminata in relazione a fattispecie eccezionali, come orientamento di esatta osservanza e uniforme interpretazione della legge la cui applicabilità potrebbe essere considerata estensibile, da soggetti strumentalmente interessati, anche ai casi di semplicissima ordinarietà. La sentenza, quindi, è basata sul piuttosto «libero» convincimento, che non tiene in nessun conto i criteri stabiliti da sentenze pronunciate dalla Corte costituzionale in merito a controversie relative alla legittimità costituzionale dell'applicazione della normativa di cui all'art. 16 del r.d. 274/29, delle competenze dei geometri e in contraddittorio con le categorie professionali interessate. Dalle considerazioni in diritto svolte dalla Corte di legittimità costituzionale (sentenza n. 199/93), si evince in modo esplicito e non equivoco: - «l'espressione “modesta costruzione”, che a norma individua i limiti professionali del geometra, è generica ed indeterminata al punto da aver impedito univoci responsi giurisprudenziali» anche da parte della stessa Corte di Cassazione e del Consiglio di Stato; - «l'oggetto e i limiti dell'esercizio professionale di geometra, sono stabiliti» dall'art 16, alla lettera m) che recita testualmente: «Progetto, direzione e vigilanza di modeste costruzioni civili», e la frase si chiude qui, in merito a tale tipologia di opere, «la normativa non fa alcuna esclusione aprioristica sull'uso del cemento armato; - la determinazione delle competenze, che postulano cognizioni necessariamente variabili in rapporto ai progressi tecnologici nel tempo, deve essere ancorata a presupposti flessibili» che ne stabiliscano caso per caso i limiti. Risulta evidentemente irrazionale che il giudicato, di cui all'articolo pubblicato, possa, nell'ambito di questioni che ineriscono il pagamento di onorari, occuparsi di definire i limiti delle competenze professionali (quindi un ambito oltre il quale si eccede) e concludere con un pronunciamento di disconoscimento delle stesse, tanto completo e assoluto quanto ingiusto. Inoltre, è fin troppo ovvio comunque che la sentenza della Corte di cassazione non ha l'effetto di modificare la normativa vigente e di conseguenza non incide sulla consolidata modalità di svolgimento dell'attività di un'intera categoria formata da oltre 100 mila professionisti criminalizzandone indiscriminatamente l'operato. «La individuazione delle singole figure professionali e delle rispettive competenze spetta alla esclusiva competenza legislativa statale, sussistendo l'opportunità che tale disciplina sia uniforme ed omogenea in tutte le zone del territorio statale» (Tar Puglia, n. 3920/2010).

Non è stata ancora apportata alcuna modifica alle leggi per ristabilire o diversamente disciplinare le competenze professionali che, infatti rimangono ancorate al r.d. 274/29 nella consuetudinaria interpretazione adottata dagli enti pubblici. Né tale effetto può averlo, in via mediata, l'intervenuta legislazione in materia di norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche che, per la sua portata innovativa, non era nei programmi di studio di nessun tecnico (ingegnere, architetto, geometra) e quindi un uguale necessità di aggiornamento professionale da parte di tutti i professionisti. Le norme tecniche stesse, comunque, riaffermano, in materia di costruzioni civili, i limiti di competenza già stabiliti dalla pregressa normativa vigente, facendo specifico riferimento ad ingegneri, architetti, geometri e periti edili.

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