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Gdf a caccia di patrimoni

del 30/03/2011
di: di Cristina Bartelli
Gdf a caccia di patrimoni
La Guardia di finanza a caccia di patrimoni. L'obiettivo del 2011 per i reparti delle Fiamme gialle è quello di assicurare l'incremento della percentuale del riscosso rispetto a quella dell'accertato. E la direzione scelta è l'utilizzo degli strumenti cautelari: confisca per equivalente e sequestri. Priorità di lavoro, inoltre al piano Ginevra, nome in codice per i nominativi della lista Falciani. E infine sinergie con l'Agenzia delle entrate per progetti specifici su redditometro con 40.000 verifiche e recupero d'evasione. Il quadro è stato delineato dalla circolare del 18 marzo inviata ai reparti sugli indirizzi operativi per il 2011, di cui ItaliaOggi è in grado di anticipare i contenuti. Nel documento si sottolinea l'importanza di assicurare all'erario che i patrimoni che vengono disvelati attraverso gli accertamenti sempre più mirati e selettivi, non siano dispersi nelle more dei procedimenti e dei tempi tecnici. Ecco dunque che, sia sul piano penale sia su quello amministrativo, dovrà essere dato spazio all'utilizzo, ove ce ne siano i presupposti, a confische per equivalente e sequestri. In quest'ottica si sottolinea la partnership confermata e riconosciuta come azione importante con Equitalia. Con la società di riscossione, infatti, la Guardia di finanza sarà alleata nel recupero e nella ricostruzione delle evidenze patrimoniali dei debitori dell'erario. Con un'attività di supporto anche negli accessi e nell'esame della documentazione contabile. La maggiore incisività di questa azione è stata già registrata nel corso del precedente anno mediante un incremento dell'utilizzo anche sul piano amministrativo dei sequestri cautelari.

Il trend crescente che ha l'obiettivo di avvicinare sempre di più la forbice tra accertato e riscosso secondo gli addetti ai lavori, subirà un accelerazione dal primo luglio con l'avvio dell'avviso di accertamento titolo esecutivo.

Ma negli indirizzi operativi ai reparti, si punta l'attenzione su obiettivi specifici. Oltre la priorità del piano Ginevra e cioè la chiusura entro giugno delle verifiche sulle posizioni dei 7 mila contribuenti, indicizzati da Herve Falciani, le fiamme gialle affileranno le armi anche sul fronte del redditometro. In attesa dell'avvio delle nuove procedure di accertamento sintetico introdotte con il dl 78/2010, sono stati messi in agenda 40 mila verifiche con l'utilizzo di Ce.te (controllo economico del territorio) finalizzato proprio a rendere fluido, veloce e puntuale il flusso di notizie concernenti le «ricchezze visibili» rilevate da tutti i reparti territoriali ed aeronavali. Ma accanto al redditometro spazio anche a progetti specifici, che saranno definiti con la direzione accertamento dell'Agenzia delle entrate sulle compensazioni tra debiti e crediti erariali quando esistono pendenze debitorie con l'erario per oltre 1.500 euro. Specifiche analisi saranno condotte per le imprese di media dimensione che presentino fenomeni di perdita sistemica e infine come da indicazione del dl 78/2010, nel mirino delle fiamme gialle guidate dal comandante generale Nino Di Paolo, finiranno anche le imprese apri e chiudi.

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