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Sugli animali clonati fallisce l'accordo Ue

del 30/03/2011
di: Gianluca Cazzaniga
Sugli animali clonati fallisce l'accordo Ue
È fallito l'ultimo tentativo di trovare un'intesa tra i due legislatori comunitari, gli eurodeputati e gli stati membri dell'Ue, sulla revisione della normativa comunitaria sui nuovi cibi. Cioè gli alimenti derivati da processi di produzione innovativi o tradizionalmente consumati solo fuori dal mercato unico. Dopo ore di intense trattative, ieri mattina i negoziatori del Consiglio dell'Ue, l'organo che rappresenta i ventisette governi europei, hanno rifiutato il compromesso proposto dalla delegazione del Parlamento europeo: se non la messa al bando, almeno l'obbligo di etichettare tutti i prodotti alimentari provenienti da animali clonati e dai loro discendenti. “Al di sotto dell'etichettatura non potevamo andare, perché i consumatori hanno diritto di sapere cosa mangiano”, ha dichiarato ieri ai cronisti Gianni Pittella, presidente della delegazione dell'Europarlamento. Il Consiglio, però, era disposto ad accettare l'obbligo di etichettatura solo per i cibi derivati dai cloni e dalla loro prole, escludendo tutti i prodotti derivati dalle generazioni successive. Inoltre la controproposta del Consiglio era limitata solo alla carne bovina, che è già sottoposta a un rigoroso sistema di tracciabilità ed etichettatura dopo lo scoppio del caso “mucca pazza” negli anni Novanta. La posizione del Parlamento è legata in larga misura all'incertezza che ancora regna sulle cause delle malfunzioni e dell'alto tasso di mortalità che si registrano negli animali clonati. Nel 2008 l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha adottato un parere scientifico sulle implicazioni della clonazione animale per la sicurezza alimentare, la salute e il benessere animale, e l'ambiente. “Le incertezze nella valutazione del rischio emergono a causa dell'esiguo numero di studi disponibili, delle ridotte dimensioni dei campioni esaminati e, in generale, per l'assenza di un approccio uniforme, che consentirebbe invece di affrontare in modo più soddisfacente tutte le problematiche inerenti al parere”, si legge nel parere preparato dal comitato scientifico dell'Efsa. “Ai fini del parere, inoltre, vengono presi in considerazione soltanto suini e bovini, le due specie di animali per cui sono disponibili dati adeguati”. Ad oggi le istituzioni comunitarie non sanno quanta carne e altri cibi derivati da animali clonati e dai loro discendenti arrivino nei supermercati europei, perché non esiste nessun obbligo di etichettatura a riguardo.

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