«La partecipazione di così tanta gente in un giorno lavorativo testimonia come questa manifestazione fosse doverosa e come sia necessaria una pausa di riflessione e un ripensamento complessivo del progetto Mercurio. Già nel 2005 la nostra associazione si oppose alla vendita diretta all'immobiliarista Stefano Ricucci. Una dismissione che contestammo con vigore e che rese necessario l'intervento della magistratura e che, notizia di questi giorni, ha portato alla richiesta nei confronti dell'ex presidente Confcommercio Sergio Billè e dell'allora presidente dell'Enasarco Porreca di una condanna a diversi anni di carcere. L'esigenza della sospensione nasce dalla constatazione che la dismissione da sola non basta per garantire un futuro previdenziale alla categoria. Infatti essa è solo una parte di un progetto complessivo che prevede la vendita degli immobili col proposito di ricavare 4,5 mld euro da investire in Borsa, con l'obiettivo di un rendimento netto del 3,5%, che insieme a un onerosissimo aumento dei contributi che gli agenti di commercio dovrebbero versare, sarebbe in grado di salvare l'ente. Ma il condizionale è d'obbligo, essendo sorte forti perplessità sia in ordine al ricavo previsto, che secondo uno studio da noi commissionato a una società di valutazione immobiliare sarebbe significativamente più basso, che al raggiungimento del 3,5% in Borsa. Su quest'ultimo punto infatti l'Anasf, associazione dei promotori finanziari iscritti all'Enasarco, ritiene utopistico tale obiettivo a meno di ricorrere a strumenti altamente speculativi che mal si adattano a un ente che gestisce le pensioni. Cosa che auspichiamo non accada, essendosi l'Enasarco contraddistinta per l'investimento di ben 780 mln euro, senza guadagnarne solo uno, in bond strutturati di un fondo con sede alle isole Cayman garantito dalla fallita banca statunitense Lehman Brothers, frangente che le è valso una forte censura da parte delle autorità vigilanti. In questo mare di perplessità, purtroppo l'unica certezza è l'aumento dei contributi da versare e dell'anzianità contributiva recentemente deliberato dall'Enasarco, che gli agenti in modo compatto non vogliono a fronte di pensioni che in media per la stragrande maggioranza dei casi sono pari a circa 500 euro lorde al mese. Sono tutte considerazioni che abbiamo espresso dinanzi alla commissione parlamentare di controllo nello scorso mese di settembre 2010, ove abbiamo sottolineato come la fondazione sia lontanissima dal raggiungere il requisito minimo di sopravvivenza previsto dalla legge per enti quali Enasarco, vale a dire la capacità di erogare le pensioni per i successivi 30 anni. Diverse circostanze ci convincono della necessità della confluenza dell'Enasarco nell'Inps, sia per risolvere il problema dei cd. «silenti» in modo serio che per sanare l'assurdità di una doppia previdenza di fatto obbligatoria visto che l'Enasarco dopo la riforma non svolge più alcuna funzione di supplenza rispetto alla previdenza Inps. Medesima richiesta di ritorno nell'alveo pubblico è stata presentata al ministero del lavoro anche da altre associazioni di categoria quali Anasf e Ugifai». Proposta che, secondo Francesco Cavallaro, segretario generale Cisal, «avrebbe il pregio di offrire maggiori tutele e garanzie anche agli inquilini e ai portieri dell'ente in caso di vendita gestita dall'Inps, oltre che tutelare la pensione degli agenti, e che la nostra confederazione ha da tempo ufficialmente espresso innanzi ai ministeri competenti».
Ipotesi assolutamente da approfondire secondo Sergio Balestrini del sindacato autonomo inquilini Sai Cisal anch'egli presente all'incontro, che ha rimarcato in particolare il disorientamento dell'inquilinato a fronte della subordinazione da parte dell'Enasarco dell'acquisto dell'immobile all'accettazione da parte dei futuri proprietari del servizio di portierato.
Presenti all'incontro l'On. Ugo Cassone, il presidente del IV municipio Cristiano Bonelli, l'On. Federico Guidi e l'incaricato del sindaco di Roma alle politiche abitative On. Maurizio Berruti, secondo i quali occorre trovare subito una soluzione che garantisca i diritti di tutte le parti in causa ed eviti una emergenza abitativa sul territorio comunale. Sono infatti migliaia le famiglie che, non potendo acquistare l'immobile, rischiano poi di doversi confrontare con i fondi immobiliari che gestiranno l'invenduto secondo il piano predisposto da Enasarco. È necessaria una attenta riflessione sulla composizione dell'inquilinato con particolare riferimento ai tanti precari, anziani, monoreddito che vivono nella case dell'ente e che vanno tutelati. Considerazione tanto più valida oggi quando i principali quotidiani nazionali descrivono lo scandalo affittopoli che ha investito l'Enasarco e che viene dipinto come una speculazione in grado di favorire chi è già privilegiato, i cd «vip» che abitano negli immobili di pregio della Fondazione, a scapito delle tantissime persone comuni che invece temono per il proprio futuro abitativo. Al termine della giornata diversi consiglieri comunali della Capitale hanno preso l'impegno di presentare una mozione che chieda ai ministri Sacconi e Tremonti di sospendere il progetto Mercurio. «Occorre coinvolgere subito questi dicasteri vista la gravità della situazione che investe centinaia di migliaia di individui, siano essi agenti di commercio iscritti alla cassa, inquilini o dipendenti portieri della Fondazione» hanno concluso i promotori della manifestazione».
