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Proroga-beffa per la Fpc

del 26/03/2011
di: Luigi Carunchio presidente Ungdcec
Proroga-beffa per la Fpc
Per gli inadempienti all'obbligo della formazione professionale continua obbligatoria nel triennio 2008-2010 nessuna sanzione, bensì una proroga del termine al 31 luglio 2011! È questo l'effetto dell'iniziativa congiunta degli Odcec di Milano, Napoli, Torino e Roma, che presumibilmente saranno seguiti a ruota da molti altri ordini di minori dimensioni. Ai fini del raggiungimento dei 90 crediti formativi richiesti per l'assolvimento dell'obbligo di Fpc nel triennio 2008-2010 saranno dunque calcolati anche i crediti maturati fino al 31 luglio 2011. Ma non è tutto. L'iniziativa prevede anche l'attribuzione di due crediti (invece di uno) per ogni ora di formazione svolta in modalità e-learning, sempre a partire dal 1° gennaio 2011 e fermo restando il limite massimo dei 15 crediti annui conseguibili. Inutile dire che anche i crediti maturati con tale modalità fino al 31 luglio 2011 saranno prioritariamente imputati al triennio 2008-2010 per tutti gli iscritti che non abbiano raggiunto il limite dei 90 crediti in tale triennio. Solo in caso di mancato assolvimento dell'obbligo formativo alla data del 31 luglio 2011, il consiglio dell'ordine sarà tenuto ad adottare i provvedimenti disciplinari previsti dal regolamento Cndcec del 13 ottobre 2010.

L'Unione giovani dottori commercialisti ed esperti contabili non può astenersi dal criticare duramente un'iniziativa che, ancora una volta, svuota di senso l'obbligo della formazione professionale continua. La Fpc è divenuta obbligatoria nel 2003: ne abbiamo sostenuto con forza l'introduzione e continuiamo a ritenere che l'aggiornamento professionale sia un dovere, ancor prima che una prerogativa della nostra professione. Se questo è vero, allora iniziative come quella in commento sono assolutamente censurabili perché avallano le teorie di quanti attribuiscono alla Fpc una valenza meramente formale, ritenendola niente di più che un adempimento burocratico da assolvere con il minor sforzo possibile.

Questa proroga peraltro risulta offensiva per quanti hanno regolarmente osservato l'obbligo, raggiungendo il traguardo, tutt'altro che impossibile, dei 90 crediti nel triennio. E al riguardo, non sfugge l'evidente disparità di trattamento tra gli iscritti che consegue all'adozione di provvedimenti di proroga solo da parte di alcuni ordini territoriali. Disparità di trattamento che basterebbe di per sé a giustificare ricorsi da parte di tutti quegli iscritti, non in regola con l'obbligo formativo, ai quali verrà preclusa la possibilità di avvalersi del maggior termine per l'adempimento.

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