Domanda. Avete fatto affitti di favore?
Risposta. No, mai. Gli affitti sono sempre stati uguali per tutti, mai arbitrari e concordati con le Organizzazioni sindacali degli inquilini. La maggior parte dei contratti che abbiamo risalgono al periodo in cui Enasarco era un ente pubblico, vincolato a svolgere un ruolo di social housing. Nel corso degli anni, sempre all'interno di contratti concordati con le Organizzazioni sindacali degli inquilini, siamo riusciti a ottenere piccoli adeguamenti degli affitti (10% ogni due anni) e a portare fuori dai patti in deroga i soli dieci immobili di Roma situati in zone di maggior pregio e che quindi, man mano che gli affitti scadono, sono affittati a canone libero e di mercato. In alcuni casi si arriva anche a più di 3 mila euro mensili. Per quanto riguarda i cosiddetti vip sono in una percentuale ridicola, pari allo 0,06%.
D. Perché vendete il patrimonio?
R. Questi immobili per una serie di ragioni storiche rendono poco, meno dell'1%. Dobbiamo far fruttare meglio i soldi degli iscritti e delle aziende. La vendita permetterà di rafforzare il patrimonio, potrà avere benefici immediati sulle rivalutazioni delle pensioni e del Firr e consentirà alla Fondazione di dedicarsi ancora più alla sua vera mission, la previdenza e l'assistenza agli agenti di commercio. Non nascondo che c'è anche l'intenzione di dare un taglio netto a un sistema di «potere» nel quale la Fondazione non si riconosce più. Ho letto da qualche parte che i sindacati degli agenti hanno chiesto la sospensione delle dismissioni. Niente di più falso. Le motivazioni, il piano e tutte le azioni della Fondazione sono pienamente condivise dai sindacati degli agenti di commercio rappresentati nel cda che sanno bene come tali iniziative siano a esclusivo interesse degli agenti.
D. Come funzionerà il piano di dismissioni?
R. Il piano è all'insegna della trasparenza ed è sancito da un accordo firmato dalle organizzazioni sindacali degli inquilini. Il diritto di prelazione all'acquisto potrà essere esteso ai parenti fino al 4° grado di parentela. Sul valore di mercato del singolo immobile sarà applicata una riduzione del 30%, in quanto l'appartamento è occupato, a cui si aggiungerà un ulteriore sconto del 10% nel caso di acquisti collettivi. Sono inoltre previsti mutui agevolati e di lunga durata, anche per chi non è giovane, che arrivavano persino a coprire le spese di acquisto dell'appartamento. L'avvio ci sta dando ragione: quasi l'80% degli inquilini a cui abbiamo spedito, meno di un mese fa, le lettere affinché ci manifestassero il loro interesse all'acquisto, ci ha già risposto positivamente.
D. Come sono stati determinati i prezzi degli immobili?
R. Saranno determinati da esperti indipendenti nominati da Sgr vigilate dalla Banca d'Italia e la loro congruità sarà verificata dalla Agenzia del territorio. La Fondazione non svolgerà assolutamente nessun ruolo nella determinazione del prezzo. Ovviamente si terranno in conto vari elementi: ubicazione, piano, esposizione, stato di manutenzione e vetustà dell'immobile ecc.
D. E chi non può acquistare?
R. Sono previste tutele e garanzie che interessano singoli o nuclei familiari con redditi fino a 42 mila euro: rinnovi contrattuali di otto-nove anni, con un aumento minimo del canone. Tutele anche per i più anziani e per le famiglie con grave disagio economico che usufruiscono di sovvenzioni pubbliche.
D. Cosa risponde ai portieri degli immobili che temono di perdere il posto?
R. Il nostro impegno è quello di non mettere nessun lavoratore in mezzo a una strada. Per i portieri e pulitori degli immobili, una volta avvenuta la vendita, non potrà ovviamente proseguire il rapporto di lavoro diretto con la Fondazione, ma abbiamo avanzato proposte concrete alle organizzazioni sindacali e attendiamo le loro risposte per raggiungere un accordo.
