Consulenza o Preventivo Gratuito

Immobili Enasarco, dismissione vantaggiosa per tutti

del 25/03/2011
di: La Redazione
Immobili Enasarco, dismissione vantaggiosa per tutti
La Fondazione Enasarco ha appena avviato il piano di dismissioni del suo patrimonio immobiliare: oltre 17 mila appartamenti, in gran parte situati nella Capitale, saranno venduti agli inquilini che li abitano, circa 50 mila persone. Ma proprio in concomitanza con l'avvio dell'operazione, una delle più grandi mai effettuate in Europa, sono riaffiorate polemiche di vecchia data su Affittopoli e dintorni. Ne abbiamo parlato con il presidente Brunetto Boco.

Domanda. Avete fatto affitti di favore?

Risposta. No, mai. Gli affitti sono sempre stati uguali per tutti, mai arbitrari e concordati con le Organizzazioni sindacali degli inquilini. La maggior parte dei contratti che abbiamo risalgono al periodo in cui Enasarco era un ente pubblico, vincolato a svolgere un ruolo di social housing. Nel corso degli anni, sempre all'interno di contratti concordati con le Organizzazioni sindacali degli inquilini, siamo riusciti a ottenere piccoli adeguamenti degli affitti (10% ogni due anni) e a portare fuori dai patti in deroga i soli dieci immobili di Roma situati in zone di maggior pregio e che quindi, man mano che gli affitti scadono, sono affittati a canone libero e di mercato. In alcuni casi si arriva anche a più di 3 mila euro mensili. Per quanto riguarda i cosiddetti vip sono in una percentuale ridicola, pari allo 0,06%.

D. Perché vendete il patrimonio?

R. Questi immobili per una serie di ragioni storiche rendono poco, meno dell'1%. Dobbiamo far fruttare meglio i soldi degli iscritti e delle aziende. La vendita permetterà di rafforzare il patrimonio, potrà avere benefici immediati sulle rivalutazioni delle pensioni e del Firr e consentirà alla Fondazione di dedicarsi ancora più alla sua vera mission, la previdenza e l'assistenza agli agenti di commercio. Non nascondo che c'è anche l'intenzione di dare un taglio netto a un sistema di «potere» nel quale la Fondazione non si riconosce più. Ho letto da qualche parte che i sindacati degli agenti hanno chiesto la sospensione delle dismissioni. Niente di più falso. Le motivazioni, il piano e tutte le azioni della Fondazione sono pienamente condivise dai sindacati degli agenti di commercio rappresentati nel cda che sanno bene come tali iniziative siano a esclusivo interesse degli agenti.

D. Come funzionerà il piano di dismissioni?

R. Il piano è all'insegna della trasparenza ed è sancito da un accordo firmato dalle organizzazioni sindacali degli inquilini. Il diritto di prelazione all'acquisto potrà essere esteso ai parenti fino al 4° grado di parentela. Sul valore di mercato del singolo immobile sarà applicata una riduzione del 30%, in quanto l'appartamento è occupato, a cui si aggiungerà un ulteriore sconto del 10% nel caso di acquisti collettivi. Sono inoltre previsti mutui agevolati e di lunga durata, anche per chi non è giovane, che arrivavano persino a coprire le spese di acquisto dell'appartamento. L'avvio ci sta dando ragione: quasi l'80% degli inquilini a cui abbiamo spedito, meno di un mese fa, le lettere affinché ci manifestassero il loro interesse all'acquisto, ci ha già risposto positivamente.

D. Come sono stati determinati i prezzi degli immobili?

R. Saranno determinati da esperti indipendenti nominati da Sgr vigilate dalla Banca d'Italia e la loro congruità sarà verificata dalla Agenzia del territorio. La Fondazione non svolgerà assolutamente nessun ruolo nella determinazione del prezzo. Ovviamente si terranno in conto vari elementi: ubicazione, piano, esposizione, stato di manutenzione e vetustà dell'immobile ecc.

D. E chi non può acquistare?

R. Sono previste tutele e garanzie che interessano singoli o nuclei familiari con redditi fino a 42 mila euro: rinnovi contrattuali di otto-nove anni, con un aumento minimo del canone. Tutele anche per i più anziani e per le famiglie con grave disagio economico che usufruiscono di sovvenzioni pubbliche.

D. Cosa risponde ai portieri degli immobili che temono di perdere il posto?

R. Il nostro impegno è quello di non mettere nessun lavoratore in mezzo a una strada. Per i portieri e pulitori degli immobili, una volta avvenuta la vendita, non potrà ovviamente proseguire il rapporto di lavoro diretto con la Fondazione, ma abbiamo avanzato proposte concrete alle organizzazioni sindacali e attendiamo le loro risposte per raggiungere un accordo.

vota