Millecinquecento aziende del settore rinnovabili e importanti fondi di private equity italiani e stranieri ricorrono in Commissione europea contro il nuovo dlgs, che taglia gli incentivi al settore. A patrocinare l'offensiva, a Bruxelles, è l'avvocato Eugenio Tranchino, partner dello studio Watson Farley Williams. Tra i soggetti, che hanno deciso di ricorrere in Commissione, ci sono Ampere Equity Found B.V., Avelar Management Ltd, Century Asset Management Pty Ltd, Eurener Italia S.r.l, Investec Asset Finance Ltd, Investec Bank Plc, Photovolt Development Partners GmbH, Quintas Energy SL, RenGen Energy Ltd, Sig Solar G.m.b.H., Solar Ventures Srl, Svicat Energy. A essi si aggiunge l'associazione SOS Rinnovabili, spontaneamente formatasi per rappresentare gli interessi di oltre 1.500 operatori nel settore. Costoro hanno portato all'attenzione, si legge in una nota, «le violazioni da parte dello stato italiano alla disciplina comunitaria relativa alla riduzione delle emissioni di gas Serra e promozione delle energie rinnovabili». I ricorrenti, «tra i quali operatori internazionali del settore, che hanno investito più di 1 mld di euro», segnala Tranchino, «denunciano che la recente approvazione del dlgs 3/3/2011 (che prevede l'abolizione del terzo Conto energia per gli impianti in funzione dopo il 31 maggio 2011) compromette la certezza del quadro giuridico, introducendo una serie di incertezze in relazione agli iter autorizzativi e al quadro incentivante di fatto impedendo la concreta attuazione in Italia della direttiva 2009/28/CE».