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Abusivismo finanziario, truffa a Vip A Roma operazione della Gdf

del 25/03/2011
di: La Redazione
Abusivismo finanziario, truffa a Vip A Roma operazione della Gdf
Abusivismo finanziario, truffa, appropriazione indebita e ostacolo all'esercizio delle funzioni delle authority di vigilanza. Sono questi i reati contestati a un'associazione a delinquere transnazionale finita nel mirino della procura di Roma. Ieri il nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza ha fatto scattare cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere, perquisizioni e sequestri preventivi per equivalente «sino alla concorrenza di 170 milioni di euro in relazione alle proprietà riferibili agli indagati». Le ordinanze sono state emesse dal gip del tribunale di Roma, Simonetta D'Alessandro, su richiesta dei pm del Gruppo criminalità economica della capitale, al termine di un anno e mezzo di indagini. All'organizzazione sono state sequestrate 26 società italiane ed estere, oltre a una cinquantina tra conti correnti, immobili e veicoli.

La truffa consisteva in primo luogo nella raccolta abusiva del risparmio presso il pubblico, con contestuale investimento delle somme in titoli finanziari per il tramite di società Uk e irlandesi risultate essere abusive. Inoltre, l'organizzazione si è appropriata nel tempo di ingenti somme di investitori ai quali, informa una nota delle Fiamme gialle, venivano promessi e comunicati rendimenti estremamente alti, fino al 10%. Tra i circa 700 risparmiatori truffati anche nomi noti dello spettacolo (Sabina Guzzanti, Massimo Ranieri), dello sport (l'ex calciatore Stefano Desideri) e dell'aristocrazia (la principessa Claudia Ruspoli). I loro risparmi, spiega la Gdf, sono stati trasferiti all'estero attraverso una complessa rete societaria, posta anche in paesi offshore, e impiegati tra l'altro in fondi chiusi con sede alle Bahamas.

I membri dell'associazione avevano inoltre proposto ai clienti l'adesione allo scudo fiscale, trasferendo circa 600 posizioni (per un totale di oltre 170 milioni di euro) presso un'impresa di investimento comunitaria francese con succursale in Italia, attualmente posta in liquidazione dal ministero dell'economia per gravi irregolarità e radiata dall'albo transalpino nel dicembre 2010.

Valerio Stroppa

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