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Cisal: la Ue superi egoismi inutili

del 24/03/2011
di: La Redazione
Cisal: la Ue superi egoismi inutili
Sarebbe impossibile per chiunque ritenere che i tragici eventi degli ultimi giorni non influenzino la vita quotidiana dei cittadini. Tanto più per la Cisal, ha dichiarato il segretario generale Francesco Cavallaro, che in forza della sua storica autonomia ben può valutarne portata ed effetti, senza condizionamenti ideologici di alcun genere. A partire dal terribile cataclisma giapponese e dalle inevitabili conseguenze sulla salute, innanzitutto, e sulla stessa economia mondiale.

Esiste ormai, e la tragedia di Fukuyma lo conferma, un «rischio globalizzato» capace di contraddire tutti protocolli normativi e tecnologici di prevenzione con una sorta di effetto domino crudelmente documentato sui network nazionale e internazionali.

In Italia, e non solo in Italia, l'onda emotiva suscitata sull'opinione pubblica ha indotto i referenti politici e i rappresentanti del mondo sindacale, della ricerca scientifica e della cultura d'impresa a una ulteriore riflessione collettiva sull'utilizzo del nucleare quale unica fonte di energia alternativa agli idrocarburi. Una riflessione che parta dalla imprescindibile domanda se non sia veramente possibile, oggi, crescere nel benessere e nella salute nonostante le ricorrenti crisi economiche! Domanda alla quale va data una risposta univoca e globale, purché frutto di un «collettivo esame di coscienza» non solo per riflettere sulla insicurezza energetica, ma anche e soprattutto sulla progressiva scomparsa dal nostro orizzonte della percezione che l'uomo sia invincibile; sulla consapevolezza delle sue intrinseche «fragilità» sul connesso timore che democrazia e libertà possano essere conquiste reversibili! Alle suddette amare valutazioni, accompagnate dai più sinceri sentimenti di umana solidarietà per le popolazioni colpite dal terremoto/maremoto, ha aggiunto il segretario generale, si uniscono purtroppo le notizie estremamente preoccupanti che giungono dalla Libia e dal Nordafrica. «Ci auguriamo che le iniziative decise dai massimi organismi internazionali che vedono il nostro paese inevitabilmente coinvolto, possano sortire gli effetti sperati di una rapida pacificazione dell'intera regione», ha proseguito il segretario generale, «così come ci auguriamo, ma forse sarebbe il caso di pretenderlo, che l'Europa superi inconcepibili egoismi e si faccia finalmente carico dei gravissimi problemi migratori che non possono continuare a pesare sul nostro paese».

«Non pensavamo», ha concluso il segretario, «di dover celebrare il 150° anniversario dell'Unità d'Italia in coincidenza di eventi così tragici e drammatici. Siamo certi tuttavia che la grande partecipazione popolare e la riscoperta del legittimo orgoglio di essere italiani possano rappresentare la migliore occasione di una ritrovata unità d'intenti per la ricerca di soluzioni condivise certamente per i problemi di politica estera, ma anche per quelli, e non sono pochi, di politica interna».

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