Consulenza o Preventivo Gratuito

Si ricicla e si evade insieme

del 24/03/2011
di: Pagina a cura di Valerio Stroppa
Si ricicla e si evade insieme
Riciclaggio ed evasione fiscale a braccetto in tribunale. Aumentano, fino a raddoppiare, i casi in cui i due reati vengono configurati congiuntamente. E presso la procura di Milano sono pendenti decine e decine di notizie di reato relative a operazioni riqualificate ai fini fiscali come abuso del diritto, oltre che almeno un centinaio di procedimenti inerenti ai prezzi di trasferimento (risalenti, però, al periodo antecedente all'entrata in vigore dei nuovi oneri documentali previsti dal dl n. 78/2010). Ad affermarlo è Carlo Nocerino, sostituto procuratore presso il tribunale milanese, intervenuto ieri all'università Cattolica in occasione dell'apertura del corso di alta formazione sui reati tributari, organizzato dalla cattedra di diritto tributario della facoltà di giurisprudenza del professor Marco Miccinesi. «In passato le fattispecie di riciclaggio e quelle di evasione fiscale sembravano due temi slegati», spiega Nocerino, «ora non più. D'altra parte dobbiamo confrontarci con un mercato in cui è presente una forte offerta specifica di prodotti finanziari e societari volti esclusivamente a ottenere un risparmio d'imposta. Per questo i reati tributari previsti dal dlgs n. 74/2000 sono ormai anacronistici e richiederebbero una revisione». Ciò, secondo il pm, è anche dovuto al fatto che la legge del 2000 concentra le sue attenzioni sul momento dichiarativo, trascurando gli eventi precedenti. «In passato riciclare denaro significava trasformare soldi sporchi in soldi puliti. Oggi attraverso queste tecniche avanzate di evasione avviene il contrario: la ricchezza legale, gli utili prodotti dalle imprese, viene sottratta in tutto o in parte a imposizione e trasformata in fondi neri. Appare necessario rivedere la normativa penale-tributaria, per esempio prevedendo sanzioni specifiche e più severe per l'esterovestizione». Durante i lavori Alessio Lanzi, ordinario di diritto penale all'università di Milano Bicocca, ha delineato l'evoluzione storica del rapporto tra processo tributario e procedimento penale. «Spesso il consenso al patteggiamento in sede penale viene subordinato al pagamento integrale delle imposte dovute», osserva Angelo Luigi Giarda, ordinario di diritto processuale penale presso l'università Cattolica di Milano, «pur in assenza di una specifica norma che lo preveda. Un'ipotesi che, laddove messa in pratica, può far venir meno la dicotomia tra i due procedimenti. Forse è necessario riflettere e regolamentare tale fattispecie. Per incentivarla, e garantire maggiore efficacia reale all'interesse sovrano dello Stato, si potrebbe promuovere detto pagamento da attenuante a causa estintiva del reato, che diventerebbe però un'aggravante in caso di recidiva del soggetto, onde evitare abusi». Sono intervenuti anche Oronzo Gallone, dirigente della direzione centrale contenzioso dell'Agenzia delle entrate, e Renato Maria Russo, comandante regionale Lombardia della Guardia di finanza.

vota